Alberto Cauzzi è andato al ristorante Gref e tutto quello che ha tirato fuori è questa rece [niente male per farsi un'idea, in fondo]
![Il conto del ristorante Gref [per ingrandire cliccate in basso su CONTINUA] null](http://img494.imageshack.us/img494/4518/b2hb.jpg)
Ristorante Gref
Via Marco D’oggiono 6,
20123 MILANO
Tel. 02.58.10.41.07
Gref.it
Visitato Sabato 29 ottobre 2005
Coraggioso progetto di “Food & Charme” quello del Gref, per dirla con il logo. Gref è una nuova avventura milanese battezzata con le iniziali dei suoi artefici. Che sono due: Roberto Gruttadauria, ex-avvocato di fama piegato alla sua passione. Edoardo Ferrera, ex-Marchesi boy, ex chef del Don Carlos presso il Grand Hotel et de Milan. Insignito anni fa delle due forchette in quel di Paraggi, avvistato in seguito a Roma per ridare smalto a un locale imbalsamato come il George’s.
Coraggioso perchè il periodo non è facile: coperti poco occupati, materia prima costosa, clienti meno disposti a spendere, e Milano, una piazza traditrice. Coraggioso per la scelta di affidare a un grande nome come Scarpitti la costruzione di una carta dei vini che trascura i soliti noti a vantaggio di produttori piccoli e poco conosciuti, tutti italiani. Niente “aia” a riempire la cantina e svuotare i portafogli, ma una lista dagli attributi indiscutibili e prezzi calibrati.
Tanto coraggio dicevamo, e qualche eccesso di pompa [vedi comunicato stampa]. Generare aspettative che non si possono soddisfare non è mai consigliabile. Il Gref è un indirizzo valido ma ancora lontano dalla perfezione. Situato in zona Navigli, arredato in stile classico, colpisce subito l’attenzione dell’avventore con una vetrata che espone chef e brigata. Senza filtri. Accogliente, molto curato nei particolari [visitate il bagno] non sfugge alla regola milanese dei tavoli troppo ravvicinati.
Detto della carta dei vini, il menù della cena offre 5 antipasti, 5 primi e 5 secondi tutti ordinabili “à la carte” [manca un menù guidato e meno oneroso]. I prezzi variano dai 16 ai 20 Euro per gli antipasti fino ai 20-25 euro per i secondi. Una carta dei dolci dedicata [sono 5 e costano tutti 13 Euro], vi conduce al termine del pasto. Acqua del rubinetto microfiltrata a 3 euro. Piccolo scandalo, secondo noi.
Dalla carta abbiamo scelto:
- Esoterico incontro – Millefoglie di melanzane con fonduta di cioccolato al peperoncino e pomodori cofit al profumo di vaniglia e timo. Timo e pomodori alla vaniglia un po' nascosti dalla frittura. Nel complesso un buon piatto e originale [un dolce della tradizione partenopea, modificato e presentato come antipasto].
- Né carne né pesce – Tartare di manzo e orata con frittura di Granny Smith (mele) e uovo in camicia con sale affumicato. Buone la tartare, disposte una sopra l’altra, condite con un leggero velo di senape. Ridondante il rosso d’uovo, dimenticato il sale.
- Belin che buone!!! – Linguine di farina di castagne al vero pesto genovese con fagioli e patate. Esecuzione perfetta. Da ligure ispirato.
- Dedicato ad Aimo e Nadia – Tagliatelle all'uovo al secco di porcini e fagianella con riccioli di bitto e menta. Il migliore piatto della serata. Sapori bilanciati e ben riconoscibili.
- Tre triglie contro tre triglie – Filetti di triglia, 6 per la precisione, accoppiati a due a due (da qui il fantasioso nome del piatto) alla livornese, alla ligure e alla milanese. Freschissimi e saporiti i filetti, semplice ma non invadente la presentazione.
- Crema di sfogliatella napoletana su zuppetta di caffè – La crema della sfogliatella adagiata sulla pasta frolla e accompagnata da riccioli di millefoglie. Con accanto una tazzina di caffè. Nel rispetto dell'identità napoletana.
- Cake di ricotta di bufala con millefoglie di pere e glassa al cioccolato – Ancora un ottimo dolce. La cake ricoperta di un sottile velo di glassa al cioccolato accompagnata da sottili lamelle di pere.
Conclusioni – Cordiale e attento il servizio, premuroso senza affettazione il Maitre. Cucina buona, di impronta classica, pochi e interessanti gli esperimenti. Gratuiti a volte, gli effetti speciali: nei nomi, negli abbinamenti forzati e, purtroppo, nei prezzi. Tecnica di prim’ordine, non distribuita in modo omogeneo in tutte le preparazioni, sminuita dagli eccessi nella descrizione. Conto esagerato.
2 Coperto 6 Euro
1 Tartare 20 Euro
1 Millefoglie 16 Euro
1 Tagliatelle 20 Euro
1 Linguine 18 Euro
1 Faraona 22 Euro
1 Triglie 28 Euro
2 Desserts 26 Euro
TOTALE 156 Euro
Alberto Cauzzi

da massimo
Ultimo commento:
di So sporco de sugo il 01/1/70
In realta' ho fatto...
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ottobre 31st, 2005 at 17:39
Molto interessante.
Poi la zampata del Fabio merita sempre attenzione.
Lo prenderemo in considerazione, grazie a Te.
Sararlo.
ottobre 31st, 2005 at 17:45
Ciao Giancarlo,
Spero sia chiaro che a mio avviso ci sono degli aspetti in cucina da migliorare. Sopratutto questo autoincensamento unito ai 3 euro di acqua col carbonatore, ai 3 euro di coperto ed ai piatti con i prezzi da 2 stelle Michelin … che non ha ancora.
A questi prezzi, con qualche euro in più, vado da Carlo Cracco.
novembre 1st, 2005 at 08:24
…oppure da Aimo…
Sararlo.
novembre 1st, 2005 at 09:41
Scusa Alberto,
nello scontrino scrivendo “Scarpitti” alla voce vino cosa intendono esattamente?
E’ la prima volta che vedo il nome del sommelier riportato come voce del conto
ciao
miogo
novembre 1st, 2005 at 09:44
E una selezione di spumante italiano. Ottimo. 36 mesi sui lieviti. Piacevole e buono. Potresti scambiarlo per un’ottimo Champagne.
novembre 4th, 2005 at 14:21
Sono stato piu’ volte, circa 4, e ne sono uscito sempre o quasi soddisfatto.
In realta’ ho fatto due lunch (dio che espressione orribile) e due cene.
Dalla cucina sono sempre uscite cose interessanti sia a mezzodi’ che alla sera, certo che il coperto e l’acqua addizionata lasciano un poco la bocca allappata.
Belin che buone eccellenti, adoro il club sandwich e la burrata al cucchiaio (mezzodi).
Non mi convince stupida di giorno buona di notte, ravioli di gallina con amaretto e riduzione di Disaronno.Da sempre gallina ed amaretto conversano amabilmente ma non mi ha convinto.
Interessante la storia del proprietario, l’avvocato dico.