13.07.05 — Il gelato più buono del mondo è da…
Niente blog per noi questa settimana, vacanze casomai. Nel frattempo vogliate gradire “Peperorosso Greatest Hits”, distillato [per rimanere in tema] di 5 mesi di deliranti messaggi.
Tutti pazzi per il gelato. Aumentano prezzi, gusti, guide, e illuminanti servizi nei TG d’Agosto. Di un’altra lista no, non se ne sente il bisogno. Ecco, al solito Peperosso è in controtendenza [ma si limita a 5 consigli].
Grom – Piazza Paleocapa – Torino.
SI: La gelateria di Slow Food, per farla breve. I limoni sono di Amalfi, la nocciola è la Tonda Gentile delle Langhe. Niente polveri, le basi sono homemade dall’inizio alla fine: acqua, latte, uova e zuccheri. Resistete alle stressanti code davanti al bancone, e quando tocca a voi assaggiate le due creme [di Grom e Come una volta] e il limone.
NO: 1) I prezzi. Slow Food giustifica tutto, vini formaggi gelati, con la qualità . Anche gli eccessi. La sfida vera è: comunque prezzi contenuti. Davide Oldani tutta-la-vita. 2) La tentazione egemonica: Grom ha aperto in altre 6 città raggiunte tre volte la settimana da miscele liquide successivamente mantecate. Detto così non suona benissimo. 3) Peccato manchino i tavolini.
San Crispino Il Gelato – Via della Panetteria – Roma.
SI: Pasquale Alongi è lo scienziato del freddo. Lui con i mantecatori e gli abbattitori di temperatura, ci parla. Suo fratello Peppino, prima di Grom, per esempio, pretendeva che l’ananas provenisse dalla Costa D’Avorio, e che il marsala per lo zabaione fosse una riserva di De Bartoli. Banditi i preparati e gli emulsionanti chimici, rigettate persino le basi comuni [bianca per i gelati con la crema, cioccolato per gli altri], ogni gusto ha la sua. I classici di casa, meringa, zabaione, crema al miele, sono in effetti formidabili. Se si conclude la serata dalle parti di Via della Panetteria, contabilizzate almeno un paio di coppe a testa. Di meno, proprio, non ci si riesce.
NO: I prezzi sono alti [ma sopraffati dal gusto dimentichiamo in fretta]. Privare il gelato del cono è come togliere l’osso alla bistecca. In entrambi i casi le spiegazioni igieniche non convincono del tutto. Il tecnologico sorbetto da passeggio, che dovrebbe soddisfare le mire espansionistiche degli Alongi, tra bar e ristoranti romani, è tutto meno che pratico. Da rivedere.
Vivoli – Via Isole delle Stinche 7 – Firenze.
SI: Oltre ad affannarsi sui libri quando erano universitari a Firenze, e ancora non facevano il migliore gelato di Roma, i fratelli Alongi di San Crispino studiavano da Piero Vivoli. Capita, a fare il gelato più buono d’Italia, del mondo, verosimilmente. Si dice che per recapitare qui messaggi da terre remote, basti un laconico VIVOLI, EUROPA, ma oggi c’è la posta elettronica, e l’immagine da cartolina nuoce al santuario fiorentino del gelato. Dove mai sono stati raggiunti i vertici tecnologici di San Crispino, e dove si fanno congetture sul moderato utilizzo di semi-lavorati [un falso problema, sostiene una scuola di pensiero]. Ma dove l’alchimia dei gusti scuri, Aranciotti al cioccolato, Gianduia, o delle creme, raggiunge la perfezione. Semplicemente.
NO: Piero Vivoli non c’è più, in osservanza a una legge minchiona che fa morti premature tra i grandi uomini. Ma le figlie Silvana e Patrizia, si, anche se continuano a bandire i coni, e pare, eccedano con gli zuccheri. Pranzare con un gelato, che non è una cattiva idea, preserva dalla starnazzante folla che stipa l’antro dei Vivoli dietro Santa Croce.
Pasticceria Gelateria Costanzo – Via Spaventa 7 – Noto [SR].
SI: A proposito di grandi uomini a cui si dovrebbero risparmiare certe noiose pratiche tipo tirare le cuoia, ora sono i due figli del Cavalier Corrado [Uzzo] Costanzo a governare la gelateria di Noto, dove il mondo continua a sbalordire per la bontà dei gusti alla frutta. Che, pur riconoscendo agli agrumi della zona, limoni, mandarini, arance, considerevoli attributi [bassa acidità , scorza resistente, profumo inusitato], restano singolari. Le oculate ricette di Uzzo – solo succo, acqua, e zucchero da cucina – contano, insomma.
NO: I gusti cremosi non sono all’altezza della frutta. Ecchecivuoifare.
Gelateria Fiordilatte – Via Cividale 53 – Udine.
SI: Tenace come un friulano, si dice. Come Giancarlo Timballo, che privo di connivenze mediatiche, casomai ostacolato dal decentramento [Udine], si è fatto gavetta e tutto quanto, riuscendo ad inserirsi nel compound del grande gelato italiano. Merito si dice, del Gambero Rosso, che anni fa lo elesse “maestro del brivido” riconoscendogli la testarda inclinazione a sperimentare. Nel suo gelato finivano i vini delle Grave, i distillati, gli infusi di fiori e le erbe aromatiche, con risultati singolari, di solito. E poi la mostarda di Cremona, i marroni di Cuneo, gli inevitabili pistacchi di Bronte. Con una preveggente attenzione nei confronti delle intolleranze alimentari. Innovatore!
NO: Chiamateci reazionari, ma quando non riescono gli esperimenti bisogna metterli da parte. Lasciamo pomodori, asparagi, sedano e finocchi dove sono. Di ficcarli nel gelato non se ne sente l’urgente necessità .
Per approfondire: Il gelato quello vero! [Gambero Rosso]
da massimo
Ultimo commento:
di Maffeo il 01/1/70
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aprile 15th, 2009 at 21:15
Posso consigliarvi il gelato fatto da Artegelata gelateria di torino che produce un ottimo gelato preparato con materie prime selezionate e con metodi molto simili a grom.
Saluti
maggio 4th, 2009 at 19:07
Ma perchè inserite molto spesso questo nominativo “GROM” che con il gelato artigianale ha ben poco a che fare? La miscela da mantecare viene prodotta in un luogo da cui viene inviata a tutte le altre gelaterie “GROM”. Qualitativamente è discreto e niente più. Noto che tanti giornalisti girano molto poco perchè in Italia ci sono molte gelaterie migliori. I nomi pubblicati sono molto spesso provenienti da guide vecchie e non aggiornate.
Basta citare limoni di Amalfi, pistacchio di Bronte etc. , forse è meglio controllare la maestria del gelatiere.
saluti Maffeo