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Blogorrea, the versus edition. Speciale: “Uve e Forme”

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Il cuore è una frattaglia vs Uve e Forme — Il blog “Il cuore è una frattaglia” scrive senza giri di parole che il wine bar “Uve e Forme” di Roma è un posto di merda. Nei commenti si materializza il titolare che stizzito replica: “Se un posto non mi piace cerco di evitarlo. Ancora non le erano bastate il “servizio vergognoso e la mancanza di professionalità“?”.
Cavoletto di Bruxelles vs Uve e Forme — Da non credersi, pure il blog “Cavoletto di Bruxelles” dice peste-e-corna del wine bar “Uve e Forme di Roma“. In particolare delle porzioni striminzite, “deriva modaiola estremamente irritante”, dice.
Fustigator vs… dai non può essere, Uve e Forme — Ma cos’è una congiura? Fustigator, frequentatore sotto mentite spoglie del forum del Gambero Rosso sostiene che “le quantità dei piatti sono infinitesimali, ai limiti del ridicolo. L’ultima volta ho ordinato le polpette, e mi è arrivata UNA POLPETTA.

Sorprende a volte, quanto rapidamente le cose possano cambiare. Solo nel Settembre 2004 Danila Santagata concludendo la sua colonna per il Gambero Rosso, scriveva:

Bello e promettente, questo posticino: nell’ambiente si uniscono calore ed eleganza. Il tutto è completato dal gusto a tutto tondo, in grado di soddisfare, non senza sorprenderli, anche i palati più esigenti“.

[Il cuore è una frattaglia, Cavoletto di Bruxelles, Gambero Rosso]. Immagine: Gambero Rosso

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set  05
8
alle 10:18
da massimo

Ultimo commento:

di Fustigator il 01/1/70

Ringrazioe Peperosso per la graditissima citazione, un onore immeritato:-))

Vorrei però riporta...


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3 Commenti to “Blogorrea, the versus edition. Speciale: “Uve e Forme””

  1. Fiorenzo dice:

    Lo scrivo qui, ma potevo pure farlo nel blog di Arma; trovo non condivisibile (anche nel tono) l’affermazione di Pietro Scheri *Errare humanum est, perseverare diabolicum. Personalmente, se un posto non mi piace cerco di evitarlo. Ancora non le erano bastate il “Servizio Vergognoso e la mancanza di professionalita’?”.*
    Normalmente tendo a dare una seconda, e pure una terza possibilita’ ad un locale che puo’, umanamente, passare una serata no. Dopo un paio di esperienze negative consecutive, mi sembra si abbia piu’ titolo a criticare pure aspramente.

  2. Andrea Bez. dice:

    Ma guarda il (web)mondo com’e’ strano!
    Vado a Roma 3-4 volte l’anno, non spesso quindi, e il piu’ grande punto interrogativo che mi portavo a casa recentemente era proprio Uve&Forme…forse perche’ conosco un exsocio iniziale che poi se ne e’ uscito, forse perche’ ho un amico che me l’ha tanto raccomandato, forse perche’ l’ultima volta che ci sono entrato ed ho “consumato”, sono uscito con il punto interrogativo talmente grande e grosso che non riuscivo a caricarlo in macchina…
    Cioe’, locale curato, ragazzo che serviva ai tavoli uscito dalla casa del grande fardello, proposte belle sulla carta ma che non hanno suscitato emozioni forti… non so…mah, boh, vabbe’, rimane il fatto che per fortuna, non poco lontano, li’ lungo via Padova, c’e’ un bottegaio bravo che non si puo’ certo dire emergente, del quale, secondo me, se ne sentira’ parlare: Gastronomia Limata. A mio parere proprio bravi!
    Scusate la divagazione
    saluti
    andrea b.

  3. Fustigator dice:

    Ringrazioe Peperosso per la graditissima citazione, un onore immeritato:-))

    Vorrei però riportare per intero il mio commento, altrimenti dall’unica frase riportata si avrebbe l’impressione di una mia totale e solenne bocciatura di Uve e Forme. Cosa che non è, perchè pur vedendone i difetti, riconosco molti pregi al locale. A seguire il mio intervento sul Gambero Rosso

    ——Uve e Forme è un locale che dopo un’ottima partenza (se non sbaglio circa due anni fa), si è un po’ perso per strada. Una deriva che non definirei “modaiola” (anzi, il concetto di trendy è quanto di più lontano ci possa essere dai titolari). Io credo si tratti soprattutto di problemi economici

    Innanzitutto precisiamo che non è un ristorante, ma un’enoteca, e sui (pochi, 4-5 che variano spessissimo) piatti cucinati non ha quasi mai convinto. Qualcosa di molto buono l’ho ttovato, ma ci vuole davvero fortuna. Diverso il discorso su formaggi e affettati, di altissima qualità

    Il locale è molto carino, la proprietaria è una sommelier appassionata e di grande competenza. Doti che si notano poi leggendo la carta dei vini, che non è la solita fotocopia dei “vini premiati dalle guide” che si trova in molti locali. C’è ricerca, voglia di trovare prodotti fuori dal grande giro. Il che, per chi vuole bere vino e non premi, è sempre un pregio

    Io personalmente con il servizio mi sono trovato sempre bene, non mi sono mai capitati episodi sul tipo di quelli citati. Ma ovviamente tutto è possibile: c’è chi avuto problemi di servizio anche da Beck, figuriamoci da Uve e Forme

    Le dolenti note per quanto mi riguarda, sono però legate soprattutto alle quantità, e ai prezzi.
    Le quantità dei piatti sono infinitesimali, ai limiti del ridicolo. Uno ordina un piatto e gli arriva in tavola l’equivalente di una tapas. L’ultima volta ho ordinato le polpette, e mi è arrivata UNA POLPETTA. Idem sui piatti di formaggio, pochi grammi per tipo, a volte delle vere e proprie schegge

    Impossibile non uscire affamati

    E i prezzi, in rapporto non tanto alla qualità delle materie prima(che, ripeto, è ottima), ma come quantità e preparazioni, sono davvero sproporzionati
    Da tutto ciò deriva la mia ipotesi che dietro un certo declino ci siano problemi economici

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