Allora, cosa succede?
Succede che stiamo mettendo insieme una guida online ai ristoranti. Con la necessaria imprecisione, pensate all’immediatezza degli Zagat Survey [le votazioni via web dei lettori della guida newyorkese Zagat] filtrate da un manipolo di “ossessionati” che concentra le “visite” nella medesima zona, nel medesimo periodo. Diciamo per esempio da oggi a due mesi, in Lombardia. La guida sarà supportata dalle mappe di Google.
Il manipolo di “ossessionati”, una specie di comitato scientifico della guida, è al momento composto da persone che per passione, lavoro, ripetute occasioni di socialità, frequenta i ristoranti in modo assiduo. Chiediamo a chiunque si riconosce in questo profilo, di avanzare la propria candidatura scrivendo una mail a cosevostre@peperosso.info.
Per il momento non possiamo permetterci rimborsi spese o contribuzioni a vario titolo. Possiamo anticipare tuttavia che Peperosso è stato contattato da un editore interessato a dare il suo contributo all’iniziativa, anche se orientato verso forme di editoria più tradizionale.
da massimo
Ultimo commento:
di Rob78 il 01/1/70
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settembre 24th, 2005 at 02:59
Tre domandine al volo.
1) Cosa intendi per necessaria imprecisione?
2) Chi sarà il curatore responsabile della Simil Virtual Zagat?
3) L’editore interessato a dare il suo contributo all’iniziativa è il tuo caro amico Bonilli, ma che dico Bonilli, Stefano?
Se si, ha intenzione di sganciare della grana o delle granate?
Fine delle mie riluttanze, almeno per il momento.
Mucca
settembre 24th, 2005 at 11:20
Io ho una curiosità diversa: perché dopo avere suonato la grancassa al trombone di bresso, non hai ancora espresso un giudizio su buffet? non è che sarà il garante della tua guida?
settembre 24th, 2005 at 11:59
Gran cosa, una guida online. Fossi te ne parlerei con Gianluca Neri, che all’inizio dell’anno parlava di Wiki Guida (ma ora e’ offline, probabilmente il progetto e’ fermo oppure il loro cambio di server, boh). Una guida basata sul sistema wiki, quella si’, sarebbe un bel colpo. Disintermediazione editoriale, potremmo chiamarla.
Qui il post di Macchianera:
http://www.macchianera.net/2005/01/04/wikiguida_ma_guardando_la_stra.html
settembre 24th, 2005 at 12:51
Marchi non credo che Raspelli sia interessato ad una guida on line.
Io buffet l’ho solo sfogliato ed ho trovato due pagine riferite ad un altra guida. Non mi è chiaro per quale motivo è stata pubblicata la copertina di questa guida che è sponsotizzata da una casa automobilistica ma ne parlerò nel blog quando avrò un quadro più completo della rivista.
Mucca
settembre 24th, 2005 at 13:07
mucca, quel tuo “non mi è chiaro per quale motivo… sponsorizzata da una casa autom…” è ironico vero?
settembre 24th, 2005 at 13:26
Al progetto di Gianluca, peraltro condivisibile come ogni iniziativa che contempli la disintermediazione [ok ok, forse bisogna trovare un'altra parola] mancava secondo me, “il sangue” delle discussioni tra “impallinati”. Quelle che, pur limitate sul web italiano a un numero ristretto di persone, sono state il carburante che ha alimentato gruppi di discussione e forum. Magari troppo frammentati o disorganizzati per rappresentare una vera altrnativa alle guide tradizionali. Ecco spiegato il comitato scientifico.
Da un po’ inoltre, ci sono i blog, e, nonostante non sia del tutto convinto che rappresentino la piattaforma editoriale ideale per iniziative del genere, sarebbe una svista imperdonabile ignorare la capacità che hanno di accendere dialoghi – a-hem… volevo dire discussioni anche animate – intorno a interessi comuni, genenerando di conseguenza reazioni a catena e visibilità.
Basta questo a coinvolgere un numero crescente di interessati, posto che sia l’obiettivo? Non so, come non so quanto la tecnologia possa aiutare. Ci vorrebbero persone più esperte di me in questo campo. O magari, potrebbe aiutare il contributo di un editore interessato al progetto.
settembre 24th, 2005 at 14:31
Massimo, per me il punto di pardenza non è tanto il mezzo, carta, internet…, ma di manico e della sua credibilità: nella rete trovo e leggo di tutto, ma cosa ne so della storia di chi scrive? della sua formazione e gavetta? di cosa fa nella vita? faccio un esempio personale: io per avere lo spazio che ho oggi, mi sono sbattuto per anni e anni, non è un giorno sono arrivato in redazione e ho trovato una pagina che mi aspettava o sono passato davanti al palazzo della borsa e c’era un congresso che mi attendeva e bastava salire sul palco.
e vuoi sapere come e dove ho conosciuto l’allora responsabile della michelin? marcandolo sulla porta del gabinetto di un locale stellato. e raspelli quando scriveva ancora bene di me, forse per stima e forse perché spareva mi accodassi a lui come centesima pecora? scriverdogli incazzato per un voto che aveva dato (e non avevo rubrica alcuna, sia chiaro)
tutto questo per dire che il blig e internet danno a tutti la possibilità di scrivere e dire la loro, ma chi sono? chi sono quelli che pensano di potere spernacchiare bonilli solo perché ha un blog? ovvio che bonilli può essere criticato come elogiato, ma fermo restando che se si facesse una piramide dalla critica, lui se ne starebbe al vertice e non alla base.
settembre 24th, 2005 at 14:45
No Marchi non sono per niente ironico.
Appena posso cerco di postare le mie prime impressioni della rivista nel blog.
Ho sempre cercato di costruire la mia credibilità di giudizio sull’obiettività e quindi sarò come sempre, molto obiettivo.
Delle conseguenze, per chi mi conosce, sa che non mene può fregar di meno.
Mucca
P.s.
Chi è Gianluca?
E poi che significa che potrebbe aiutare il contributo di un editore interessato al progetto? Insomma, c’è o non c’è un editore interessato?
Io se fossi in te mi schiarirei un pò la mente….cerca di curare ogni dettaglio nel più minimo particolare e valuta sempre i pro e i contro. Utilizza solo le idee che abbiano più pro che contro, le idee che nel bene o male si equivalgono nella bilancia eliminale del tutto, tanto non apportano nulla di nuovo e alla vista lascerebbero il tempo che trovano.
Insomma studiati un impostazione ed un progetto che sia nuovo e diverso, capace di attirare l’attenzione del pubblico.
Già, dimenticavo, a quale fascia di pubblico pensi di rivolgere questa guida?
Anche se già conosci qual’è la mia opinione in merito.
In bocca al lupo,
Mucca
settembre 24th, 2005 at 16:26
Scusate, a volte esser troppo stringati non giova ad esser chiari, vorrei rimediare.
Per Mucca: Gianluca, cioe’ Gianluca Neri, e’ il big boss di http://www.macchianera.net, se vuoi approfondire. Su Macchianera ho letto, per la prima volta all’inizio di quest’anno, il progetto di creare una guida ai ristoranti sotto forma di wiki. Ora, immagino conosciate cosa sia un wiki, Wikipedia Italia per dire: http://it.wikipedia.org/ — altrimenti rimedio io in modo telegrafico quindi orrendamente incompleto: consiste nella compilazione della conoscenza attraverso un sistema di accesso controllato ai contenuti della conoscenza stessa: e’ come se leggessimo una recensione di (esempio) Raspelli, ma potessimo inserire nostre annotazioni che andrebbero ad integrarla. Questa cosa apparentemente caotica ha una portata alquanto rivoluzionaria nella compilazione e nella diffusione della conoscenza.
Per Massimo: vero e’ che la compilazione dei dati da parte di utenti non esperti (diciamo) inficia la qualita’ finale del lavoro; tuttavia sai che i wiki si autocorreggono e autobilanciano; la disintermediazione (parola che mi piace, credi) va sfavore di figure pure importanti come gli editori, e questo potrebbe essere uno dei problemi. Dubito che agli editori piaccia una roba come wikipedia.org.
Per Paolo Marchi: io trovo che il mezzo faccia la differenza, proprio nella misura in cui e’ utile a far risaltare il manico e la credibilita’, se c’e', quando c’e’. Lo strumento dei blog, ancora piu’ che i forum ed usenet, e’ formidabile a questo scopo: la liberta’ anarchica per la quale chiunque, pure l’ultimo arrivato, apre un blog e sbertuccia (esempio) Bonilli non dovrebbe sembrare solo irriverente; se qualcuno ha qualcosa da dire che ha un senso, saranno i lettori a deciderlo facendo vivere il blog, linkandolo e commentandolo; se quel che dice e’ irrilevante, il blog resta marginale e piano piano sparisce. Per tornare all’esempio wiki: se io scrivessi qualcosa di improbabile su un certo ristorante, critici attenti sul genere Mucca, Paolo Marchi (e quanti altri) con il loro passato e la loro competenza, potrebbero validamente correggermi: pensate alle potenzialita’ del mezzo. Io credo che si arrivera’, prima o poi, ad una cosa cosi’, pure da noi; credo sia solo questione di tempo. [A proposito di tempo, scusate la lunghezza, ùrenda]
settembre 24th, 2005 at 16:57
per Fiorenzo: Bonilli era per dire un nome, il problema del blog è quando uno titola la recenzione di un locale Un posto di merda che sarà anche tale ma il prossimo passo quale sarà? Marchi una testa di cazzo, Cavoletto una vacca?
per Mucca: immagino sia la guida dove tutti sono bravi, dal curatore al fotografo al prefattore che poi si autoloda e magari fa scrivere la figlia (non conosco, chiedevo delle nuove firme per questo) e poi fa la morale alla concorrenza…
settembre 24th, 2005 at 16:59
per Mucca bis: raspelli garante era buttato lì a mo’ di provocazione, perché noto che il nostro massimo svicola su buffet…
settembre 24th, 2005 at 17:43
Marchi guarda che su buffet Raspelli non è una provocazione. Dalla lettura mi sembra di aver capito che abbia rivestito questo nuovo ruolo.
Ora inizio a scrivere le mie riflessioni Bernardi scriverà le sue quando ne avrà voglia.
E’ dura la vita dei blogger
Per motivi logistici spero che al pubblico non dispiaccia troppo se al posto della cavoletta posso essere appellato io come vacca?
Cavoletta fattene una ragione e basta
Grazie Fiorenzo, non avevo capito una mazza di cosa fosse wiki, ad esser sincero credevo che fosse una nuova varietà di kiwi sul quale la SF già stava lavorando come presidio.
Mucca
settembre 24th, 2005 at 18:29
Paolo non essere impaziente, non stiamo parlando di Buffet adesso. Invece la tua partecipazione a questa discussione è utilissima in quanto esponente del giornalismo tradizionale, quello un po’ piccato dal cambiamento che internet, in particolare con i blog e gli wiki sta imponendo al modo di comunicare. Anche se temo che ormai tu sia irrimediabilmente contagiato
Come insegnava un mio antico maestro, il modello broadcasting [da uno a tanti] è un po’ alle corde, sul web prevale la partecipazione, magari disordinata e poco controllabile come dici tu.
Internet dunque è una scelta di campo che, oltre a tenere conto dei vantaggi innegabili della tecnologia, afferma una precisa identità. Il mezzo è il messaggio, come diceva Fiorenzo e forse qualcuno prima di lui
Per farti un esempio, la guida che andremo a fare non potrà mai assoggettarsi alla lobby dei cuochi, o non andare nei ristoranti di cui parla, tantomeno distribuire favori a chicchesia, semplicemente perchè il web glielo impedirà. Ci saranno sempre lettori attenti [leggi: Mucca] pronti a gridare allo scandalo davanti a una marchetta, sottraendo rilevanza e credibilità, valori imprescindibili sul web, insieme, credo io, alla piacevolezza del contenuto editoriale.
E a proposito di piacevolezza, forse al momento il modello blog è preferibile agli wiki. Mi pare, eh!
settembre 24th, 2005 at 18:59
Benardi non mi conosci bene.
Non mi pare di aver scritto od urlato allo scandolo della marchetta, se questo l’ho detto o scritto, ti prego di farlo notare.
Se avessi voluto o cercato lo scoop alla peperosso ne avrei dette tante sulla guida dell’audi ma francamente non sono cose che mi interessano. Gli scoop alla Eva3000 mi pare che il tuo amico Stefano li abbia appioppati a te e non a me.
Io cerco di pormi con obiettività di giudizio, tu, caro ciccino, cerchi di porti nell’ottica degli affari è questa è la differenza.
Vuoi fare una guida? Inizia a dimostrare quanto sei bravo a segnalare e recensire locali noti e meno noti al pubblico, insomma, dai il buono esempio per primo e se puoi, lancia nel blog interessanti spunti di discussione sul mondo della ristorazione….
Poi, magari, ne riparliamo….
Mucca
settembre 24th, 2005 at 21:27
Credo che la guida di massimo non si ponga in concorrenza diretta con le guide tradizionali. Questo per rispondere a Paolo, la cui valutazione su “gavetta” ed esperienza è sicuramente corretta (ci mancherebbe altro), ed anche a Mucca, scopritore di talenti nascosti ed attento conoscitore dell’enogastronomia.
Non è una guida che necessariamente si presenta come la migliore. Come quella in grado di scoprire talenti e/o di utilizzare esperti e raffinati gourmet di professione.
Si pone su un piano parallelo, distante che forse può fare la differenza. La guida degli appassionati e non degli esperti. Con tutti i limiti che ciò comporta. E con il contributo attivo e continuo del pubblico. Che può dire la sua ed intervenire pesantemente nelle valutazioni. Il comitato di cui parla Massimo non sarà ne protetto ne tantomeno nascosto. Sarà alla gogna, esposto alla critica del pubblico e di conseguenza aperto e disponibile al confronto : sullo stesso piano. Il comitato sarà semplicemente, immagino, composto da appassionati che per primi metteranno la propria faccia e relativa esperienza a disposizione della collettività. Metteranno a disposizione il proprio tempo ed il proprio denaro al fine di recensire i locali che comporranno la guida. Che non saranno necessariamente nuovi talenti, anzi. Il principio ispiratore del wiki così ben descritto da Fiorenzo lo trovo molto innovativo e soprattutto “democratico”. Per Mucca : il fatto che un editore finanzi un progetto in cui non ci sia qualcuno che decide i punti e basta ma che questo qualcuno sia poi sottoposto al giudizio del pubblico in tempo reale fa automaticamente diventare il progetto “immune” da lobby, logiche pubblicitarie e tutto il resto. Certo il tuo ottimo blog (bellissimo davvero) è assolutamente svincolato da logiche commerciali ma utilizza lo stesso principio. Qualcuno (tu) pubblica un racconto-recensione e molti (tutti) dicono la loro a riguardo. Questa volta quel qualcuno che farà il racconto-recensione metterà dei voti e potrà essere anche “drammaticamente” sconfessato dal pubblico o l’esatto opposto. Sul modello di Zagat quindi saranno forse tutti più curiosi ed interessati ad una guida che si auto-implementa, che contiene il parere dei diretti interessati (i clienti) e che esprime una forma di democrazia dell’informazione molto elevata. Il tutto semplicemente più organizzato.
settembre 25th, 2005 at 00:05
…e quando Bernardi avrà venduto la guida all’editore voi che farete scriverete per passione o puro divertimento?
Mucca
settembre 25th, 2005 at 07:49
No non credo che Massimo voglia fare “business” alle nostre spalle. Lo escludo. Questo è un interessante esperimento e vedremo dove approderà. Per ora i presupposti sono che lui e tutti i suoi collaboratori mettono a disposizione tempo e denaro e non ricevono nulla in cambio. Se un giorno qualche editore sarà interessato al progetto bene. Potrebbe diventare più interessante ed essere meglio strutturato pur mantenendo i principi ispiratori iniziali. Forse è il caso, Mucca, di incoraggiare queste iniziative anzichè stroncarle sul nascere con maligne allusioni e congetture non credi?
settembre 25th, 2005 at 08:55
Nessuna stroncatura, maligna allussione o congettura.
Cerco di spaziare a 360° con la mente ed il mio cervello mi dice che:
1) se c’è un editore che è interessato alla lodevole iniziativa non è di certo per intervenire nelle vostre belle schede per scrivere: “complimenti, bella rece”.
Ti vedo bello carico per l’iniziativa di Bernardi e non voglio di certo smontarti.
Vi faccio i miei migliori in bocca al lupo per l’iniziativa.
Mucca
settembre 25th, 2005 at 09:21
Grazie Mucca … non dubitavo. Grazie davvero della precisazione. Spero di conoscerti presto di persona.
Ciao
settembre 26th, 2005 at 08:55
Mi fischiavano le orecchie…
settembre 26th, 2005 at 12:12
Sono d’accordo con Alberto Cauzzi: la strutturazione stessa dei blog e dei forum rende abbastanza immune da eventuali ingerenze editoriali le recensioni dei ristoranti.Quindi anche se in un futuro ci dovesse essere un interessamento di qualche editore, penso che la guida manterrebbe la filosofia di partenza. Intanto penso valga la pena “partire” e vedere i primi risultati.