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Dove vanno i foodblogger: la cuoca [Il Cavoletto di Bruxelles] e la cuoca macrobiotica [La Cuoca Petulante] si abbattono sull’Ape Piera. Racconto illustrato

nullComincia tutto un giorno di novembre verso ora di pranzo, con Il Cavoletto di Bruxelles e La Cuoca Petulante che s’incontrano, per la prima volta in vita loro, a Porta Genova, Milano. Segue una piccola passeggiata, diciamo per aprirsi l’appetito [in realtà Petula non aveva fatto i compiti così abbiamo girato a casaccio fra i navigli] e infine, dopo mezz’oretta di tortura che i tacchi 8cm di cavoletto ricordano bene, la giallissima insegna de L’Ape Piera e la mezza tentazione di buttarsi a riprendere fiato fra le candide margherite che ornano l’ingresso.

nullDi fronte ai colori arancio e verde e al sorriso di Nicola Cavallaro le due food blogger si sono sentite subito ristorate e hanno cominciato a tormentare il povero cuoco costringendolo a farle scorrazzare con le loro fotocamere per la cucina, a sollevare coperchi e aprire il forno dove sostavano i suoi meravigliosi grissini. Una pazienza infinita visto che il cuoco in preda alle coliche aveva gli stessi toni verdognoli delle pareti. Legate alle sedie hanno poi apprezzato il silenzio quasi irreale in una Milano di solito fracassona e un menu degno di inchini e riverenze.

I proprietari, probabilmente sollevati dal fatto che le due monelle si fossero finalmente sedute, ci portano due calici di champagne, mentre in cucina Nicola si starà grattando la testa [vi ricordo che abbiamo una macrobiotica a tavola!]. Intanto arriva l’antipasto, una girandola di crudi cavallariani, meravigliosi per freschezza, colori e – soprattutto – sapori: da sballo totale i gamberi rossi sconditi (!!!) con mango e cetriolo, very good la tartare di tonno e terribilmente smooth il bicchierino di latte di mandorle in abbinamento. Quanto basta per innamorarsi.

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nullLa genialità di Nicola può andare incontro anche a una macrobiotica che ha divorato una fantastica pasta aglio, olio e peperoncino, un baccalà mantecato con crema di peperoni [condito poi con l'olio di Lorenzo Pianogrillo] e soprattuto uno strudel con le castagne buono quasi come quello della mia mamma trentina doc… senza gelato. Ripiene come tacchini le nostre due foodblogger hanno poi ripreso la strada del ritorno in stato di grazia su un vecchio e legnosissimo tram milanese. Insomma, bel posto, bel pranzo, con anche un pensierino commosso per il cuoco, che è andato a riposare subito i suoi reni affatticati, e per la petulante che se ne è dovuta tornare in ufficio.

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nov  05
8
alle 08:30
da massimo

Ultimo commento:

di Sandra "Foodblogger"Un tocco di zenzero il 01/1/70

Avrei voluto esserci anche io, con le "due Monelle" !! ;-)
sarà stato un pranzo molto divertente...


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9 Commenti to “Dove vanno i foodblogger: la cuoca [Il Cavoletto di Bruxelles] e la cuoca macrobiotica [La Cuoca Petulante] si abbattono sull’Ape Piera. Racconto illustrato”

  1. michele dice:

    Per adesso Nicola ha fatto centro tre volte su tre…
    Per la quarta aspetto Lorenzo ;-)

  2. Anonimo dice:

    Marziano, Alberto Cauzzi, come puoi leggere nel post sopra a questo ha speso 38 euro per un bel menù. Era a pranzo. Non credo che la sera le cose cambino “drammaticamente”.

  3. liloniadriano dice:

    ma…vizzari non c’era?…:-))

  4. Lorenzo di Pianogrillo dice:

    Si ma con le “due monelle” sarebbe stato molto più divertente,immagino. Sembrano ben rappresentare la sezione femminile dei foodbloggers…Insomma molto carine.
    (Io , di contro, temo di rappresentare al peggio la sezione maschile…con quest’ultima uscita, ma tant’è…)

    Ps. qualcuno faccia qualcosa per Adriano Liloni. :-)

  5. Alececco dice:

    Vedere le pareti di verde, ma sempre quel simbolo identico al passato, mi fa un filo commuovere. Ho lavorato come sommelier per più di un anno in quel ristorante nella prima gestione, ultima fase…poi è passato in altre mani per approdare a queste, che finalmente, mi sembrano bel salde.
    Per me è stata un esperienza unica dal punto di vista professionale ed umano e mi fa molto piacere che il ristorante sia risorto. Faccio loro un grandissimo in bocca al lupo…magari, prossimamente, con i vecchio, primi, cuochi, facciamo un salto a mangiare molto volentieri

  6. marziano dice:

    si vabbè ma ditemi quanto si spende più o meno la sera (presto che ci voglio andare stasera!!!)

  7. kitchenstories dice:

    le cose cambiano vorrei dire “sensibilmente” tra i 38 e i 65 euri dei ns menu degustazione. più i vini. nel tasting per il resto grazie della considerazione. nicola

  8. marziano dice:

    grazie delle info! purtroppo però la dolce compagnia (langone insegna) mi ha dato buca e mangiare da soli non va bene anche perché io non sono mica un critico ma solo un curioso appassionato a tutto ciò che è buono.

  9. Sandra "Foodblogger"Un tocco di zenzero dice:

    Avrei voluto esserci anche io, con le “due Monelle” !! ;-)
    sarà stato un pranzo molto divertente, tra un flash e l’altro…
    e il Cavallaro molto felice di avere due api regine svolazzanti in cucina!! @ @
    La prossima volta estendete l’invito.. Un nugolo di apette in giro per la cucina!!
    Io propongo Torino, come sede dell’evento..Anche se sono fuori mano, vero caro massimo??!!!

    Bravi,bravi, bravi!!!

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