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Forse non tutti sanno che…

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…per ottenere il foie gras, o fegato d’oca, ricercata prelibatezza…

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"solo negli allevamenti italiani, per un periodo che va dalle due alle quattro settimane e per 8 volte al giorno, 150.000 fra oche e anatre vengono ingozzate di mais cotto e salato attraverso un tubo lungo 28 cm. infilato nel collo. Di conseguenza, il fegato degli animali aumenta di peso e di volume dalle 7 alle 10 volte, provocando problemi di asfissia, convulsioni, attacchi cardiaci, cirrosi e morte".

Negli Stati Uniti la produzione di foie gras è stata proibita in Illinois, e regolamentata in Massachussets e Oregon. In California, molto ragionevolmente, il governatore Schwarzenegger ha concesso agli allevatori sette anni per mettere a punto tecniche di produzione diverse e più civili.

[Peacelink.org, New York Times] Immagini: Stop Force Feeding.com

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set  05
17
alle 01:36
da massimo

Ultimo commento:

di gianna ferretti il 01/1/70

A chi vuol saperne di piu' sull'argomento consiglio un documento che si trova in rete: "Dalla fab...


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11 Commenti to “Forse non tutti sanno che…”

  1. franco dice:

    quando ho saputo di queste pratiche ho smesso di mangiare il foie gras.
    Sapevo però che in Svizzera queste pratiche fossero proibite, e che quindi il foie gras svizzero fosse scevro da queste crudeltà. risulta anche a voi?

  2. Tommaso Farina dice:

    Max, da te non mi aspettavo questo moralismo d’accatto, per giunta tratto di peso dal sito d’un’associazione che si definisce cattolica ma che col cristianesimo nulla ha a che fare.

  3. patrizia dice:

    trovo fondamentale che il sito dell’associazione si definisca cattolica, ma in realta’ (???) non abbia “nulla a che fare col cristianesimo”.
    Verrebbe da dire: cattolicesimo d’accatto, ma temo che anche questo non risolva la questione delle povere oche morte ingozzate dalle palle di mais cotto dal peso di 400 grammi infilzate a forza per 20 giorni nel gozzo.
    Prima dell’operazione appena descritta, le oche allevate a tale scopo sono tenute confinate in gabbie di rete metallica delle dimensioni di 25×15 centimetri, dove è impossibile il movimento.
    gli animali, sottoposti a tale stress, si lasciano spesso andare a episodi di vera e propria isteria, puniti dagli allevatori con il taglio del becco, principale organo di senso di questi animali.

    una domanda sorge spontanea: chissa’ quale sara’ il principale oragno di senso del cattolicissimo e cristianissimo farina?

  4. luigi massi dice:

    Urca, e ora che ci faccio col foie gras comprato da Fauchon a Parigi?
    Ciao e complimenti.

  5. Francesco Murano dice:

    Pratica detestabile senz’altro. Non so se si può parlare di sofisticazione. Mi auguro possa cessare la pratica dell’alimentazione forzata. Meglio sarebbe stato l’articolo senza le immagini. Una questione di opportunità, forse… non so.

  6. paolo marchi dice:

    semplice: lo mangi, e poi non lo compri più (se ci riesci e non cedi alla gola)

  7. Anonimo dice:

    Franco della Svizzera non so, ho provato a sbirciare su Google senza trovare granché.

    Tommaso, d’abitudine presento i fatti, non do lezioni di morale. Poi uno decide. E io dopo aver letto, e soprattutto visto, ho deciso che non mangerò foie gras, semplicemente [anche se a malincuore]. Tantomeno decisioni di questo tipo sono influenzate da dispute fra cattolici. Casomai sei tu la sorpresa, o no? Ho pure sottolineato la saggezza di Schwarzenegger…

  8. balthazar dice:

    una pratica bestiale, nel 21° secolo per ottenere un cibo che fa pure schifo e male…

  9. paolo marchi dice:

    se fa schifo il foie gras, il resto?
    sulla gnocca nulla da ridire, re mogio? o ti fa schifo pure quella?

  10. Alessandro Brandoni dice:

    Il foie gras non è che la punta dell’iceberg delle tecniche d’allevamento barbare. Dai pulcini a cui viene tagliato il becco alla nascita alle luci accese 24ore per far crescere più rapidamente i volatili. Per chi ne volesse sapere di più consiglio il libro Fast Food Nation. le tecniche poco umane non fanno grandi distinzioni di prezzo finale del prodotto.

  11. gianna ferretti dice:

    A chi vuol saperne di piu’ sull’argomento consiglio un documento che si trova in rete: “Dalla fabbrica alla forchetta” con numerosi esempi di maltrattamenti negli allevamenti animali e nel loro trasporto da uno stato all’altro..

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