Malavolta Corporate! Mica cotiche
Società dai fatturati pazzeschi: 220 milioni di euro in Abruzzo, 46 milioni nel Lazio. Tutti congelati. Non nel senso di bloccati, che avete capito, ottenuti distribuendo congelati. Dalla Malavolta Corporate, appunto. Di cui non conoscevamo l’esistenza prima dell’OFFENSIVA MEDIATICA [agenzie, web, carta] scatenata dal rampollo della famiglia, Mario. Che ha avuto una bella pensata, Fresco, freschissimo, surgelato! [ricorda Ezio Greggio]. Tre inviti al ristorante in altrettante città italiane, Roma Napoli Milano [ricorda Stendhal], per assaggiare piatti preparati da grandi cuochi con prodotti… indovinate un po?, bravi: congelati. Uhm… non particolarmente eccitante, vero?
Spiega Malavolta: “Sono reputati funzionali ma poco adatti alla buona cucina, men che meno a quella gourmet e comunque, meno gustosi e saporiti dei prodotti freschi”. Sacrosanto, dove sarebbe l’errore? Continua Malavolta: “Ma ricerche merceologiche mirate hanno verificato che non è così e questa tesi verrà dimostrata sul campo”. Di “ricerche merceologiche mirate” ignoriamo forse anche il significato, ma continuiamo a credere che le verdure fresche siano preferibili.
Commoventi i tentativi di accreditare la versione del Malavolta da parte delle agenzie di stampa [qui l'Ansa].
Abbondano espressioni tipo: “campagna per la valorizzazione dei prodotti surgelati”, “aiuto alle donne che lavorano”, “gelo amico”, fino all’epocale: “più che un’attività imprenditoriale conservare nel tempo qualità e sapori è un’arte e una missione”. Bene. Il primo appuntamento si è svolto ieri nei giardini dell’Hotel De Russie, a Roma. A far da testimonial la consueta schiera di giornalisti [bboni quelli], esperti, nutrizionisti, personaggi della cultura, dello spettacolo e del mondo imprenditoriale. Capitanati da chi? Dall’ineffabile ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno. Che, da autodichiarato paladino della qualità , dovrebbe forse selezionare meglio gli inviti.
[Ansa]
da massimo
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