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10 cose da fare col cibo prima di morire

Pungolati dall’Observer, pure noi ci siamo voluti sfinire nel produrre la lista delle 10 cose da fare col cibo prima di morire. E perchè il gioco funzioni, rimbalzando di blog in blog, passiamo la palla a due amici: Sigrid, de “Il Cavoletto di Bruxelles“, e Alberto de “Il Forno“. Nella speranza che ognuno di loro, complichi poi la vita, a due compagni di sventura.

1. Cuocersi la pasta.
Agli scettici, a quelli che si chiedono cosa diavolo ci sia di memorabile nel cuocersi la pasta, un suggerimento: lo avete mai fatto con gli spaghetti Latini Senatore Cappelli? Una continua sorpresa, che inizia con il profumo diffuso dalla pentola durante la cottura, e finisce con il sapore della pasta dentro al piatto. Sapore di grano esuberante, dovuto – si dice – all’uso di trafile in bronzo e all’essiccazione a temperature bassissime, 40-45°, per 24-48 ore. [Pastificio Latini, via Maestri del Lavoro 19, Osimo, Ancona. Tel. 071 7819 768]. ALTERNATIVA: Paccheri di Gragnano.

2. Condire un’insalata guardando Favignana.
Immaginatevi mollemente adagiati su una poltrona king-size nel verdeggiante giardino di un baglio trapanese, dopo un mattino di nuotate. Davanti a voi, sfacciatamente, Favignana. Cosa chiedere di più? Una rigogliosa insalata e un filo d’olio “Il Paradiso di Lara”, che Francesco Pellegrino, proprietario del baglio, già produttore del riverito “U Trappitu“, ottiene da olive di varietà Nocellara e Biancolilla. Senza distrarsi però, all’orizzonte, ruvida e prepotente, è comparsa Marettimo. [Azienda agricola Case Sparse, Guarrato, Trapani. Tel.0923 - 86.93.90] ALTERNATIVA: Olio Pianogrillo Particella 34.

3. Guardare Nigella Lawson che cucina.
La voluttuosa cucinatrice inglese deve aver generato più fantasie sessuali di chiunque altro nel suo paese, da quando Charlotte Rampling ha interpretato “Il portiere di notte”, donando la sua pelle al personaggio di Lucia Atherton. Per chi come noi, nel cibo e in ogni altra cosa, indulge al piacere sensoriale, Nigella è una wonderwoman, sicura, bella, sexy, professionale, con licenza di uccidere i nemici – timidezza, mancanza di sensualità, cucina vegetariana – che minacciano la vita.

4. Ordinare un Bellini all’Harry’s Bar.
Poco da dire. L’Harry’s bar è semplicemente perfetto. Dalla biancheria al Carpaccio. Venezia è alla finestra, eppure lo spettacolo è il mondo che ti passa accanto. Ordinando Bellini. Peccato per il prezzo: 14 euro [Harry’s Bar, Calle Vallaresso, Venezia. Tel. 041 - 52.85.77.7]

5. Far l’amore nelle vigne per una settimana.
Non in tutte le vigne. Nemmeno in tutte le vigne italiane. Ma di notte, nelle sette vigne del Sassicaia: Castinglioncello, Doccino, Quercione, San Martino, Mandrioli, Sassicaia e Aianova.

6. Rosicchiare sale cavato dal mare.
Il tratto dell´imbarcadero di fronte l´isola di Mozia [Trapani], è punteggiato da mulini a vento e montagnole di sale, cavato al legittimo proprietario, che poi sarebbe il Mediterraneo. Il posto è bello. Il migliore per farla finita. In alternativa, entrate nel museo delle Saline Ettore e Infersa di Marsala. Per pochi euro vi lasceranno sgranocchiare otto tipi di sale cavato dal mare, tra cui i formidabili soffioni. In fondo, la vita è meravigliosa [Museo del Sale e Saline Ettore e Infersa, Contrada Ettore Ettore Infersa - Marsala. Tel. 0923 - 96.69.36].

7. Bere birra da un bottiglione a Trieste.
Sopraffatti da lattine policrome piene di liquido moribondo, abbiamo dimenticato che sapore ha la vera birra. A Dicembre, in onore del santo amato dai triestini, il birrificio artigianale Cittavecchia aggiunge alla gamma la San Niccolò. Una birra viva, non filtrata, non pastorizzata, speziata con cardamomo e bucce d’arancio. Il 6 Dicembre a Tieste si beve fresca, appena sboccata, in bottiglioni da due litri. Di solito al Caffè Illy in Via Delle Torri, al 3. [Birrificio Artigianale Cittavecchia, Viale Stazione di Prosecco 5/c Sgonico, Trieste. Tel. 040 25.10.60]. ALTERNATIVA: le birre Le Baladin? Dai… siamo seri.

8. Cenare da Vissani.
Se non lo sentite urlare vi alzate e ve ne andate. Primo perche vuol dire che Vissani non c’è, sarà in televisione. Secondo, perchè se non sentite gli irriferibili ruggiti con cui, di solito, apostrofa i commis, vuol dire che è stanco, che è nel ristorante di Baschi solo per dire che qualchevolta c’è. Ma se urla lui, mangerete cose che voi umani… Le migliori, che il nostro pur avvezzo palato proverà mai [Vissani, Strada Statale Todi-Baschi 448. Tel. 0744 - 95.0202.06].

9. Leccare un gelato al cospetto di Santa Croce.
Oh yes, everyone goes to Vivoli! E allora? Se vengono da tutto il mondo per affastellarsi nel glorioso antro di Via Isole delle Stinche, i Vivoli, che colpa ne hanno? Ma lo sa, signora mia, che da quando non c’è più Piero, buon anima… Può darsi, ma Silvana e Patrizia, che di Piero sono le figlie, conoscono l’alchimia degli “Aranciotti al Cioccolato“, e quella del “Gianduia” è insita nel corredo cromosomico. Al momento non c’è Berthillon che tenga, e nemmeno, per rimanere in Italia, Grom, Settimo Gelo o Corrado Costanzo. Poi, a chiudere il semicerchio delle Stinche, ci sarebbe Santa Croce [Gelateria Vivoli, Via Isola delle Stinche, 7 Firenze. Tel. 055 - 29.23.34]. ALTERNATIVA: Gelaterie San Crispino, Roma.

10. Sigrid del Cavoletto di Bruxelles che cucina per me.
Tra gli epicurei del web le sue fotografie sono giustamente celebrate. Dove per sue, non intendiamo quelle che illustrano le golose ricette, casomai quelle che svelano lei. Di qui il desiderio, subito represso ci mancherebbe – è parecchio sposata – che Sigrid cucini per noi la Crostata con ganache al latte e caramello salato.

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giu  05
3
alle 07:17
da massimo

Ultimo commento:

di Francesco il 01/1/70

CONFERMO VIVOLI Come MIGLIORE GELATERIA .... DA PROVARE IL DIOSPERO E IL GELATO di marroni a ott...


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15 Commenti to “10 cose da fare col cibo prima di morire”

  1. Lorenzo di Pianogrillo dice:

    Confermo, se necessario, che Francesco produce olio molto molto buono.
    Massimo Bernardi è buon intenditore, anche per il resto, mi pare.
    E grazie.

  2. Barbara dice:

    per precisare che la vigna del Sassicaia si chiama Castiglioncello non Castiglincello; il posto è splendido, su una collina altissima a fianco di Castagneto, con un castello in cima. non ci sono mai salita perché pare una bella sfacchinata, ma per fare quel che consigli tu potrebbe valere davvero la pena… ;-)

  3. io dice:

    180 gr di bianco d’uovo a neve
    180 gr di zucchero a 121 C°a montare con lo succhero
    380 di panna montata
    uno shot di ruhm +
    500 gr di yogurt
    3 gr di colla di pesce

    e Angelina Jolie a farsi leccare

    scusa ma me l’hai tirata fuori da 1 a 10

  4. Lorenzo di Pianogrillo dice:

    Vai chef…
    Un mito.

  5. scarlett dice:

    Ah no,mhò basta. La tanto decantata pasta Latini si scuoce in un secondo virgola tre, in un mare di glutinosi agglutinantisi. E basta pure con le velleità di tutto quello che è già stato strafatto, stradigerito: per favore, non un altro spot tra noi!
    ci basta il gambero (rosso di vergogna,dovrebbe essere!)

  6. io dice:

    se non la sai cuocere mika è colpa di nessuno

  7. Pasquale dice:

    Qualcosa non va nelle Baladin?

  8. Anonimo dice:

    Non molto nelle birre, in effetti. Se non una sottile omologazione del gusto. Ma personalmente, bere una Baladin con in mente l’aria da parvenu dei commerciali di Teo Musso, o la egemonica campagna stampa, mi toglie piacere.

  9. Pasquale dice:

    Caro Massimo, sai chi sono e cosa faccio. Non mi ergo a paladino di cause altrui, ma se mi fossi espresso con i tuoi stessi termini ai tempi di Esperya, mamma mia signore! E già, ora c’è la sottile omologazione del gusto. Ora c’è l’egemonia di stampa. Ora che i fasti sono finiti hai dimenticato da quale pulpito predicavi?

    Ad majora

  10. Paolo Costa dice:

    Ciao,

    ho letto tutto e ho finito con la bava alla bocca.

    Ma le Baladin sono peggiorate rispetto ai tempi di Esperya?

  11. Anonimo dice:

    Non è tanto quello – Paolo – quanto la spocchia messa su. Hai presente i primi della classe? Di nuovo c’è, credo, che quelle di Cittavecchia sono ora le chiare, e la rossa di riferimento. Eh si, molti anni sono passati dai tempi di Esperya!

  12. Pasquale dice:

    La getti sul vago? Cosa faceva Esperya, ai suoi tempi, dall’alto dei suoi miliardi (virtuali). Non si spocchiava? Non eravate forse circondati dall’aura dei primi della classe? Non credevate forse di essere i depositari dell’enogastronomia italiana?

    Non c’è nulla che non va nelle Baladin, anzi…

    Absit iniuria verbo.

    Saluti

  13. Anonimo dice:

    Pasquale, a me pare di parlare di cibo&affini oggi come ieri. Con opinioni personali che puoi non condividere, ci mancherebbe. Io per dire, non condivido il paragone Esperya/Le Baladin. Mi sembra un filo forzato.

  14. liloniadriano dice:

    io me ne fotto al cubo…..
    mangio cio’ che mi piace e che non mi impongono…
    vuoi mettere una fiorentina di carne chesaidadovevieneecomee’macellata?…..
    oppureunbagosscheguardogocciolarementrelosbrano!….oppureunpaninodifarinaselezionatacottogiornalmente….ragazzitornateallacampagna(non pubblicitaria)….
    sonoiofigliogrezzodellanonculturamavitacontadina…..eh eh eh …ditemi quel che volete maio sto bene con quello che mangio….:-)

  15. Francesco dice:

    CONFERMO VIVOLI Come MIGLIORE GELATERIA ….
    DA PROVARE IL DIOSPERO E IL GELATO di marroni a ottobre oppure il LAMPONE e FRAGOLINE DI BOSCO periodo estivo….senza parlare del MILLEFOGLIE SEMIFREDDO …..VIVOLI ….una storia dal 1930 !!!
    provare per credere !!

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