Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Vini

Mangialonga di fine agosto per i vini de La Morra

Torna anche questa’nno, preceduta dal crescente successo di questa manifestazione la 25^ edizione della Mangialonga.

Appuntamento del 28 agosto con la tradizionale passeggiata enogastronomica dedicata ai prodotti tipici e ai vini locali che come da consuetudine,vedrà partire i gruppi di partecipanti ogni 15 minuti da piazza Castello per affrontare questp percorso che si snoda per 4 km tra i sentieri della Langa del Barolo fra scenari irripetibili.
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Un itinerario scandito da tappe di degustazione dove ogni partecipante porterà al collo il proprio bicchiere e ad ogni tappa può assaporare il vino dei diversi produttori di La Morra e le specialità gastronomiche locali, gustandoli direttamente nei luoghi di produzione, tra le vigne di dolcetto, barbera, nebbiolo e barolo.

info : informazioni: Ufficio del Turismo 0173-500344 o visitando l’homepage de La Morra

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ago  11
7
alle 08:15
da Strami

Peperosso consiglia....., Vini, giornate diverse

In terra di Tufo per Cantine Aperte

cantine di marzoConsiderata una delle cantine più antiche della Campania, la storia infatti ne testimonia la nascita nel 1647 con l’arrivo di Scipione di Marzo in quel di Tufo per sfuggire alla peste che imperversava nella sua San Paolo Belsito, quella dei di Marzo può ben vantarsi di aver prodotto da sempre quel Greco di Tufo che tanto successo ha conosciuto fra i cultori e gli appassionati dei vini rigorosamente del territorio. Vino che secondo la leggenda sarebbe derivato dalle vigne di Greco del Vesuvio che lo stesso Scipione portò con se prima di lasciare la piccola cittadina del napoletano per metterle a dimora nell’avellinese, nella zona che dal piccolo comune di Tufo comprende le frazioni di Santa Lucia e San Paolo, e di Santa Paolina. Nomi di piccoli insediamenti di civiltà in una terra indomabile che di quando in quando rammenta con i suoi movimenti quanta caducità vi sia nelle umane cose che non hanno radici profonde. Quasi caparbie ma non cocciute, orgogliose ma non arroganti. Qualità sempre più rare ma che si possono ancora trovare in luoghi come Tufo e in mille altri luoghi del nostro Paese, a patto di saperlie trovare, conoscerle e capirle. Magari in occasione della giornata ideata dal Movimento Turismo del Vino, che va sotto il nome di Cantine Aperte, il prossimo 29 maggio, che vuole far conoscere al grande pubblico cosa c’è veramente dentro ad ogni singola bottiglia di vino prodotta dai nostri vignaioli nelle loro cantine. Anche quelle scavate nel tufo come quella dei di Marzo che saranno ben ospitali con quanti vorranno salire, o scendere nel regno dei vini di Tufo.

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mag  11
13
alle 06:44
da Strami

Vini, giornate diverse

Con il vino di venti regioni ecco la Bottiglia dell’Unità Italiana

vin10_1095-trisConsegnata al Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano da Ettore Riello, Giovanni Mantovani e Nicola Moscardo, di Verona Fiere, UNA: bottiglia celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia numero 1, ideata dal presidente dell’ente veronese nel corso dell’edizione 2010 di Vinitaly nell’ambito della storica visita del Presidente Napolitano. Un progetto presentato ufficialmente nell’ottobre scorso all’ambasciata italiana a Washington che con la consegna al Presidente Napolitano, ha trovato così il momento celebrativo più alto e prestigioso, a cui seguiranno le presentazioni e le occasioni di visibilità offerte dal 45° Vinitaly in programma a Verona dal 7 all’11 aprile.

BOTTIGLIA-RGB-trisLa Bottiglia celebrativa dei 150 anni, dopo la consegna al Presidente Napolitano, sarà donata alle massime autorità internazionali, è a tiratura limitata, fuori commercio e racchiude un alto valore simbolico: si propone infatti come strumento di promozione per sottolineare nel mondo le peculiarità della vitivinicoltura italiana e i valori culturali tipici del Belpaese che essa rappresenta.
Il contenuto delle bottiglie, appositamente ideate e disegnate da Aldo Cibic e Riccardo Facci, nasce infatti dall’unione di quaranta vitigni autoctoni (venti a bacca bianca e venti a bacca rossa) per realizzare un cofanetto contenente il “Vino Rosso d’Italia” e il Vino Bianco d’Italia” intesi come summa delle 20 regioni del Belpaese, e che rappresenteranno ufficialmente la ricorrenza della fondazione dello Stato italiano anche all’estero. Per la creazione dei blend è stata coinvolta Assoenologi, mentre i vitigni autoctoni e i relativi vini sono stati specificatamente scelti dai 20 Assessori regionali.

Le 20 uve di vitigni autoctoni a bacca rossa che hanno dato origine al “Vino Rosso d’Italia”

Regione Autonoma Valle d’Aosta: vitigno Petit rouge;
Regione Piemonte: vitigno Barbera;
Regione Lombardia: vitigno Croatina;
Regione Liguria: vitigno Rossese di Dolceacqua;
Regione Veneto: vitigno Raboso;
Regione Trentino Alto Adige: vitigno Teroldego;
Regione Friuli Venezia Giulia: vitigno Refosco dal peduncolo rosso
Regione Emilia Romagna: vitigno Sangiovese
Regione Toscana: vitigno Sangiovese
Regione Lazio: vitigno Cesanese di Affile
Regione Umbria: vitigno Sagrantino
Regione Marche: vitigno Lacrima
Regione Abruzzo: vitigno Montepulciano
Regione Molise: vitigno Tintilia
Regione Puglia: vitigno Negroamaro
Regione Campania: vitigno Aglianico
Regione Basilicata: vitigno Aglianico del Vulture
Regione Calabria: vitigno Gaglioppo
Regione Sicilia: vitigno Nero d’Avola
Regione Sardegna: vitigno Carignano

Le 20 uve di vitigni autoctoni a bacca bianca che hanno dato origine al “Vino Bianco d’Italia”

Regione Valle d’Aosta: vitigno Priè blanc
Regione Piemonte: vitigno Cortese
Regione Liguria: vitigno Vermentino
Regione Lombardia: vitigno Trebbiano di Lugana
Regione Veneto: vitigno Garganega
Regione Trentino Alto Adige: vitigno Weissburgunder
Regione Friuli Venezia Giulia: vitigno Friulano
Regione Emilia Romagna: vitigno Pignoletto
Regione Toscana. vitigno Vernaccia di San Gimignano
Regione Umbria: vitigno Grechetto
Regione Lazio: vitigno Malvasia
Regione Marche: vitigno Verdicchio
Regione Abruzzo: vitigno Trebbiano
Regione Molise: vitigno Falanghina
Regione Puglia: vitigno Fiano
Regione Campania: vitigno Fiano
Regione Basilicata: vitigno Greco
Regione Calabria: vitigno Greco bianco
Regione Sicilia: vitigno Grillo
Regione Sardegna: vitigno Vermentino

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mar  11
28
alle 01:27
da Strami

giornate diverse

Il Taste di Firenze incorona Da Vittorio King of Catering

I vincitori di King of Catering - Foto Mattia MionettobisLa giuria che si è riunita ieri sera 11 marzio, al Four Seasons di Firenze, composta da grandi nomi dell’enogastronomia, del giornalismo e dell’imprenditoria, oggi pomeriiggio al Taste di Firenze ha premiato il ristorante Da Vttorio in quel di Brusaporto con il Premio Platino del King of Katering
Oltre a Raffaello Napoleone, amministratore delegato Pitti Immagine, Angelo Sajeva, presidente e amministratore delegato Mondadori Pubblicità, Davide Paolin- ideatore di Taste, Riccardo Cioni, amministratore unico La Buccia e coordinatore generale di King of Catering e Gianluca Bisol direttore generale di Bisol gli altri membri erano i noti critici enogastronomici Fiammetta Fadda e Leonardo Romanelli, Paola Budel, chef Ristorante Venissa, Isola di Mazzorbo Burano (Venezia) , Agostino Poletto, direttore marketing Pitti Immagine, Andrea Cecchi, delle Cantine Cecchi e Patrizio Cipollini, G. M. Four Seasons, Firenze.
Da Vittorio di Brusaporto (Bg), è stato seguito dall’oro di Area Kitchen di Milano, dall’argento di Galateo Catering di Firenze (con sede anche a Milano) e dal bronzo del Ristorante Tonino di Cortona (Ar).
Premiati anche i vincitori dei premi di categoria che sono risultati essere il veneto Santi, con sede a Castello di Godego (Tv), che si è aggiudicato i due premi King of Style e King of Tradition & Innovation; Lo Scalco e Bachini&Bellini – entrambi fiorentini – che si sono aggiudicati ex aequo il titolo King of Impossible. Altro ex equo per il King of Mise en place che è stato assegnato a Enoteca La Torre di Viterbo e da Galateo Catering di Firenze.  Infine il titolo di King of Menu, vinto da Visconti di Milano e da Tondini di Albusciago di Sumirago (Va). Il Re del Service ha visto sul podio La Piccola Officina di Cornegliano Laudense (Lodi).

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mar  11
12
alle 07:28
da Strami

Dov'eravamo, nuove tendenze

Un gelato tricolore per i 150 anni d’Italia

150(1)Mentre impazzano le diatribe se era o meno il casso di festeggiare la nascita del nostro Paese sotto l’unica bandiera tircolore, a 150 anni dall’unificazione dell’Italia la città di Torino ospiterà più di 200 giornate di festa, mostre, esposizioni e spettacoli per presentare quanto di meglio l’Italia ha da offrire: arte, cultura, storia, made in Italy e, non ultima, una tradizione enogastronomica unica al mondo. Mille sapori che rendono insuperabile l’italica passione per il piacere del gusto anche mentre si passeggia con un gelato fra le dita. Golosa invenzione che nacque proprio nella prima capitale d’Italia, nel 1937, con la nascita del pinguino. Molte gelaterie torinesi ne vantano i natali ma a tutto’oggi però il vero inventore rimane ufficialmente sconosciuti. Tutto il contrario di quello che invece succederà per il cono del 150^ anniversario dell’unità d’Italia che passerà alla storia come invenzione di Alberto Marchetti. GRB_4418Un cono, quello di uno dei più noti gelatieri di Torino e del Paese, che sarà simbolicamente venduto a 150 centesimi (1,50 €), e combina in modo delicato e particolare i sapori tipici della nostra Italia, da Nord a Sud.l gusto è una delicata crema all’arancia candita , le cui scorze sono sapientemente preparate ad arte da Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto, che racchiude i profumi caldi e tipici dell’isola, ricoperta da una sfiziosa crema al Gianduja, simbolo per eccellenza della tradizione piemontese e della prima capitale d’Italia realizzata con olio di nocciola di Pariani. Non poteva mancare un omaggio al più popolare dei sapori: il caffè che viene spolverizzato sul cioccolato per rafforzarne l’essenza e lasciare sul palato una sensazione piacevole e duratura Tradizione rivisitata, connubio inconsueto, ma gradevole: il gusto per i 150 anni dell’Unità d’Italia sarà un goloso viaggio virtuale attraverso i sapori di un Paese unito da un nobile vessillo tircolore e …da un semplice cono da passeggio.

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feb  11
19
alle 05:05
da Strami

Ricette della tradizione

Straccetti di tonno e carciofi

100_32142Il tonno fresco, freschissimo, solo di pregiatissimo tonno rosso si confonde tra le foglie croccanti del carciofo dopo una danza frenetica e veloce che li ha fatti girare nella padella fino a perdersi l’uno nell’altra. La salsina che resta sul fondo del piatto è un’istigazione alla scarpetta.
E’ una vecchia, ma sempre giovane e gustabile, ricetta della cucina ebraica romana. Si può fare a casa purche abbiate una grande fiducia in chi vi vende il tonno e purchè non sia il commerciale e atlantico pinna gialla. In caso contrario al Ghetto vi aspettano ristoranti in grado di mandarvi in estasi.

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feb  11
17
alle 03:18
da admin

Ultimo commento:

di up il 01/1/70

vedo il commento soltanto adesso. ha ragione david, infatti il tonno è quello pinna gialla (non ...

Peperosso consiglia.....

La Concia da Nonna Betta

3837749474_52f8d7edcbSottili sottili veloci veloci le Zucchine romanesche dentellate si adagiano naturalmente sul fianco una sull’altra. leggermente obliquo è il riposo delle zucchine ad asciugare e, al risveglio, si tuffano nell’olio bollente per la frittura che le renderà croccanti e asciutte. poi l’olio extravergine d’oliva, l’aglio e il prezzemolo faranno festa intorno a loro delicatamente euforici a causa di una provvidenziale spruzzata d’aceto.
E come racconta Umberto Pavoncello, il simpatico e colto proprietario

nonna betta – cucina kosher chiude dal tramonto del venderdì al tramonto del sabato. è un ristorante vero giudaico romanesco perché sono un ebreo romano da generazioni (forse il bimbetto che si rotola in terra sotto una colonna sono io) e nonna betta era veramente mia nonna. tutto viene preparato al momento con ingredienti di stagione ed è soprattutto il pesce fresco a farla da padrone. oltre ai piatti di tradizione eseguiti secondo gli insegnamenti di nonna betta (carciofi, pezzetti fritti, filetti di baccalà, fiori di zucca, aliciotti con l’indivia, baccalà a cipolla e pomodoro, tagliolini cicoria e bottarga), il ristorante offre anche alcune specialità mediorientali come il falafel, il couscous o gli straccetti di tonno con tehina. nelle preparazioni della cucina kosher la carne e i derivati del latte non si possono mescolare perché un versetto della torà dice “non cucinerai il vitello nel latte di sua madre”, quindi nonna Betta è “chalavì”, cioè solo preparazioni a base di verdure, o latte e formaggi, a cui è consentito associare piatti di pesce. in questo modo possiamo fare i dolci buoni che, come il pane, sono fatti in casa.

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feb  11
4
alle 05:08
da admin

Peperosso consiglia.....

Peperosso e il Journal

JournalFra pochi giorni, per tutti i lettori di questo blog ci sarà una grande novità. Alcuni contenuti di Peperosso infatti andranno ad arricchire un nuovo giornale online. Si chiama Il journal.it/ ed è la naturale prosecuzione del Blog Network di Communicagroup che è online dal 2004.


Per tutti voi sarà l’occasione non solo per continuare a leggere post dedicati ai temi delle eccellenze enogastronomiche ma anche per buttare uno sguardo su altri ambiti che vanno dall’ecologia alla salute, dalla politica ai consumi e al risparmio, dai fatti internazionali alle ultime novità dal mondo delle quattroruote. Un mix di notizie che rappresenta l’evoluzione di un lavoro di 4 anni fatto da Communicagroup con i suoi redattori e i suoi blogger.


Nulla cambia dunque per voi che seguite Peperosso e che continuerete a seguirlo. Da domani il vostro sito di riferimento non sarà solo più Peperosso, ma anche il Journal.it: a questo indirizzo Il journal.it

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set  10
24
alle 04:57
da admin

Ultimo commento:

di casino il 01/1/70

Sono interessato alla stessa cosa di Cantinetta ;) spero in un riscontro!

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, giornate diverse

Una zuppa nazionale per celebrare l’Unità d’Italia

atestataSarà il primo piatto dedicato all’Unità d’Italia il vero protagonista della XII^ edizione de “I Primi d’Italia”, il Festival d’eccezione dei primi piatti nazionali che rappresenta quanto di meglio il nostro Paese ci offre e che si terrà a Foligno dal 23 al 26 settembre. Per tutta la durata dell’attesa manifestazione verranno coinvolte 26 angoli fra i pittoreschi del centro storico e 18 villaggi del gusto, con oltre 200 aziende partecipanti e 80 chef ai fornelli. Uniti, tutti insieme, per uno sforzo corale interamente dedicato ai primi piatti che mettono d’accordo ogni italiano quando si siede e per crearne uno davvero per tutti.
Per questa edizione de” I primi d’Italia” di Foligno, sarà una fantastica zuppa dai cento e più sapori. O meglio una zuppa nazionale che con i suoi venti ingredienti unirà, e non solo idealmente, quanto di più buono rappresenta il nostro Stivale dal Sud al Nord passando per il Centro, Isole comprese.

Continua a leggere… »

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set  10
21
alle 03:28
da Strami

Ultimo commento:

di online il 01/1/70

Posso dire lo stesso, ero presente e l'esperienza è stata davvero unica. Spero in più frequenti...

Che si dice?, giornate diverse

Batteri antipuzza per i 200 anni dell’Oktoberfest

240x320_c_CONVAR378Se nel nostro Paese il tema delle feste e delle sagre che si svolgono in questo scorcio di fine settembre è la vendemmia, l’uva e il vino, al di la delle Alpi, in terra tedesca, la regina delle feste, o meglio della festa più famosa di questo periodo dell’anno, è la birra. Protagonista indiscussa dell’ormai mitica Oktoberfest che da Moanco è stata esportata, scimmiottandola, anche in molte altre nazioni. Quel che invece non è stato ancora esportato, visto che anche per i tedeschi sarà sperimentata su larga scala per la prima volta, è una sostanza messa a punto da un’azienda germanica che dovrà eliminare l’intenso odore di quella parte di birra che cade a terra all’interno dei tendoni e non viene ingurgitata dai festanti tedeschi. Che per la cronaca, nei giorni dell’Oktoberfest dell’edizione dell’anno scorso ne hanno fatto spillare dalle infaticabili birraie ben sei milioni di litri.
Il prodotto, Elbomex, è una mistura a base batterica che grazie alla proprietà digestiva dei microrganismi, dovrebbe garantire la neutralizzazione della puzza della birra stantia e rendere gli ambienti più respirabili nei giorni successivi all’inaugurazione, tenutasi ieri, per continuare a tener pulita l’aria fino al 4 ottobre prossimo. Quando, dicono gli organizzatori, il record della birra bevuta e versata a terra, sarà polverizzato anche per merito di chi, bevuto il boccale della tradizione, se ne scappava via non sopportando il lezzo all’interno dei tendoni.


Cliccando qui
la web in diretta dell’Oktoberfest

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set  10
19
alle 09:00
da Strami