C'è pane e pane: il Pane di Lentini

Si fa presto a dire pane.
L’Alimento per eccellenza, pretesto per l’esplosione di sommosse popolari, indiscusso protagonista di ogni rincaro che si rispetti.
Ma, soprattutto, strumento di rivendicazione d’appartenenza. Feticcio di tipicità. Arma bianca per combattere l’omologazione.
A Lentini e Carlentini, due comuni del siracusano, il pane lo fanno d’indiscussa bontà. E da oggi, il Pane di Lentini è uno dei pochissimi in Italia - assieme al tirolese Ur-Paarl di segale, al pane tradizionale di Altamura, al nero di Castelvetrano ed al pane di Matera - ad entrare a far parte del progetto slowfoodiano dei Presìdi.
Ma cos’ha di così particolare? E poi, cosa ne fa un Presidio?
Chivito y Choripàn: quando il panino si fa chiamare bocadillo

Dall’Argentina e dall’Uruguay non vengono solo grandi calciatori, bellissime modelle e mirabolanti scrittori.
Alle bellezze paesaggistiche delle Pampas e della Tierra del Fuego, alle vie di Montevideo e Buenos Aires, accanto alle magie di Enzo Francescoli e alle note di Carlos Gardel metteremmo anche una sequela di grandiosi bocadillos.
Come cos’è un bocadillo?
Il Bocadillo è il compagno di ventura nelle lunghe passeggiate per il quartiere Palermo.
E’ un monumento al comer en la calle (e non chiamatelo Street Food).
E se vi venisse voglia di azzannare latinoamericani panini, vi spifferiamo come poterne preparare due in particolare: l’uruguagio Chivito ed il porteño Choripàn.
Postato da Fabrizio Gabrielli
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Prezzi troppo alti ? Facciamoci i biscotti
Non so se altri hanno notato che da qualche settimana, per non dire qualche mese, dalla stragrande maggioranza di giornali e tv è scomparsa la “cronaca” sulla difficoltà degli italiani di arrivare alla quarta settimana".
Dopo un lungo tormentone, durato tutto il tempo necessario per farci sentire sempre più poveri e sui prezzi dei generi alimentari sempre più alti, sembrerebbe che, visto che le cose non sono cambiate, qualcuno abbia deciso che non c’è niente di meglio di una bella secchiata di silenzio. Un po’ come quando lei sa che lui sa che lei sa e viceversa: meglio lasciar cadere il discorso.
Ebbene non solo non ci sto e, oltre a ricordare che i costi degli alimentari sono sempre più esosi, rammentando la decollata Antonietta di Francia che suggeriva di mangiare brioche se non c’era più pane ma non essendo francese, mi sono fatto i biscotti.
Poca spesa, tanto divertimento e, soprattutto, tanti biscotti.
Come si fa, lo potete leggere dopo il continua
Metti un crisantemo nel caffé

La Georgia University ha in canna il colpo del secolo: forse ha scoperto che il dolcificante che non ingrassa e che non provoca il sopraggiungere del diabete non è nemmeno pericoloso.
Vi pare poco?
Il nome del miracoloso edulcorante (miracoloso quasi quanto la Synsepalum dulcificum) è Stevia, o almeno così ama farsi chiamare. All’anagrafe, dalle parti di Asunciòn, è registrata come Stevia Rebaudiana Bertoni. E, udite udite, appartiene alla famiglia dei crisantemi.
Solo, ha una storia ricca di scheletri nell’armadio.
Piatto a Km Zero seconda edizione
Con due giorni di anticipo sul 26 settembre dello scorso anno, mercoledì si è svolta la seconda edizione del concorso enogastronomico veneto “Piatto a km zero”.
Un’idea, quella di proporre dei cibi preparati con i prodotti che si possono vedere guardando “fuori dalla finestra", nata ormai un anno fa in ambito Coldiretti ma che ha già contagiato centinaia di chef in tutta Italia a iniziare proprio da quelli delle province del Veneto. I quali, per primi, già dallo scorso anno avevano risposto entusiasticamente all’invito dopo che una loro rappresentanza era stata selezionata per partecipare alla sfida. Vincere sì con cibo preparato da ognuno di loro messo a confronto con quello preparato dagli altri colleghi ma vincere anche la battaglia, cosa decisamente più impegnativa, di preparare un piatto usando ingredienti e prodotti il più tipicamente localizzati nelle vicinanze degli abituali fornelli di lavoro.
Quindi, giusto per capirci, se a far “parlare” il suo piatto è un cuoco veneziano, assolutamente vietato lo speck, se invece ad impiattare è un cuoco romano, vietata la burrata di Andria e così via in lungo largo del nostro stivale.
Idee per pazzi buffet

Allora.
Avete appena deciso di organizzare un vernissage fondamentale per la vostra carriera.
Avete selezionato solo le migliori bollicine (magari dando una scorsa veloce agli interventi peperossiani di Michele Marziani e Strami) e seguito pedissequamente le ricette per i finger-food di Chiara.
Ora avete solo bisogno di qualche suggerimento per accessori trendy (si legge kitsch, in verità).
Qualcosa che renda il vostro buffet all’impiedi indimenticabile non solo per l’altissima qualità dell’offerta gastronomica, ma anche per l’indubbio cattivo gusto (creatività, si legge) che l’ha contornato.
Ho due ideuzze niente male (si legge ma dove le hai pescate queste?).
Il toast-poster e l’anello finger food (termini coniati d’amblé).
Postato da Fabrizio Gabrielli
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Non andate al Ristorante Cinese. Lo dice (o forse no?) Petrini, Mr Slow Food

Internet non è certo il luogo perfetto per la formazione di una coscienza critica.
Almeno non oggi.
In un periodo in cui “chi o cosa è il male assoluto” sembra essere di moda, a leggere i lanci di stampa sull’uscita del Presidente di Slow Food Carlo Petrini in merito alla contaminazione da melamina del latte cinese sembrerebbe che il niet verso tutto ciò che è “food con gli occhi a mandorla” sia assoluto.
Un boicottaggio in piena regola dei ristoranti cinesi, tutti, indistintamente. Griffato nientepopodimenoché Slow Food. Questa sì che una notizia.
“Attenti ai ristoranti cinesi“. “Stop ai ristoranti cinesi“. E ancora più tranchant, “Non andate nei ristoranti cinesi“.
Eppure, a leggere attentamente l’opinione di Carlin Petrini nell’intervista al Corriere della Sera, ci si accorge che…
Olimpiadi della Cucina, quasi pronti i cuochi italiani
Anteprima d’eccezione all’hotel Metropole del GB thermae hotels di Abano che ha visto sfilare, davanti al folto pubblico degli ospiti presenti per l’occasione, fra i quali decine di giornalisti di settore e gourmand, i “campioni” della Nazionale Italiana Cuochi che rappresenteranno l’Italia alle prossime Olimpiadi di Cucina 2008 nella tedesca Erfurt.
Attesissima competizione che rappresenta la più grande rassegna culinaria internazionale e al pari delle Olimpiadi atletiche, con cadenza quadriennale dal 1900 in poi, diventa la massima tribuna per testare l’abilità dei cuochi e dei pasticceri di tutto il mondo.
Postato da Strami




