Radical Manhattism
Sostengono di avere – tra direttori, autori e fotografi – “un inegualiabile ammontare di talento”. Sono CONDE’ NAST loro, editori di riviste che “pretendono l’eccellenza” [New Yorker, Vanity Fair, Vogue...]. Non sarà roba per tutti la CONDE-NASTINESS ma in effetti, una volta assuefatti uscirne può essere complicato. Un mix di caustico gossip, high-style, divertito sarcasmo sull’elite finanziaria e dei media, cementato di radicalismo snob, RADICAL MAHNATTISM per meglio dire. Condé Nast pubblica per i viaggiatori internazionali il patinato Traveler, che ha da poco aggiornato la lista delle hot tables, dei migliori 80 ristoranti del mondo, insomma. A scorrerne i nomi, e la dislocazione [in prevalenza americana] viene da chiedersi se pure Traveler, come le altre riviste dell’editore americano “pretende l’eccellenza”?
PS: i ristoranti italiani inclusi, per dire, sono solo 3: Teatro del Sale di Firenze [ultima creatura di Fabio Picchi, patron del Cibreo], Next2 di Positano, e la vaporosa Casina Valadier di Roma, e nient’affatto simili a quelli che le guide italiane reputano i migliori. Curioso, no?
[Concierge.com]
da massimo
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