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Sfide: Muccapazza vs Camilla Baresani

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WOW! Sogno o son desto? La scheggia impazzita del gastro-web italiano contro l’autrice de L’imperfezione dell’amore, arrivato tra l’altro alla terza edizione?

MUCCAPAZZA28 — Salve Camilla, Ho letto che lei si dichiara estranea all’ambiente dei critici gastronomici, prende distanze assolute dalle fiere del gusto e dagli chef, permettendole una libertà di giudizio e sincerità che poi i suoi lettori apprezzano. Implicitamente, dal suo scritto, mi pare di capire che chi frequenti fiere e manifestazioni, chef e critici gastronomici non possa essere obiettivo con i propri lettori. Potrebbe fare i nomi dei critici gastronomici che secondo lei sono vincolati da presunte amicizie ed “affari” del gusto? Lei scrive per il sole 24 ore come Davide Paolini che a differenza di lei partecipa a qualsiasi evento gastronomico (o quasi). Ciò significa che quello che scrive sono tutte stronzate? Oppure si riferiva a qualcuno in particolare? Può fare i nomi? Solitamente odio chi spara nel gruppo prendendo delle posizioni da gatta morta. P.s. Come pensa di prendere le distanze da Ciccio Sultano quando tornerà per puro piacere Al Duomo? Si maschererà come faceva Ruth Reichl?

CAMILLA BARESANI — Egregio Signor Muccapazza 28, vedrò di rispondere alla sua lettera risentita. Anzitutto lo dico ancora una volta: non sono una critica gastronomica, sono una “scrittrice golosa” che ha scelto di raccontare l’Italia anche attraverso i ristoranti. Dal punto di vista di uno scrittore, i luoghi pubblici in cui si mangia sono un fenomenale spaccato della società e vi si possono cogliere gustosi dettagli di costume. Quando mi è stato proposto di collaborare al Domenicale del Sole 24ore, ho chiesto di scrivere di ristoranti, anche per evitare di recensire libri, attività cui si dedicano molti scrittori. Certo, a me piace leggere, ma non volevo subire pressioni sui romanzi da recensire né dagli scrittori, né dai direttori editoriali, né dai redattori e dagli uffici stampa. L’ambiente è piccolo e ci si conosce tutti, con alcuni si è in rapporti di stima e amicizia, con altri si rivaleggia e il giudizio ne risulta offuscato. E’ inevitabile, anche se non grave. Spinge ad avere un occhio di riguardo per i libri dell’editore con cui si sta lavorando – o al contrario ignorarli -, a schifare pregiudizievolmente i romanzi spinti da un ufficio stampa assillante, a mentire o essere reticenti sui libri scritti o tradotti dagli amici. Lei pensa che nell’ambiente gastronomico le cose possano andare diversamente?

Lei crede che se Aldo Grasso, un critico televisivo dal carattere spigoloso, fosse pappa e ciccia con Lucio Presta e Giorgio Gori e Maurizio Costanzo, potrebbe scrivere con la medesima lucidità? Bene, io faccio come Aldo Grasso. Sto per conto mio, al ristorante vado senza dichiararmi, pago il conto, non ricevo regali dai pr e dagli uffici stampa. Quanto a Davide Paolini: non l’ho mai incontrato, di lui conosco solo le cose che scrive sul Sole 24ore. Da quello che leggo, ogni domenica, ho constatato che più che di ristoranti si occupa di cibo, di quelli che chiama “giacimenti” – temi specifici legati alla cultura alimentare. Mi chiede di fare nomi: ma io non recensisco critici gastronomici, non è il mio mestiere! E riguardo al fare nomi: lo dice proprio lei, che si firma muccapazza28? Gatta – o mucca – morta sarà lei. Io ho un nome, un indirizzo, una faccia. Ultima cosa: di ristoranti scrivo poco, solo un paio di pezzi al mese (uno per il Domenicale e uno per Ventiquattro). Del ristorante di Ciccio Sultano ho già parlato. Se ci tornassi, sempre che lui o i suoi collaboratori mi riconoscano, non sarebbe certo per scriverne di nuovo. Mica faccio le guide gastronomiche, con le visite periodiche!

Tratto da: Il Forum di Camilla Baresani

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lug  05
28
alle 09:48
da massimo

Ultimo commento:

di liloniadriano il 01/1/70

soffro di eiaculazione precoce...smettete di parlare di fighette?.....:-) ah ah ah ah


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8 Commenti to “Sfide: Muccapazza vs Camilla Baresani”

  1. James P. Sullivan dice:

    Solo una nota in merito all’ira che coglie la Baresani nei confronti del presunto anonimato del suo interlocutore: bastano quattro cognizioni ELEMENTARI di uso della rete e dei motori di ricerca per trovare nome, cognome, indirizzo e attività dello “sconosciuto” muccapazza28. Nell’anno del Signore 2005, se si desidera utilizzare la rete come mezzo di comunicazione, è bene impararne le regole, così come è necessario, per scrivere, impratichirsi nella sintassi e nella ortografia.
    Ma la signora avrebbe la risposta pronta: Mica faccio il tecnico informatico.

  2. Fiorenzo dice:

    Oppure ti direbbe che pure tu usi uno pseudonimo. O farebbe una ricerca, per scoprire che tu sei il monster in person.

  3. James P. Sullivan dice:

    Vero :)

  4. muccapazza28 dice:

    Il duello continua.
    Ecco in anteprima per i lettori di peperosso la mia risposta alla dolce Camilla.

    Signorina Baresani ha visto giusto.
    Quando ho letto la sua fatidica frase me la sono presa: “Si vede che il mio essere del tutto estranea all’ambiente dei critici gastronomici, degli chef e delle fiere del gusto, mi permette una libertà di giudizio e sincerità che poi i lettori apprezzano”.
    Lei ritiene opportuno rimarcare che non è una critica gastronomica ma una scrittrice golosa e francamente non capisco quale sia la differenza e se c’è è talmente sottile da non averne colto la sua “importante” sfumatura. Ci tiene a dichiararsi estranea all’ambiente però mi permetta di farle notare che la porta d’ingresso, almeno quella della critica gastronomica, l’ha varcata da tempo, anche definendosi una semplice scrittrice golosa. E credo che la sottile differenza tra critica gastronomica e scrittrice golosa non l’abbia carpita nemmeno la giornalista che le ha dedicato sul Magazine del Corriere della Sera un bel articolo. Infatti, se non ricordo male, nel pezzo c’erano le opinioni dei suoi colleghi maschili e per esattezza di Bonilli, Raspelli, Langone ecc.ecc.. che di professione, mi pare che siano dei critici gastronomici piuttosto che scrittori golosi.
    Non so se lei sia rimasta vittima di un personaggio che agli occhi della gente la fa vedere come critica gastronomica piuttosto che scrittrice golosa di certo anche in quest’ultima veste come le piace definirsi si comporta da critica gastronomica nel momento in cui esalta la sua libertà di giudizio e sincerità che i suoi lettori tanto apprezzano.

    Ed ora veniamo alla sua domanda.
    Personalmente confido nell’onesta intellettuale di qualsiasi recensore, di ristoranti o libri che sia non ha importanza, il mio metro è quello, non mi faccio mai influenzare da un punteggio o da una presa di posizione gastronomica perché se decido di provare un determinato ristorante alla fine sarà il mio palato a decretarne il mio personale giudizio non certo quello del critico gastronomico che fino a prova contraria potrebbe anche non capirne un fico secco di gastronomia.
    Le mele marce, come lei stessa fa notare, ci sono in tutte le professioni ma è sempre meglio non generalizzare o sparare nel gruppo, mentre lei, mi pare che l’abbia fatto rimarcando tra l’altro che i suoi lettori apprezzano di lei proprio questa caratteristica. Ma lei metterebbe la mano sul fuoco che chi la legge apprezzi la sua onestà intellettuale piuttosto che lo stile di scrittura?

    Senza fare nomi ci si comporta, a mio modo di vedere le cose, da gatte morta. Non amo chi lancia la polpetta e ritira subito dopo la mano ancora sporca di sugo. Ed immagino che questo l’abbia capito.
    Quindi, se è a conoscenza di persone o fatti che testimoniano eventuali favoritismi da parte di critici gastronomici nei confronti di ristoranti o manifestazioni la prego di fare i nomi, altrimenti eviti del tutto atteggiamenti demagogici che non apportano nulla di nuovo alla gastronomia italiana se non inutile fango.

    Io mi chiamo Piero (piacere) ma tutti mi chiamano affettuosamente con il mio nickname Mucca, anche se le confido che avrei tanto preferito essere chiamato Samantha O Jessica senz’acca ma purtroppo posso solo accontentarmi dell’appellativo di Pazza, meglio di niente.
    Anch’io ho una faccia ed una casa nella quale ovviamente è la benvenuta http://www.ilgastronomoriluttante.splinder.com e a differenza di lei non amo sparare nel mucchio tanto per farlo o se lo faccio, è per scatenare una discussione dove civilmente se ne può discutere anche se solitamente, preferisco dire le cose così come vanno dette, senza alcun giro di parole, assumendone, ovviamente, la responsabilità, facendo nomi e cognomi e soprattutto, portando le mie ragioni.
    Forse è il non avere interessi di alcun tipo nei confronti dei giornalisti gastronomici che nove volte su dieci mando a quel paese pubblicamente che mi fa apprezzare dai miei lettori. Lei che dice?

    Cordialmente,
    Muccapazza28

  5. muccapazza28 dice:

    …Ops, ho fatto innervosire la Baresani…

    Mucca

  6. Pietro dice:

    Signori, non fate i fighetti del web, se uno si rivolge ad una persona si presenta, non pretende che la persona in questione faccia il lookup del nickname in giro per Internet. E’ una questione di educazione non di competenze informatiche.

  7. James P. Sullivan dice:

    L’educazione in RL e la netiquette non sempre coincidono: ci mancherebbe ancora che, a ogni messaggio in rete, uno dovesse declinare generalità complete. Soprattutto, aggiungo, se si rimane nell’ambito del confronto civile. Se invece vuoi saperne di più su di me, ti armi di buona volontà e frughi in rete. Mi sembra questione di buon senso non di “fighetteria”.

  8. liloniadriano dice:

    soffro di eiaculazione precoce…smettete di parlare di fighette?…..:-) ah ah ah ah

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