Super Size Me e l’amatriciana di Ghiselli

Insomma, da che parte state? Con Super Size Me o contro? E cioè: sinistra [visto che succede a mandare i vostri bimbi da McDonald's?] o destra [bella forza, un mese da Cracco-Peck avrebbe lo stesso effetto.] Invece di chiarire gli esperti confondono. Andrea Ghiselli per dire. Su Repubblica, l’anticonformista ricercatore dell’INRAN, definiva una sciocchezza l’esperimento di Morgan Spurlock – regista di Super Size Me – sostenendo che “mangiare tutti i giorni un hamburger, anche se non formato maxi, ha gli stessi effetti che mangiare tutti i giorni una pasta all’amatriciana”. E rilanciava: “Una delle cose più gravi per l’alimentazione è dire che “quel cibo fa bene” mentre “quello fa male”. Quando si dice la combinazione. Proprio oggi la casella postale di Peperosso ha ricevuto un messaggio che riguarda Ghiselli:
Caro Peperosso: Da un nutrizionista come Ghiselli ci saremmo aspettati qualcosa di diverso. Perché continuare a dire che non ci sono cibi che fanno male e cibi che fanno bene? Non aiuta i lettori a fare scelte consapevoli e aumenta la confusione. Bisogna dirlo che certe scelte vanno evitate. Non vorrei, Peperosso, che le controverse opinioni di Ghiselli fossero un mezzuccio per farsi notare. Proprio ora che esce il suo nuovo libro, intitolato, guarda caso, "La Nuova Dieta Mediterranea".
E noi ingenui, che volevamo chiedere a Ghiselli se l’amatriciana potevamo mangiarla in santa pace…
[ Super Size Me, Repubblica.it, INRAN, Alice.it. Immagine: Il blog di Claudio Caprara ] via: Il Forno
da massimo
Ultimo commento:
di Francesco Murano il 01/1/70
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aprile 11th, 2005 at 15:14
Uno degli aspetti che Ghiselli non considera, e che rendono Supersize me significante é che negli USA c’é un bel numero di consumatori abituali di fast food che mangiano hamburger e patatine almeno ogni due giorni. Forse prima di parlare Ghiselli avrebbe dovuto a) vedere il film b) informarsi meglio sui costumi dietetici di una parte della popolazione americana.
P.S. nell’articolo ghiselli parla di pasta e fagioli non di amatriciana
aprile 11th, 2005 at 17:22
Ghiselli da Repubblica: “Mah, ognuno fa quel che gli pare: mangiare tutti i giorni un hamburger, anche se non formato maxi, ha gli stessi effetti che mangiare tutti i giorni una pasta all’amatriciana”.
Da cultori del genere non potevamo esserci sbagliati
Massimo
aprile 11th, 2005 at 23:17
Chiedo venia, ma mi ero fermato, in preda alla delusione e all’incredulità prima dell’ultima riga dell’articolo (che parla poco prima di pasta e fagioli).
).
Espierò le mie pene seguendo una dieta stretta di Amatriciana a pranzo e pasta e fagioli a cena… per un mese
aprile 12th, 2005 at 12:02
Il fatto è che bisogna ragionare in generale e non in particolare. Il caso americano è chiaramente emblematico, tuttavia il film ha indubbiamente una valenza più universale ed è questa che va condannata, nel senso che bisogna condannare il fatto di voler proibire alcuni alimenti. Dice bene Ghiselli quando dice che nessun alimento è da condannare, semmai bisogna condannare l’uso che se ne fa. Non fa male un panino da McDonald ogni tanto, abbinato ad una dieta regolare. FA male abbinato ad una dietta irregolare, allora il male è la dieta irregolare (a prescindere da McDonald e amatriciane) non il panino.
aprile 13th, 2005 at 15:58
Il messaggio “Varietà, moderazione” è proposto anche nelle Linee Guida per una corretta alimentazione per la popolazione italiana (revisione 2003). Cosa significa? solo una alimentazione variata -si scrive-garantisce un apporto equilibrato di nutrienti e al tempo stesso si evita di ingerire sostanze che in eccesso possono essere dannose.
Gli stessi messaggi vengono proposti anche da linee guida di altri stati compresi gli USA..
Mi vengono in mente le parole di Marion Nestle, nutrizionista statunitense che dal suo libro accusa contro le multinazionali dell’agroalimentare “Food Politics” scrive: “Many of the nutritionist find easier to take the innocuous balance,variety, moderation approach to dietary advice than to face the consequences of saying “choose this over that” or just eat less.
io la penso proprio come lei..
aprile 17th, 2005 at 09:35
Credo che il primo commento abbia centrato il punto, e tuttavia credo anche che il discorso meriti di essere generalizzato ed astratto dalle risultanze concrete (cioè, dalle abitudini alimentari degli americani). Il fatto è che il fast food tende a diventare uno stile di vita (o a farne parte, il che è lo stesso dal punto di vista dei risultati), certe esagerazioni della nostra dieta (l’amatriciana, ad esempio) no. O comunque, molto meno.
aprile 18th, 2005 at 12:56
Ghiselli ha dannatamente ragione. Potete anche non credermi ma ho mangiato per mesi regolarmente da Mc Donald (zona Cinecittà e Tuscolana)scegliendo comunque con oculatezza, rifiutando ad esempio le patatine e sono dimagrito (facendo però sport) oltre dieci chili. Chili che sto riprendendo adesso che mangio nei ristoranti classici (… non sono più single e non ho più l’età per portare la mia Signora in luoghi gastronomicamente poco dignitosi). Vorrei rassicurare anche gli spettatori non vegetariani (… o peggio vegetaliani) di Oversize Me perchè le mie prestazioni non ne hanno sofferto minimamente… anzi (ma qui vengo trascinato nello stesso cattivo gusto sfoderato nel film). Abbracci maccheronici.