Peperosso a Dire Fare Mangiare: Quanto sei bella Roma quand’e’ mattina
Come se nulla fosse [come se i nostri report non fossero già abbastanza sfiancanti] nel Q.G. di Peperosso tentiamo da un tot di evocare il giorno secondo di “Dire Fare Mangiare”, quello seguìto alla epocale cena delle tre forchette. Mmm… mi ricordo. Sì, mi ricordo…
Inebriati dal formidabile tepore del sole romano, avevamo deciso di coprire a piedi la distanza tra il nostro albergo e la Città del Gusto, ma ahinoi, temevamo di esserci smarriti. Dove sarà la capitale dell’impero, e dove le amate penne-di-punta gastronomiche? Evviva… ecco il segnale che cercavamo. La direzione era senz’altro quella giusta.

Una telefonata a Nerina Di Nunzio, ufficio marketing del Gambero Rosso, fugava i residui dubbi. “Si Peperosso, la strada è giusta. Anche oggi in ritardo, sei sempre il solito”. Carina eh? No, è un gioco. Anche se carina lo è per davvero, e molto efficiente, come tutte le giovani leve del Gambero, marketing o meno: un harem promettente quello di cui si è circondato Bonilli. Se per essere assunti al Gambero serve una profonda coscienza gastronomica? Pensiamo di no, viste le tre tavolette di cioccolato Ritter Sport che Nerina era pronta a polverizzare.

Eccoci arrivati!!! Dura eh, ma a sostenerci pensavano le comode sedute del “Teatro della Cucina“, curiosa contaminazione d’interni [un tot quinta teatrale, un tot aula universitaria, un tot studio televisivo], dove i 22 cuochi premiati dal Gambero Rosso con le tre-forchette venivano intervistati. Sullo schermo il simpatico faccione di Carlo Cracco, star-chef del ristorante Cracco-Peck di Milano. Hey, ma è uguale a Andriy Shevchenko!.
da massimo
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