Scatti che fanno bene alla cucina d’autore
Archiviate le tre giornate di Milano sulle Identità Golose di quest’anno, evento imperdibile che però ci siamo persi ma solo perchè, fra capo e collo, altri ancora e altrettanto imperdibili, meritavano pari attenzione e il dono dell”ubiquità non è dei mortali, vogliamo comunque darne conto.
Per cui, con il dispiacere per non essere stati li, a salutare parecchi amici ma soprattutto ascoltare le molte e nuove idee che non mancheranno di dare il la alle future tendenze in cucina, non ci resta che cliccare un link davvero provvidenziale inviatoci dalla puntuale e gentile Elisa Zanotti dell’altrettanto preciso ufficio stampa di questa manifestazione.
Insieme a voi, se vorrete, cliccando qui, andremo a vedere quel che si è perso ma non perduto, grazie agli scatti di Alessandro Castiglioni.
da Strami
A Napoli, il Majestic è in controtendenza
In gran parte dell’Europa i grandi chef fanno a gara per aprire i loro locali nei migliori hotel. In Italia, al contrario, la ristorazione alberghiera ha fama di di essere asettica e insipida. Quasi a non voler mettere nessuno in imbarazzo. Passatini di verdure, sogliola alla mugnaia, composte di frutta e dolci di (modesta ) pasticceria. Tutto questo ha un nome: cucina internazionale, ovvero buona per tutti senza avvelenare nessuno. E così i ristoranti degli alberghi sono fuggiti come la peste da quei clienti un po curiosi di conoscere l’enogastronomia locare o vogliosi di fare nuove esperienze. Il Majestic, a Napoli, fa eccezione. Pur essendo un quattro stelle nell’elegante quartiere di Chiaia, dedicato alla clientela d’affari, il suo ristorante è stato affidato ad un giovane ed esperto chef: Luciano Scotti. E come diceva la pubblicità la musica in cucina è cambiata velocemente. Luciano ha imposto materie prime rigorosamente campane e selezionate. I pomodorini sono i mitici vesuviani del “piennolo”, la pasta è di gragnano ( quasi introvabile sul mercato della grande distribuzione), il maialino arriva dal matese e così via. La sua esperienza maturata nei grandi alberghi accanto a maestri stellati michelin, oggi è libera di innovare nel solco della grande cucina napoletana a cominciare dal quel miracolo gastronomico che è il sartù di riso fino al pesce bandiera gratinato con peperoncino, passando attraverso gli scialatielli con rana pescatrice, filetti di rana pescatrice in crosta filante e carciofi al forno oppure quella delizia che è il filetto di maialino nero in salsa di radicchio. Ma se volete di più, Luciano non si tirerà indietro, accetterà la sfida e vi mostrerà cosa vuol dire la passione per l’eccellenza.
da luca
Gli Alajmo, le Calandre, il genio
Da qualche giorno Massimiliano e Raffaele Alajmo non hanno più il loro ristorante, con un colpo di mano che ha dell’incredibile, visti i tempi strettissimi con cui sono passati dal dire al fare, hanno cancellato le “vecchie” Calandre e hanno rifatto le nuove Calandre.
Un cambio che stupisce ma non sorprendere, la genialità che li ha portati nell’olimpo delle stelle dei ristoranti al top non poteva che sortire quel che può suscitare l’ennesimo elogio o l’ennesima critica.
Parole, righe, commenti, recensioni, racconti, descrizioni e chi più ne ha più ne metta.
Anche noi per esempio, potremmo raccontarvi di come gli Alajmo abbiamo immaginato di ricavare dal tronco di un albero ultrecentenario dei tavoli che non hanno bisogno di tovagliato, di buttare la posateria di ieri per far posto a quella di oggi ma nata nel 400 nel paese dei Ferri Taglienti, del cuoio odoroso di Maranello che adorna le vesti di chi vi serve, delle luci che scendono dall’alto nascondendo quel che non serve illuminare, della “credenza” al centro della sala; e prima ancora del banco e dei lampadari dell’ingresso, della cantinetta per le bottiglie di pronta beva, degli armadi per i soprabiti ma anche per gli imgombranti giacconi.
Insomma, di quel che è nuovo ma solo per chi, peggio per lui, non ha il genio degli Alajmo che continua.
Raccontato in dieci minuti di film senza aggiunta di altre righe, che senza genio, sono inutili.
da Strami
Ultimo commento:
di Strami il 01/1/70
I gusti e i sapori della laguna al Carnevale di Venezia
Dopo gli entusiasmi suscitati nel pubblico dalla prima edizione de Il Campo del Gusto, manifestazione organizzata in occasione del Carnevale di Venezia, o meglio durante il “Carnevale dei 6 sensi” come lo hanno voluto chiamare gli organizzatori in virtù del coinvolgimento del sestiere di Cannaregio dove a farla da padrone ci sarà il senso del gusto, dall’undici di febbraio Il Campo del Gusto tornerà alla grande, avendo a disposizione i migliori chef veneti nelle vesti, questa volta, di insegnanti di cucina per veri e propri minicorsi aperti al pubblico.
Una serie di appuntamenti da non mancare per quanti scelgono il carnevale e la magica Venezia per qualche giorno di vacanza ma che hanno a cuore anche il piacere del sesto senso.
Fra tutti, ognuno di loro pressochè imperdibile, ne suggerisco uno del 13 febbraio perchè la protagonista è una donna che ha saputo entrare con grande merito nel mondo dell’alta cucina, solitamente presidiata dagli chef con i calzoni.
Si chiama Paola Budel e ha già dato prova di essere più che papabile per le stelle della rossa, lavorando porprio nei ristoranti più stellati.
Tema della sua lezione, la rivalutazione del pesce di laguna.
Pesci tanto poveri quanto nobilissimi per i palati che ne hanno assaggiato gusto e sapore, soddisfando il …sesto senso.
Nella foto Paola Budel che fra quache mese aprirà il ristorante Venissa a Mazzorbo, isola veneziana che con la chef in odor di stella e i Bisol, quelli del prosecco, tornerà ad essere una delle perle della laguna.
da Strami
Il Presidentino padovano cambia rotta
Dopo un primo avvio come locale guidato da un filosofia di degustazioni serali, che lasciavano poco spazio alla fantasia del cliente ma molta, forse troppa, a quella della cucina e del sommelier, il Presidentino, ristorante pensato per essere fra i più gradevoli dell’ indaffaratissima Padova, oggi sembra aver trovato la rotta giusta.
Non più chiusura il mezzodì, niente camicie di forza culinarie la sera, ma un ventaglio di godibili proposte che una volta impiattate, pareggiano qualità e raffinatezza insieme ad ottime dosi di mestiere sia dello chef che del suo aiuto.
Giovani entrambi, poco più che ventenne l’aiuto Paolo Mazzuccato, già citato dai Mura del Venerdì di Repubblica, qualche anno in più il timoniere Nicola Cogo, cresciuto fra Alajmo, Barontini e altri stellati francesi.
da Strami
Sicilia da bere
Ci sono percorsi di vita così particolari, così curiosi che verrebbe da non crederci se non fossimo convinti che quando ci si innamora, la ragione smette di funzionare. E’ capitato a Rosanna Romeo del Castello e a sua figlia Chiara. Docente di economia l’una e laureata in storia dell’arte l’altra. Una vita fatta di studio, viaggi, libri, saggi. Poi, di colpo, divampa la passione. Tornano nei poderi di famiglia, a 700 metri, sulle pendici dell’Etna e con l’aiuto di un valente enologo, Salvo Foti, iniziano la loro avventura. I vitigni sono quelli originari, nerello mascalese e nerello cappuccio, coltivati ad alberello secondo l’antica tradizione etnea.
Nel 2007 esce dalle cantine il VIGO Etna rosso D.O.C. vinificato dalle uve di una vigna quasi centenaria denominata “la fruttiera” che si è miracolosamente salvata dalla colata lavica del 1981. Pensate, la lava ha deviato il suo cammino quando ha incontrato questa vigna. Vogliamo credere ai segni del destino, o no?
Sentirle parlare del loro vino, percepire la passione vera che le anima rassicura sul futuro della nostra enologia. Finchè ci saranno persone capaci di buttare alle ortiche vecchie scelte di vita ed investire tutto in questo ritorno alla terra e alla sua capacità di generare frutti, allora questo vecchio e tormentato paese saprà restare vivo e competitivo. Ci giurerei.
da luca
A casa di chi fa grappa da quattro generazioni
Giornata interessante quella che attende un cospicuo numero di giornalisti enogastronomici il prossimo 5 febbraio nelle distillerie di una delle aziende produttirici di grappa fra le più note e antiche d’Italia.
Più di cento anni di storia per una passione tramandata per quattro generazioni in quel del trevigiano: dal bisavolo Antonio al nonno Giuseppe al padre Bonaventura, all’attuale amministratore unico e appassionato distillatore Italo che oggi, con Anna e Andrea, figli di Italo, è già al lavoro la quinta generazione.
Nel corso della giornata di studio i convenuti vestiranno i panni dei distillatori e impareraano dal vivo come dalle preziose uve passite nasce una delle grappe italiane più apprezzate.
Insomma un appuntamento al quale non rinunciare e che seguiremo per voi, dandovene conto nei prossimi giorni.
da Strami
Antichi Sapori del Mediterraneo con meno di 20 euro
In tema di segnalazioni, che potete inviare in redazione scrivendo a redazione@communicagroup.it o alla mia casella, sembra davvero un peccato non andare a pranzo o a cena da Maria Rosa Drago che dal 2008, apre il suo ristorante “Antichi Sapori Mediterranei” seguendo un calendario che prevede come turno di riposo il weekend e tutti i giorni festivi. Giorni che solitamente nei ristoranti sono i più attesi ma non in questo locale di San Pietro di Caltagirone che, evidentemente, non cerca i pienoni festaioli ma la passione per una cucina del territorio e di quanti si accontentano, si fa per dire, dei sapori di una tradizione che ha dato blasone alla cucina della Sicilia.
Dalle bruschette alle olive nere nella cenere, dai carciofi alla calatina alle panelle, dai broccoli e cardi in pastella alle verdure selvatiche, per terminare la prima ondata di portate con la più verace delle caponate, l’accogliente ristorante si trasformain tempio della tradizione proseguendo poi con pasta fatta in casa con macco e finocchietti selvatici, ravioli con salsa fresca di pomodoro, costatine e salsicce, cassatelle di ricotta, arance e mandarini accompagnati con liquori di casa.
Il tutto inaffiato da beverino rosso della casa che non intacca il conto altrettanto degno di stupore: 17 euro.
Che dire, di fronte ad una segnalazione così, è un indirizzo di cui tenere debitamente memoria, ringraziando, ovviamente l’amica che lo ha segnalato.
Ristorante Antichi Sapori Mediterranei, Caltagirone, località San Pietro via Oznam 9, Tel.0933.20062-
da Strami
Peperosso sul vostro cellulare
Da oggi potrete continuare a leggere le novità e le scoperte di Peperosso anche se siete fuori casa, a passeggio, in vacanza e non vi volete privare di un’informazione attenta,curiosa, golosa e raffinata.
Come?
Sarà sufficente digitare il consueto indirizzo del blog : www.peperosso.info sul vostro iPhone, Nokia, BlackBerry o qualunque cellulare abilitato alla connessione internet e, automaticamente verrà riconosciuto se la richiesta arriva dal pc o dal cellulare facendovi vedere la versione ad hoc.
Sperando che la cosa vi faccia piacere, con l’occasione vi invitiamo anche a mandare in redazione le vostre segnalazioni di ristoranti, trattorie, agriturismi alberghi, b&b ecc.ecc. che vi hanno soddisfatto. Soprattutto dove la qualità e il prezzo sono ancora … per tutti.
Sarà cura di Peperosso pubblicare le vostre note ed estenderle a tutti i lettori di questo blog.
L’indirizzo mail è: redazione@communicagroup.it
da Strami
Osteria del Nonno: un pezzo di Sicilia in mezzo al Veneto
Non più tardi di un paio di settimane fa vi avevamo chiesto di segnalarci una trattoria, un ristorante, un agriturismo, un albergo o un b&b che vi ha particolarmente soddisfatti, soprattutto dove la qualità e il prezzo sono ancora per tutti, in modo di offrire a tutti gli altri amici di Peperosso i suggerimenti diretti di “colleghi” che amano la buona cucina, il buon bere e il piacere di scoprire che non ci sono solo gli stellati o tutti i locali elencati nelle guide più o meno famose ma tanti altri professionisti dell’accoglienza che meritano il giusto spazio.
Ebbene fra le segnalazioni giunte in redazione (redazione@communicagroup.it) ma anche alla mia personale che molti di voi conoscono, oggi abbiamo scelto quella di un locale aperto solo da pochi mesi per volontà di una compagine societaria fatta di amiche e amici che unendo forze e capitali, hanno voluto “inventare” l’Osteria del Nonno. O meglio, creare un posticino dove condividere la loro passione per il buon cibo e il buon bere coniugando gusti e sapori di varie zone d’Italia ma in modo particolare della Sicilia, pur se l’osteria si trova ad un tiro di schioppo da Venezia.
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da Strami






