Guida online ai ristoranti: esegesi della rece
Come forse saprete stiamo lavorando a una guida online. Ai ristoranti, certo, cos’altro sennò. Dove voti e giudizi dei lettori vengono armonizzati da un drappello di entusiasti. Che al momento sta baruffando, con cordialità , sullo stile della RECE, neologismo diffuso tra foodies per sveltire il prolisso: RECENSIONE. Qui non si parla di voti, beninteso, di giudizi piuttosto. Come dovrebbero essere? Brevi, siamo pur sempre sul web, o chissenefrega, lunghi e articolati ma spezzati da strategici “continua”. E i riferimenti geografici? Data per scontata la presenza di una mappa di Google, meglio sbrigative indicazioni, o un filo di paesaggistico lirismo? E le portate, che si fa, l’elenco? E gli interni, il servizio, i personaggi e gli interpreti? Nel caso vogliate aiutarci a dipanare la matassa, potrebbe essere utile un’occhiata alla nostra ideale Nazionale dei critici italiani [con oriundo]. In rigoroso ordine sparso.
► Il giornalista Edoardo Raspelli, ovvero l’archetipo, il riferimento.
► La scrittrice Camilla Baresani, personale preferenza [formidabile la rece del Baretto di Milano].
► Il critico del NYTimes Frank Bruni. Sommo ritrattista. Raffinato. Gay.
► La guida Gambero Rosso. Sintesi e garbo. [niente da linkare?].
► L’avvocato JF Sebastian. La fantasia al potere. Seppur chilometrica.
► Lo scrittore Camillo Langone, un po’ Soldati, e un po’ pure Houellebecq
► Il softwarista Alberto Cauzzi, autentico archivista dei ristoranti italiani.
► La serie The American Express Travel Pocket Guide in edizione italiana. Inesistente online.
► Il giornalista Paolo Marchi. Il pasionario.
► L’avvocato Fabio Fiorillo, enciclopedco connoisseur.
Dimenticato qualcuno? A occhio, ancora uno e arriviamo a 11.
[LaStampa.it, Forum di Camilla Baresani, New York Times, Gamberorosso.it, Massimobernardi, Houellebecq.info, Peperosso, Identità Golose, TigullioVino]
da massimo
Ultimo commento:
di ugo il 01/1/70
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novembre 10th, 2005 at 11:42
Massimo ti ho scritto una mail in proposito qualche tempo fa sul tuo account gmail ma credo che tu non l’abbia ancora letta..
novembre 10th, 2005 at 14:25
Davide Paolini, ça va san dire…
Palato di lungo corso, anche dissacrante quando serve.
Strano, noto la mancanza di quello che, almeno da quanto ne so io, è considerato il miglior palato italiano (anche se, più che mangiare, pilucca): Luigi Cremona. Svista, dimenticanza, o altro…
Raspelli, con tutto il rispetto, mi pare più abile di penna che di palato, lo vedo più nelle “Vecchie Glorie”.
Ossequi. Sararlo
novembre 10th, 2005 at 14:50
>>[...] Dimenticato qualcuno?
Beh…supponendo che chi non è gay sia etero, mancherebbe almeno un rappresentante bisex
novembre 10th, 2005 at 14:50
Comunque, al di là delle battute e dei calembour, ed esclusi ovviamente i gentlemen writer, mi pare che l’innovazione più significativa, nel settore, sia stata quella rappresentata da Camillo Langone.
Ti fa volare di fantasia e piacevolezza anche oltre la dimensione palato.
Sarà perchè, forse, tra i suoi colleghi è quello arrivato per ultimo nel gastromondo e, comunque, nel suo operare quotidiano, la gastronomia rappresenta tuttora una parte e non il tutto del suo vergar di penna.
Chapeau. Sararlo.
novembre 10th, 2005 at 14:51
Eh … ancora una volta concordo con il Sararlo.
Beh che dire. Trovarsi affiancato a certi nomi fa rabbrividire. Mi pare addirittura blasfemo.
Il metodo migliore ? Forse un capoverso che sintetizzi l’esperienza vissuta, il locale, il tipo di cucina, le emozioni. Un “tronco” centrale con ampio spazio alla descrizione dei piatti e del corredo, una conclusione che tiri le fila. Il tutto in una cartella.
novembre 10th, 2005 at 14:53
Il potere dei vorticosi posti internet … concordo con Sararlo sul primo post … meno sul secondo.
novembre 10th, 2005 at 15:02
grazie
però io vorrei anche la precisazione dei gusti sessuali degli altri nove, io sono per always gnocca, cotta, cruda, marinata, ma lo stesso trovo offensivo quel gay, perché non impotente per uno o pedofilo o infedele e così via?
e perché non estenderlo anche ai ristoratori e ai titolari di blog?
e i lettori?
novembre 10th, 2005 at 15:27
Io sono profondamente e sensibilmente interessato a tutte le forme di gnocca esistenti sulla faccia della terra.
novembre 10th, 2005 at 15:29
Oltre che un grande estimatore di Paolo Marchi … ovviamente non dal punto di vista sessuale si intende !
novembre 10th, 2005 at 15:40
Concordo in toto con l’incipit di Paolo Marchi, la cui caratteristica, ed è il motivo per cui lo leggo sin dall’inizio, è di come sappia trasmettere la gioia dello stare ad una tavola, del gustare di un piatto o di un’atmosfera.
Ricordo di lui la descrizione del cyber egg, laddove “lingua e palato si incontrano felici” nel far esplodere il “palloncino” divenuto simbolo della cucina di Davide Scabin, o altri neologismi divenuti un classico, dal Mozart dei Fornelli affibbiato ad un ancora bistellato Massi Alajmo al Baby sommelier di un giovane Scarpitti all’esordio per i tavoli di Aimolandia.
Più che altro, trovo che il Topic di Massimo Bernardi può essere interessante per un altro spunto, ossia le tre ere che adesso si stanno confrontando nel gastromondo.
Da un lato i Capitani di lungo corso, quelli cioè che da qualche lustro si guadagnano la pagnotta nel settore: dai Raspelli, ai Paolini, Bonilli, etc.; Paolo Marchi lo vedo in bilico con la seconda era, quella dei Colonnelli, che, comunque, si è palesata sopratutto nell’ultimo lustro, quando è diventato Cheap occuparsi di Maccheronica & derivati, ecco allora I Langone, Lady Baresani e un nutrito manipolo di altri che, vuoi dalle rubriche ebdomadarie della stampa quotidiana, come dal continuo fiorire di pubblicazioni di settore, vergano di timballi e sautè.
Poi vi sono i baby boomers, che a me piace definire i Gentleman Writers, ovvero personaggi come JFSebastian, Fiorillo, Cauzzi e tutti coloro che (occupati quotidianamente in tuttaltro), con entusiasmo e talento più o meno brillante, si cimentano, grazie ad internet, nella discettazione delle loro impenitenti cavalcate per tavole stellari, paludate o in progress.
Ecco, a mio avviso, questo potrebbe essere un interessante tema di confronto.
Abolite le gabbie, i filtri redazionali per esplicitare di Gourmet spirit, quale potrà essere il confronto tra i Professionisti di penne e pennette e i Gentleman drivers (pardon, volevo dire writers) di calice e forchetta?
Saluti Gourmand. Sararlo.
novembre 10th, 2005 at 15:53
Per tale sublime nazionale propongo una divisa.
questa: http://www.rammsteinshop.de/catalog/product_info.php?cPath=23_30&products_id=93
novembre 10th, 2005 at 16:19
Non ho capito perché mi avete escluso dall’elenco…
novembre 10th, 2005 at 16:42
Tommy, sei geloso/invidioso perché io sto sotto EdoRaspelli e tu in compagnia di Cremona e Mura?
vuoi far cambio?
novembre 10th, 2005 at 17:15
Paolo, ti dico io come è andata.
Quel mefistofelico di M.B. voleva buttare un ballon d’essai per verificare il tasso di penetrazione del suo Blog nei diversi settori “di ascolto”, ecco allora che ha pescato alcuni nomi di voi Penne d’Autore, escludendone artatamente alcune, ha messo qualche “figurina” internazionale e ha tappato la rosa con qualcuno dei gentleman writers, poi, tanto per divertirsi e scatenare la bagarre, si è fermato a 10 per godersi lo spettacolo a chi assegnare la maglia di Gigi Riva o, tanto per stare nella tua interistitudine, di Mariolino Corso.
Saluti riveriani. Sararlo.
novembre 10th, 2005 at 18:01
…Gentlemen writers è veramente divertente.
L.
novembre 10th, 2005 at 18:38
Sì, vedi, negli anni ‘50 c’erano i Gentleman Drivers, che, cum loro pecunia, correvano per monti e valli a dilettarsi di Ferrari e MilleMiglia.
Poscia, negli anni ‘70, i loro figli derapavano di sterrati tra HF e 124 Abarth.
Nel terzo millennio, i tempi cambiano, i nipoti vanno, semper cum loro pecunia, di controsterzo tra Seppie e Trippe descrivendo le loro gesta in locali in cui al Passo della Futa è subentrato il passo alato di Massimiliano Alajmo e in quel di Brescia la bandiera a scacchi te la agita su trivassoio caseoso Philippe Leveillè.
Gentleman Writers, per l’appunto.
Penna Carbonara.Sararlo.
novembre 10th, 2005 at 18:46
Penna Carbonara un par de ciufoli … Tu sei il primo dei gentlemen Writers ! Molti novizi e giovin pischelli come me si sono ispirati al talentuoso ed “anziano” Sararlo …
novembre 10th, 2005 at 19:15
Vabbè Alberto, grazie, vorrà dire che lunedì sera … ti offrirò un Prosecco [ma un calice solo, però
].
Ciao. Sararlo.
novembre 10th, 2005 at 19:39
Anziano?
PS: di come dovrebbero essere le rece della guida non affollatevi a parlare, mi raccomando…
novembre 10th, 2005 at 22:16
eh,sì
vabbè cremona e mura, ci mancherebbe,
ma manca proprio sararlo, manca …
novembre 11th, 2005 at 00:27
sararlo?…un vate?…..mizzecca divento rosso milanista al pensier di averlo avuto(frettolosamente) al desco(non veronese)…
salut
novembre 11th, 2005 at 09:00
Per Massimo.
Credo che il tuo assist x discettare di menabò guidaroli sul Blog non sia, al momento, arrivato ancora alla frollatura giusta.
Ritengo che i modi e i tempi siano più consoni in base al tour parallelo che hai innescato via mail un mese fa.
Peperosità . Sararlo.
novembre 11th, 2005 at 10:40
Un’idea sulle rece per il futuro potrebbe essere una critica da giornalista e una da un addetto ai lavori(Chef Maitre o Sommelier)i primi dicono la sensazione dal punto di vista del consumatore, i secondi potrebbero eccepire sulle varie tecniche.
Sovente mi capita di vedere imperfezioni anche in locali blasonati,dove la tecnica di base dovrebbe essere scontata.
In tecnica va inclusa la preparazione in cucina, la presentazione della sala e lo svolgimento del servizio.
Non sparate sul pianista …è solo un idea