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Hot or Not: i consumi alimentari

HOT OR NOT
La corrente ossessione è risparmiare, altro che ristoranti pieni e telefonini al quadrato. Lo certifica il preoccupato “Rapporto sui consumi alimentari in Italia” dell’Ismea: – 10% negli ultimi 4 anni. I ricarichi produttore-consumatore sarebbero un filo esagerati: 400% di media, 1000% sulle carote, nel loro piccolo. Un unico grido, allarme…allarme, epperò alcuni prodotti tengono, sono quelli che il rapportone dell’ISMEA definisce TRAINANTI e Peperosso, più sobriamente: HOT! Cereali a colazione come da Starbucks, e i più mediterranei pasta e olio, ma solo se extra vergine. Surgelati e pasta fresca, idolatrati da single e forzati della pausa prnazo, come pure gli yogurth che fanno chic ma non impegnano. Anche il vino, ma deve essere DOC. Poi, come si fa con i divi della tivvù, ISMEA misura la popolarità degli alimenti. Continuano a farci simpatia il pane, che però cala nei consumi del 3%, i salumi e i formaggi: cotto crudo e mortadella le ossessioni, mentre le Paris Hilton della frutta sono mele e banane. Al pomodoro il record di ortaggio più amato dagli italiani non glielo toglie nessuno. Peccato solo che il consumo di ortofrutta sia calato in 5 anni di un rotondo 17%. Così la prossima volta imparate a fidarvi del “Listino del Melone” di Peperosso, si insomma… il MIB30 di frutta-e-verdura. La corrente ossessione è risparmiare, altro che ristoranti pieni e telefonini al quadrato. Sostiene l’ISMEA che per comprare l’11% in meno di vini e spumanti abbiamo speso il 5% in più, con prezzi in aumento del 17% rispetto al 2000. Dobbiamo aggiungere altro? E di sicuro finiremo per odiare frutta e ortaggi, sempre loro!, da 6 milioni e mezzo di tonnellate siamo passati ai 5,4 milioni. In ribasso la moda apparentemente immortale degli short primordiali di Silvana Magano: il riso è davvero amaro: – 4%. A schifare i derivati del pane così come gli oli e i grassi dovrebbero essere gli integralisti della dieta, quelli che il burro sulla fetta di pane caldo nemmeno a colazione, nemmeno una volta all’anno [se provassero quello di Beppino Ocelli invece...]. Per le stesse dietetiche ragioni probabilmente, male anche il latte e i suoi derivati [citazione facile], formaggi compresi. In tempi di seconda Repubblica non esistono più i partiti del pesce [-9%] e della carne [-10%] cancellati da un esercito trasversale. Quello delle persone che vanno di fretta, che tra frettolosi panini, e svigorite insalate, del pesce e della carne conservano solo un sommario ricordo. Tempo e denaro: chi glielo dice al Cavaliere che sono queste le cose che vogliono gli italiani. E non dei fottuti diritti in chiaro della serie A!

[IlSole24ore, PEperosso, TGcom]

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lug  05
30
alle 02:26
da massimo

Ultimo commento:

di B il 01/1/70

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10 Commenti to “Hot or Not: i consumi alimentari”

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