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alle 08:37
da massimo
Con quella faccia un po’ così, da ispettore della guida (2)
Se cercate una spiegazione per quelle facce un po’ così, da ispettori della guida [link], ve ne diamo addirittura nove.

PS: per i curiosi che ce lo hanno chiesto gli ispettori dell’erigenda guida online ai ristoranti di Peperosso, si sono ritrovati presso il ristorante CÃ Daffan [link] di Arzignano, Vicenza.
[Peperosso, CÃ Daffan]
dic 05
5
da massimo
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dicembre 5th, 2005 at 23:14
Riconosco molte delle bottiglie, bella selezione di recoltant dello Champagne. Complimenti:-)))
dicembre 6th, 2005 at 09:11
Quello che Massimo non ha detto è che, nella foto, indicasi, di massima, consumo procapite del pranzo di lavoro…
Hic. Sararlo.
dicembre 6th, 2005 at 10:17
le bocce non eran 12?
dicembre 6th, 2005 at 11:53
Ma su didici bocce non c’era spazio per una bollicina nazionale?
Certo chanpagne fa più FICO,più colto non sempre più buono.
dicembre 6th, 2005 at 12:00
Tranne rare eccezioni è quasi sempre più buono Ugo …
dicembre 6th, 2005 at 12:34
Cauzzi molte sorprese avvengono quando copri la bottiglia e fai assaggiare.
Non si rimontano 100 anni di esperienza in un ventennio ma se nel giudizio inserisci anche il prezzo….
Poi attenzione ho anche assaggiato champagne da brivido ma generalmente non sono quelli più comuni.
Insomma tra una boccia di Moet e un brut Majolini non c’è match.
Quando parli di champagne alla gente comune parli di moet e veuve cliquot,ai normali coi soldi dompe e cristall che non valgono assolutamente i soldi che costano
dicembre 6th, 2005 at 12:41
Noi, come avrai visto in foto, stiamo parlando di altra roba … non di quello di cui parli tu. Rapporto qualità /prezzo da brivido. Ti ricordo che qui non siamo letti dalla gente comune … qualcuno potrebbe offendersi !
dicembre 6th, 2005 at 13:00
purtroppo ugo devo dare ragione ad alberto…su tre degustazioni alla cieca fra i migliori italiani e giovani recoultant francesi(con l’eccezione di un paio di mostri sacri,quali mostri? che han dovuto in un caso anche soccombere ad un champagne che costava 5 volte meno)la sfida e’ sempre terminata 5 a 1 per i francesi.
solo tre nomi: copinet mallot ledru…prodotti da poco piu’ di 20 euro…. i vari bellavista ca’ del bosco maiolini si sono ritirati in ordine sparso ,l’unico eroe di suolo italico il ferrari….
cosi’ è se vi pare
dicembre 6th, 2005 at 14:22
Concordo con Alberto e liloniadriano, aggiungendo altri nomi, come Lamiable, Fagot, Moncuit, Colin. Non c’è partita, anche perché questi, nello Champagne sono nomi “minori”, ma sono già questi superiori alla gran parte dei pezzi da 90 italici
Il tutto, ovviamente, senza prendere in considerazione i grandi Champagne francesi, dove proprio il confronto non è neanche ipotizzabile in linea teorica
dicembre 6th, 2005 at 14:56
non ho l’esperienza di Antonio (fustigator) sugli champagne “minori”, ma devo dire che quelli bevuti al ca’ daffan erano davvero notevoli.
dicembre 6th, 2005 at 15:07
Sì, specialmente il Fidèle Blanc de noir..Commovente!
dicembre 6th, 2005 at 15:57
Cosa ne pensate di Lilbert?
Al prezzo a cui si trova faccio fatica a paragonarlo ad un italico…
http://www.champagne-lilbert.com/
dicembre 6th, 2005 at 16:01
Io rispetto le opinioni di tutti ma spesso i 5 a 1 sono magari condizionati,siamo un popolo di esterofili e normalmente benediciamo a priori lo straniero.
Ovviamente non vivo sulla luna quindi vi dico che potenzialmente lo champagne resta inimitabile per la sua fascia climatica che resta unica(ho letto che in New Zeland hanno scovato un area potenzialmente pari,ma non ho ancora assaggiato nulla di strepitoso)ma non tutto quello che esce da la è per forza buono.
Però il Giacosa brut, il Methius di Dorigati il brut zero di Valentino, l’alta langa di Bava il brut di Chiarlo sono prodotti che hanno un loro perchè.
Adri in franciacorta manca il Pinot Noir quindi non potranno mai competere a certi livelli,pur essendoci prodotti carucci.
dicembre 6th, 2005 at 16:24
la degustazione era alla cieca,onde per cui nessun condizionamento…..
dicembre 6th, 2005 at 16:24
la degustazione era alla cieca,onde per cui nessun condizionamento…..
dicembre 6th, 2005 at 16:29
Ugo, quelli da te citati sono tutti prodotti interessanti, soprattutto, secondo me, il Brut Zero di Valentino
Ma stiamo parlando di livelli nettamente differenti
Comunque, come giustamente hai detto tu stesso, in Italia siamo ancora agli albori, e stiamo effettivamente lavorando molto bene in prospettiva. Ma un confronto con la Francia lo potremo fare fra qualche anno
dicembre 6th, 2005 at 16:49
In senso assoluto si Antonio ma sui prodotti di massa oggi conviene fare una riflessione.
Sono logorroico e ne sono consapevole, ma la vera differenza oggi la fa la comunicazione.
Le grands marques francesi si accollano buona parte dei costi di marketing di sostegno al prodotto champagne in modo unitario e quando parli con il piccolo(mi viene in mente Lamandier-Bernier)dice che le grandi maison sono su un altro piano ma fanno comunque dei grandi vini.
Provate a fare lo stesso discorso ad un piccolo italiano e sentirete la m…. che tira addosso alle grandi(grosse) aziende.
X Adriano io intendo alla cieca quando mi viene messo davanti un bicchiere e mi si chiede cosa ne penso,se il rappresentante o che per esso mi dice che mi fa assaggiare 5 piccoli produttori di champagne non è già più alla cieca al massimo al buio.
Lo dico con estrema onesta intellettuale Adri, io non sento il profumo di stella alpina leggermente fermentata nei vini:o mi piacciono o non mi piacciono, anzi siccome ci lavoro li posso vendere o non li posso vendere.
Tutto il resto è aria fritta!!!!
Il 13 voglio farvi assaggiare 2 prodottini piemontesi che non si fila nessuno ma che hanno un loro perchè.
dicembre 6th, 2005 at 16:54
in francia ci sono maison che da sole producono tanto quanto l’intera produzione italiana di “classimo”. non è solo un problema di qualità assoluta, ma anche di quantità e di costanza nella qualità . se mi chiedono “vuoi uno champagne” rispondo di sì, se mi domandano “vuoi del metodo classico” rispondo “quale?” e poi mi regolo. credo sia come paragonare i nostri velocisti da 100 piani con i velocisti di colore d’america e africa, se non ci sono boicottaggi i nostri nemmeno arrivano in semifinale
e non trovo nemmeno giusto fino in fondo il rapporto tra qualità e prezzo: se una bottiglia è mediocre, il fatto che possa costare poco non ne rende il contenuto buono. al massimo è un vino mediocre a prezzo basso. lo champagne sarà di certo uno status symbol, ma non lo è diventato perché il mondo è cogliono e lo preferisce per la pubblicità a prosecco e “classimo”
detto questo, il 13 arriverò con bollicine italiane…
dicembre 6th, 2005 at 16:57
“Il 13 voglio farvi assaggiare 2 prodottini piemontesi che non si fila nessuno ma che hanno un loro perchè”
ovviamente il perché non é: “perché non piacciono se non a chi davvero se ne intende”…
dicembre 6th, 2005 at 17:04
No Marchi il perchè non è quello, anche se intimamente magari lo penso,ma il vino è come una donna se tu chiedi com’è quella tipa e ti dicono che è simpatica ti aspetti uno scorfano…
Il discorso però è talmente lungo che conviene che lo affrontiamo de visu il 13,OK?
dicembre 6th, 2005 at 17:07
Sul qualità -prezzo invece ti dico il mio pensiero:
prodotto buono.
A 5 euro a bott. eccezzionale
A 8 euro a Bott. grande
A 12 euro a bott. buono
A 20 euro a bott. normale
A 40 euro a bott. non mi interessa
dicembre 6th, 2005 at 17:13
io sto spedendo a nico altre cosine….
dicembre 6th, 2005 at 17:16
quindi ugo, meglio un calcio in culo gratis che ciuf ciuf dopo una cena con conto a tre cifre…
io il tavernello non lo annuso nemmeno se regalato
sulla simpatia della ciofeca hai straragione, erano in genere tali le figlie delle amiche di mia madre ai tempi del liceo, roba che uno non le toccava nemmeno col pisello dell’amico
dicembre 6th, 2005 at 18:24
Spezzo una lancia a mia volta per gli Champagne di Lilbert-fils. Ho bevuto di recente un fantastico, piacevolissimo Blanc de Blancs, distribuito in Italia da Capagio di Parma http://www.capagio.it
dicembre 6th, 2005 at 18:41
comunque tutta roba di cavalli parma eh….
dicembre 6th, 2005 at 20:23
Io questa “roba” la trovo alla Bollique, la nuova champagneria aperta a Roma in via del Boschetto;-)
Importazione diretta, prezzi ok
dicembre 7th, 2005 at 09:05
Paolo sto ancora ridendo al pensiero delle figlie delle amiche di tua mamma,anche la mia cercava di propinarmi qualche sfigata ma ho resistito bene.
Una di quei brutti anatroccoli in eta adulta è diventata un gran pezzo di cigno che non la riconoscevo, in compenso deve essere una rompi……di horse category.
Intendiamoci sul vino:
oggi vetro tappo e vestizione di una bottiglia non costa meno di 80 cent di euro quindi sotto i 3.5 euro in cantina e sotto i 5 in enoteca non compri vino perchè conviene buttarlo risparmi sul trasporto.
Però facendo attenzione con 25-30 euro compri dei grandi vini.
Non dimenticate che Moncuit e compagnia a briscola non hanno iniziato ieri a vinificare ma non se li filava nessuno!!!!
Oggi ci sono decine di importatori in Italia (Parma ma anche a Bologna non ricordoil nome,la flute di Milano)
che spingono giustamente sui piccoli con proposte eccellenti o cose normali,ma alcune grands marques lavorano OK!
dicembre 7th, 2005 at 10:15
Lilbert spedisce anche a casa…ordine minimo ovviamente, ma molto conveniente…fatevi mandare i listini…
dicembre 8th, 2005 at 22:02
X Ugo.
Come in Franciacorta manca il Pinot Noir ?
…e il Berlucchi !?
dicembre 9th, 2005 at 03:33
ah ah ah ah ah i fratelli?…..:-)))