11.05.05 — Al ristorante il vino lo portiamo noi
Niente blog per noi questa settimana, vacanze casomai. Nel frattempo vogliate gradire “Peperorosso Greatest Hits”, distillato [per rimanere in tema] di 5 mesi di deliranti messaggi.
“Scusi, la mia wine-bag, per favore”. A fare certe richieste nei ristoranti italiani si passa per eccentrici, bene che vada. Con il risultato che la bottiglia non terminata rimane lì, sul tavolo, invece di seguirci a casa. Con quello che ci è costata! Ne parlava ieri il blog Pecora Nera, colpevolizzando, a ragione, il disagio che proviamo nel chiedere una cosa che pure ci appartiene. Iguaribili snob. E se fossero i ristoranti a toglierci dall’imbarazzo? “Prego, la sua wine bag, dentro, sigillata, c’è la bottiglia di Traminer che non ha terminato”. Suona bene, eh? Un po’ come nel caso di Buta Stupa [ma il sito non è più online]. E se invece, pagando una piccola royalty, un “diritto di tappo”, il ristorante ci autorizzasse a portare il vino da casa? E magari lo scrivesse chiaro sul menù, o all’ingresso, giusto per farci superare i turbamenti. Sospettiamo che, senza l’assillo dei super ricarichi, si berrebbe di più e meglio.
Ma hey, sapevate che in Italia si può fare. Dove? Al “Guido da Costigliole” di Santo Stefano Belbo [Cuneo], per dire, anche se il diritto di tappo è ancora alto [10 euro]. Ce ne sono altri? Segnalateli a Peperosso: cosevostre@peperosso.info , la citazione è obbligatoria.

[Pecora Nera, WineCountry, GuidoRistorante, Piemonte-Emozioni]
da massimo
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