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	<title>Commenti a: Lettera aperta ad Alberto Cauzzi sopra i criteri di valutazione dei ristoranti</title>
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		<title>Di: muccapazza28</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21040</link>
		<dc:creator>muccapazza28</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>...Scusa ciccino Bernardi ma leggendo questa lettera mi è sorto qualche dubbio....&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché hai pubblicato la recensione di Cauzzi se non condividevi il criterio di valutazione adottato?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come pensi di gestire la prossima, futura, possibile, bho, chissà, guida dei ristoranti di Peperosso?&lt;br /&gt;
Sono previsti rimborsi spesa o è tutto a gratis per l&#039;onore di Peperosso?&lt;br /&gt;
Se c&#039;è il rimborso spesa ti fornisco una mailing list di aspiranti gastronomi riluttanti...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mucca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Scusa ciccino Bernardi ma leggendo questa lettera mi è sorto qualche dubbio&#8230;.</p>
<p>Perché hai pubblicato la recensione di Cauzzi se non condividevi il criterio di valutazione adottato?</p>
<p>Come pensi di gestire la prossima, futura, possibile, bho, chissà, guida dei ristoranti di Peperosso?<br />
Sono previsti rimborsi spesa o è tutto a gratis per l&#8217;onore di Peperosso?<br />
Se c&#8217;è il rimborso spesa ti fornisco una mailing list di aspiranti gastronomi riluttanti&#8230;</p>
<p>Mucca</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21041</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Che vuoi che mi metta a fare il caporedattore? E poi mi piace discutere... un po&#039; si capisce, vero? Per la la prossima, futura, possibile, bho, chissà, guida ai ristoranti... sangue-sudore-e-lacrime, Mucca :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che vuoi che mi metta a fare il caporedattore? E poi mi piace discutere&#8230; un po&#8217; si capisce, vero? Per la la prossima, futura, possibile, bho, chissà, guida ai ristoranti&#8230; sangue-sudore-e-lacrime, Mucca <img src='http://www.peperosso.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alberto cauzzi</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21042</link>
		<dc:creator>alberto cauzzi</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Massimo,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti ringrazio per l’opportunità che mi dai e mi concentro prevalentemente sul punto principale della tua lettera aperta: Il punteggio. Lo definirei un male necessario.&lt;br /&gt;
Forse, quando recensiamo un ristorante, riusciamo a trasferire le nostre emozioni, negative o positive, attraverso il racconto dettagliato di una visita. Forse questo è il metodo migliore, soprattutto tra semplici appassionati quali noi siamo. Ognuno poi legge e si fa la sua opinione, appiccica la sua coccarda, i suoi cappelli, le sue forchette magari (meglio) dopo una visita di persona. Molto difficile e complesso dare un punteggio, stabilire un criterio. Vero quello che dice Paolo Marchi, ogni punteggio è frutto dell’opinione del o dei visitatori, è altrettanto vero però che nel momento in cui classifico tutto ciò assume un’importanza elevata e diventa carico di responsabilità. Un fardello molto pesante che è bene sempre tener presente. Responsabilità verso chi ti legge ed ascolta, responsabilità verso il ristoratore giudicato che sta cercando di campare su questo lavoro, responsabilità per il semplice motivo che si sta fornendo un’informazione pubblica che, per definizione, deve essere la più pura ed obbiettiva possibile.&lt;br /&gt;
Ciò premesso, vivendo in un mondo di classifiche, alla fine bisogna optare per il “male minore”. E’ necessaria una forma di Rating. Un sunto. Un metodo veloce e semplice per decidere. Si ma esiste un metodo veloce e semplice ? Ora sono convinto : non esiste. Purtroppo la struttura di giudizio deve essere articolata e comprendere più voci. No, non concordo con la tua visione che la cantina non è importante. Per molti appassionati è fondamentale. Molti prediligono bere bene ed utilizzare il cibo come semplice accompagnamento. Molti desiderano invece gustare una cucina ricercata ed innovativa ed accompagnano (Marchesi docet) con acqua minerale il sontuoso pasto. Molti stanno in mezzo a queste due posizioni. Tra l’altro è anche corretto premiare (non eccessivamente) i ristoratori che ti fanno trovare straordinarie bottiglie in perfetto stato di conservazione da poter degustare con il giusto accompagnamento. Quindi è giusto che i vini al ristorante abbiano un ricarico (l’importante è non eccedere).&lt;br /&gt;
Per concludere il miglior sistema di valutazione è, a mio avviso, quello del Gambero Rosso. Loro hanno trovato il corretto sistema di interpretazione. Da quello dovremmo prendere spunto per magari evolverlo, ampliarlo. Credo che sia anche il più “democratico”, Cioè quello che considera ed evidenzia tutte le voci importanti nella valutazione di un ristorante. Il servizio, l’ambiente, la cucina, La cantina. Dando molto più peso alla cucina (la metà o più del voto complessivo) e il giusto peso alle altre voci. Alla fine il sunto, in centesimi, ma anche lo spaccato. Io, che per anni ho privilegiato la cucina, visitavo i ristoranti che avevano più di 50 e me ne fregavo che la cantina avesse, che ne so 14 o 15 invece di 18. Da Pinchiorri non si mangia altrettanto bene come da Pierangelini (per fare un esempio) ma la cantina del primo è superiore. E questo si evince chiaramente dal sistema di valutazione adottato. Mi chiederai ma perché non hai utilizzato quel metodo invece dei ventesimi alla Espresso/Raspelli ? Semplicemente perché in questo modo l’unico parametro da valutare è la cucina. E’ a mio avviso più semplice. Tra l’altro i vari Raspelli/Espresso credo che abbiamo optato per questa ipotesi semplicemente per scelta editoriale e/o necessità di differenziazione e non sicuramente per altri motivi. Per un semplice appassionato come me appariva più semplice valutare un unico parametro : la cucina e le emozioni provate nel degustare i piatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PS Per la futura probabile/forse guida di Peperosso ho un paio di amici molto competenti e preparati (che tra l’altro spesso sono con me a cena) che si aggregherebbero di corsa ! Ok ?&lt;br /&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Massimo,</p>
<p>Ti ringrazio per l’opportunità che mi dai e mi concentro prevalentemente sul punto principale della tua lettera aperta: Il punteggio. Lo definirei un male necessario.<br />
Forse, quando recensiamo un ristorante, riusciamo a trasferire le nostre emozioni, negative o positive, attraverso il racconto dettagliato di una visita. Forse questo è il metodo migliore, soprattutto tra semplici appassionati quali noi siamo. Ognuno poi legge e si fa la sua opinione, appiccica la sua coccarda, i suoi cappelli, le sue forchette magari (meglio) dopo una visita di persona. Molto difficile e complesso dare un punteggio, stabilire un criterio. Vero quello che dice Paolo Marchi, ogni punteggio è frutto dell’opinione del o dei visitatori, è altrettanto vero però che nel momento in cui classifico tutto ciò assume un’importanza elevata e diventa carico di responsabilità. Un fardello molto pesante che è bene sempre tener presente. Responsabilità verso chi ti legge ed ascolta, responsabilità verso il ristoratore giudicato che sta cercando di campare su questo lavoro, responsabilità per il semplice motivo che si sta fornendo un’informazione pubblica che, per definizione, deve essere la più pura ed obbiettiva possibile.<br />
Ciò premesso, vivendo in un mondo di classifiche, alla fine bisogna optare per il “male minore”. E’ necessaria una forma di Rating. Un sunto. Un metodo veloce e semplice per decidere. Si ma esiste un metodo veloce e semplice ? Ora sono convinto : non esiste. Purtroppo la struttura di giudizio deve essere articolata e comprendere più voci. No, non concordo con la tua visione che la cantina non è importante. Per molti appassionati è fondamentale. Molti prediligono bere bene ed utilizzare il cibo come semplice accompagnamento. Molti desiderano invece gustare una cucina ricercata ed innovativa ed accompagnano (Marchesi docet) con acqua minerale il sontuoso pasto. Molti stanno in mezzo a queste due posizioni. Tra l’altro è anche corretto premiare (non eccessivamente) i ristoratori che ti fanno trovare straordinarie bottiglie in perfetto stato di conservazione da poter degustare con il giusto accompagnamento. Quindi è giusto che i vini al ristorante abbiano un ricarico (l’importante è non eccedere).<br />
Per concludere il miglior sistema di valutazione è, a mio avviso, quello del Gambero Rosso. Loro hanno trovato il corretto sistema di interpretazione. Da quello dovremmo prendere spunto per magari evolverlo, ampliarlo. Credo che sia anche il più “democratico”, Cioè quello che considera ed evidenzia tutte le voci importanti nella valutazione di un ristorante. Il servizio, l’ambiente, la cucina, La cantina. Dando molto più peso alla cucina (la metà o più del voto complessivo) e il giusto peso alle altre voci. Alla fine il sunto, in centesimi, ma anche lo spaccato. Io, che per anni ho privilegiato la cucina, visitavo i ristoranti che avevano più di 50 e me ne fregavo che la cantina avesse, che ne so 14 o 15 invece di 18. Da Pinchiorri non si mangia altrettanto bene come da Pierangelini (per fare un esempio) ma la cantina del primo è superiore. E questo si evince chiaramente dal sistema di valutazione adottato. Mi chiederai ma perché non hai utilizzato quel metodo invece dei ventesimi alla Espresso/Raspelli ? Semplicemente perché in questo modo l’unico parametro da valutare è la cucina. E’ a mio avviso più semplice. Tra l’altro i vari Raspelli/Espresso credo che abbiamo optato per questa ipotesi semplicemente per scelta editoriale e/o necessità di differenziazione e non sicuramente per altri motivi. Per un semplice appassionato come me appariva più semplice valutare un unico parametro : la cucina e le emozioni provate nel degustare i piatti.</p>
<p>PS Per la futura probabile/forse guida di Peperosso ho un paio di amici molto competenti e preparati (che tra l’altro spesso sono con me a cena) che si aggregherebbero di corsa ! Ok ?</p>
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	<item>
		<title>Di: alberto cauzzi</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21043</link>
		<dc:creator>alberto cauzzi</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caporedattore ? Ti vedo proprio bene sai ... My Boss !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caporedattore ? Ti vedo proprio bene sai &#8230; My Boss !</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alberto cauzzi</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21044</link>
		<dc:creator>alberto cauzzi</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>In che senso caro ... e non solo ? Ah Ah Ah</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In che senso caro &#8230; e non solo ? Ah Ah Ah</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: muccapazza28</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21045</link>
		<dc:creator>muccapazza28</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciccino Bernardi ti ringrazio per la tua allettante offerta ma a me non interessa fare guide gastronomiche. Trovo che le guide siano un sistema piuttosto arcaico per raccontare il mondo della ristorazione&lt;br /&gt;
e non mi stupirei se tra un paio d&#039;anni molte di queste smetteranno di essere pubblicate. &lt;br /&gt;
Certo, se il tuo sogno nel cassetto è quello di realizzare una guida mi sa che sia il caso di preoccuparti anche del lavoro di redazione o pensare a qualcuno che lo faccia per te ma il problema più grande &lt;br /&gt;
che ti troverai ad affrontare è la credibilità. &lt;br /&gt;
Una credibilità, che per il momento fai fatica ad ottenere in stile professionale sempre che tu non abbia intenzione di cambiare l&#039;impostazione di Peperosso. Purtroppo con le guide non è possibile esagerare, tantomeno scherzare e non mi stupirei dei commenti scherzosi da parte degli addetti ai settori fatti senza prendere in considerazione il progetto editoriale, anche se serio.  &lt;br /&gt;
Insomma, se vuoi conquistarti credibilità in vista di un futuro ed ipotetico lancio di guida gastronomica c&#039;è bisogno che sia tu in prima persona a parlare di ristoranti piuttosto che &quot;presunti?&quot; inviati speciali.....dimostrando&lt;br /&gt;
tutta la tua stoffa...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mucca&lt;br /&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciccino Bernardi ti ringrazio per la tua allettante offerta ma a me non interessa fare guide gastronomiche. Trovo che le guide siano un sistema piuttosto arcaico per raccontare il mondo della ristorazione<br />
e non mi stupirei se tra un paio d&#8217;anni molte di queste smetteranno di essere pubblicate. <br />
Certo, se il tuo sogno nel cassetto è quello di realizzare una guida mi sa che sia il caso di preoccuparti anche del lavoro di redazione o pensare a qualcuno che lo faccia per te ma il problema più grande <br />
che ti troverai ad affrontare è la credibilità. <br />
Una credibilità, che per il momento fai fatica ad ottenere in stile professionale sempre che tu non abbia intenzione di cambiare l&#8217;impostazione di Peperosso. Purtroppo con le guide non è possibile esagerare, tantomeno scherzare e non mi stupirei dei commenti scherzosi da parte degli addetti ai settori fatti senza prendere in considerazione il progetto editoriale, anche se serio.  <br />
Insomma, se vuoi conquistarti credibilità in vista di un futuro ed ipotetico lancio di guida gastronomica c&#8217;è bisogno che sia tu in prima persona a parlare di ristoranti piuttosto che &#8220;presunti?&#8221; inviati speciali&#8230;..dimostrando<br />
tutta la tua stoffa&#8230;</p>
<p>Mucca</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Massobrio</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21046</link>
		<dc:creator>Paolo Massobrio</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Bernardi,&lt;br /&gt;
condivido in generale le tue osservazioni sulla lettera ad Alberto 8soprattutto sulla cantina, che spesso non solo è faraonica, ma anche fotocopia) e preciso: L&#039;Ambasciata nelle mia guida è citata solo tra gli altri locali e non più recensita perchè la prova che feci non da &quot;invitato speciale&quot; , ma da consumatore qualunque è stata deprecabile. L&#039;ho raccontata su Papillon, stigamtizzando l&#039;imbarazzo di vedere uno del mio tavolo essere preso in giro davanti a tutti (atteggiamento eccessivamente confidenziale) per il solo fatto che aveva chiesto un risotto carnaroli. Ora, ho tolto il ristorante tra i &quot;titolari&quot; perchè ciò che è capitato al sottoscritto può, in teoria, capitare anche ad altri. (Agli invitati speciali no, non c&#039;è pericolo, loro si divertono a crepapelle, mangiano... e chissà se pagano). La frase incriminata da te, è dunque la sintesi di quanto accaduto, che non mi sembra giusto dover ripetere o riordare come un condanna ad ogni edizione della guida, essendo stato un epidodio circoscritto accaduto quell&#039;anno in un ristorante pur buono, che ci ha fatto andare i piatti di traverso. Succede, a chi ha impostato il locale sulla confidenza, e a volte eccede. Tanto ti dovevo, per chiarezza. Complimenti per tutto. Paolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Bernardi,<br />
condivido in generale le tue osservazioni sulla lettera ad Alberto 8soprattutto sulla cantina, che spesso non solo è faraonica, ma anche fotocopia) e preciso: L&#8217;Ambasciata nelle mia guida è citata solo tra gli altri locali e non più recensita perchè la prova che feci non da &#8220;invitato speciale&#8221; , ma da consumatore qualunque è stata deprecabile. L&#8217;ho raccontata su Papillon, stigamtizzando l&#8217;imbarazzo di vedere uno del mio tavolo essere preso in giro davanti a tutti (atteggiamento eccessivamente confidenziale) per il solo fatto che aveva chiesto un risotto carnaroli. Ora, ho tolto il ristorante tra i &#8220;titolari&#8221; perchè ciò che è capitato al sottoscritto può, in teoria, capitare anche ad altri. (Agli invitati speciali no, non c&#8217;è pericolo, loro si divertono a crepapelle, mangiano&#8230; e chissà se pagano). La frase incriminata da te, è dunque la sintesi di quanto accaduto, che non mi sembra giusto dover ripetere o riordare come un condanna ad ogni edizione della guida, essendo stato un epidodio circoscritto accaduto quell&#8217;anno in un ristorante pur buono, che ci ha fatto andare i piatti di traverso. Succede, a chi ha impostato il locale sulla confidenza, e a volte eccede. Tanto ti dovevo, per chiarezza. Complimenti per tutto. Paolo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo marchi</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21047</link>
		<dc:creator>paolo marchi</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>in attesa di intasare anche io il mercato con la mia guida, ricordo che, leggenda vuole, il voto in ventesimo nacque per merito di Gault e Millau che all&#039;inizio della loro splendida avventura visitavano un certo posto, assieme o separati non è questo il punto, immagino come capitava, e poi ognuno dava il suo voto in decimi che, sommati, formavano il tanmto celebrato e copiato ventesimo. tra l&#039;altro il ventesimo è molto più flessibile del decimo e poi suona meglio un 13,5 di un 6,75. rafael garcia santos (mejor de la gastronomia) procede per decimi, penso per estremizzare il fatto che la guida è la sua e non di un team&lt;br /&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in attesa di intasare anche io il mercato con la mia guida, ricordo che, leggenda vuole, il voto in ventesimo nacque per merito di Gault e Millau che all&#8217;inizio della loro splendida avventura visitavano un certo posto, assieme o separati non è questo il punto, immagino come capitava, e poi ognuno dava il suo voto in decimi che, sommati, formavano il tanmto celebrato e copiato ventesimo. tra l&#8217;altro il ventesimo è molto più flessibile del decimo e poi suona meglio un 13,5 di un 6,75. rafael garcia santos (mejor de la gastronomia) procede per decimi, penso per estremizzare il fatto che la guida è la sua e non di un team</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21048</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">#comment-21048</guid>
		<description>URKA!!! Non pensavo, giuro, non pensavo proprio che Paolo Massobrio, uno che sul vino ha costruito la sua ultrameritata reputazione potesse condividere le mie osservazioni &quot;SOPRATTUTTO SULLA CANTINA&quot;. Che nella lettera aperta indirizzata a te, Alberto, auspicavo non faraonica, in modo che i costi di stoccaggio non ricadessero pesantemente sul conto finale. Vedi che piacevoli sorprese capitano se provi a ragionare, almeno un po&#039;, fuori dagli schemi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>URKA!!! Non pensavo, giuro, non pensavo proprio che Paolo Massobrio, uno che sul vino ha costruito la sua ultrameritata reputazione potesse condividere le mie osservazioni &#8220;SOPRATTUTTO SULLA CANTINA&#8221;. Che nella lettera aperta indirizzata a te, Alberto, auspicavo non faraonica, in modo che i costi di stoccaggio non ricadessero pesantemente sul conto finale. Vedi che piacevoli sorprese capitano se provi a ragionare, almeno un po&#8217;, fuori dagli schemi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alberto cauzzi</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2005/lettera_aperta_ad_alberto_cauzzi_sopra_i/comment-page-1/#comment-21049</link>
		<dc:creator>alberto cauzzi</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">#comment-21049</guid>
		<description>Certo Massimo ma, perdonami, quanti hanno la cantina &quot;faraonica&quot; tanto decantata ? Credo che possiamo contarli sulle dita di qualche mano (forse non 2 ma 3 al massimo). Alcuni &quot;triforchettati&quot; hanno cantine soddisfacenti ma non certo &quot;faraoniche&quot;. Detto ciò se ho la possibilità, al GIUSTO PREZZO (ed in questo Paolo Massobrio potrebbe esserci d&#039;aiuto), di disporre di una cantina ben conservata, con discreta profondità non è male !&lt;br /&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo Massimo ma, perdonami, quanti hanno la cantina &#8220;faraonica&#8221; tanto decantata ? Credo che possiamo contarli sulle dita di qualche mano (forse non 2 ma 3 al massimo). Alcuni &#8220;triforchettati&#8221; hanno cantine soddisfacenti ma non certo &#8220;faraoniche&#8221;. Detto ciò se ho la possibilità, al GIUSTO PREZZO (ed in questo Paolo Massobrio potrebbe esserci d&#8217;aiuto), di disporre di una cantina ben conservata, con discreta profondità non è male !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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