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Come difendersi da Camilla Baresani

nullPrima di tutto la foto segnaletica. Da mandare a memoria. Poi l’identikit. Camilla Baresani, letterata convertita alla gastronomia, sublime rovina-ristoranti per il Domenicale del Sole24ore, e recentemente per Panorama. Temutissima. Vittime illustri: Cracco-Peck, Nobu, Hosteria del Pesce… Non si sa mai dovesse appalesarsi nel vostro ristorante, come difendersi? Comparando due recensioni, questa e questa che segnalano tre ossessioni:

Il ritardo 1.

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Il ritardo 2.

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Le porzioni [nè poco nè troppo] 1.

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Le porzioni [nè poco nè troppo] 2.

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I bagni 1.

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I bagni 2.

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Riuscirete a salvarvi dalle colte sportellate dell’irriverente maitre-a-penser?

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apr  05
1
alle 06:52
da massimo

Ultimo commento:

di Francesco Murano il 01/1/70

Io che sono un sincero ammiratore del genio femminile e della specifica superiorità della donna ...


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4 Commenti to “Come difendersi da Camilla Baresani”

  1. muccapazza28 dice:

    Camilla Baresani ricorda molto Ruth Reichl o almeno la famigerata “Golosa” aspira ad emularla.

    Le sue belle recensioni sono sempre ironiche e sicuramente ai limiti dell’incredibile considerando l’esperienze che riesce a vivere nei ristoranti.
    Peccato che argomenti agli apici del nulla la cucina di uno chef.
    Lasciando il vuoto assoluto nei suoi belli, quanto deliziosi, scritti.

  2. happycook dice:

    si è la stessa Reichl che amava raccontare come sapeva far finta di mangiare senza farlo veramente. mi chiedo se tira solo secchiate di cacca o se anche parla bene di qualcuno al sole 24 ore non sono ancora arrivato.

  3. omar cattaneo dice:

    Lunga vita a Camilla Baresani e alle sue recensioni, che mettono a nudo sia lo stylish style di certi ristoranti ipersofisticati, più simili ad asettici laboratori di analisi cliniche che a luoghi dove si gusta il cibo, sia la cafoneria forzaitaliota di certe “hostarie”, frequentate dalla creme vischiosa dei politici e delle puttane di regime.

  4. Francesco Murano dice:

    Io che sono un sincero ammiratore del genio femminile e della specifica superiorità della donna in troppi settori mantengo riservato solo uno spazio – quello dei ristoranti – all’archetipo mascolino dove: la donna non può decidere quale vino scegliere, può però orientare le portate. Non deve discettare sulla qualità del cibo perchè puntalmente pago io in locali accuratamente scelti incrociando i giudizi di almeno due guide e del divino Langone attraverso un complesso sistema di medie ponderate. Possibilmente deve ascoltarmi quando parlo di politica e del Regno delle Due Sicilie dandomi ragione senza prendermi per il sedere. Insomma per me peggio di una donna criticogastronomica c’è solo una sommellier… ragione in più per tenermi lontano dal Sole 24 Ore. Il tutto senza alcuna acrimonia.

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