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Salone del Vino di Torino, successo sfondante o flop deprimente?

Dovete capirci. Il Salone del Vino di Torino si è chiuso ormai da giorni e ancora non siamo riusciti a farci un opinione. Necessario averla su tutto-tutto obietterete. Hey, non prendeteci per sciocchi, stiamo parlando dell’appuntamento per cui Promoter, la società di Alfredo Cazzola [anche patron di Lingotto Fiere], e Slow Food si sono tirati i capelli per un tot, sino a quando non è intervenuta la Regione Piemonte, poi entrata nella compagine societaria di Promoter. Il vero rivale del Vinitaly di Verona, insomma. Nel tentavivo di rimediare ci siamo messi alla tormentosa ricerca di notizie, finendo sul sito di Vinit.net [si, siamo arrivati a tanto]:

Successo sfondante un filo in contrasto con il depresso commento di un lettore di Peperosso:

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O di quello vagamente furioso di un secondo lettore:

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Pensare che Vinit.net parlando di produttori piemontesi, si spinge sino alla metafora del coro:

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E però il solito lettore, i produttori piemontesi, beh… non li ha proprio visti, ipotizzando persino la congiura di Carlin Petrini, capintesta di Slow Food.

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Dovete capirci dicevamo, se ancora non riusciamo a deciderci: successo sfondante o flop deprimente?

[Salone del Vino, Vinit.net, Peperosso]

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nov  05
2
alle 08:42
da massimo

Ultimo commento:

di Giorgio Zarrelli il 01/1/70

Giusto un vinello romeno, non distribuito in Italia, mi ha suscitato qualche interesse:"Feteasca ...


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3 Commenti to “Salone del Vino di Torino, successo sfondante o flop deprimente?”

  1. Giorgio dice:

    I produttori piemontesi? Erano nel padiglione 4…tutto dedicato a loro.

  2. ugo dice:

    Una considerazione da addetto ai lavori presente nei 4 giorni all’interno della fiera.
    Una fiera per operatori va fatta nel momento giusto dell’anno nel mondo del vino non è ottobre/novembre e a parte Merano non mi risulta che funzionino altre manifestazioni in questo periodo.Se invece si punta con la vendita delle bottiglie a replicare il salone del gusto va detto anche a chi espone alla fiera.Fare il 9% in più di ubriachi rispetto all’anno prima non aiuta nessuno neanche gli organizzatori.Magari ascoltare qualcuno che ne capisca qualcosa può essere un idea, invogliare i produttori piemontesi (quelli che contano)mi sembra un’altra buona idea, svendere gli stand agli ultimi giorni mi sembra una gran c—–a per dirla alla maniera delle Iene.
    Purtroppo dopo la dinastia ovina il Piemonte e sotto la dinastia petrina alla lunga pagheremo anche questa…se avremo ancora un pinin s’la pel

  3. Giorgio Zarrelli dice:

    Giusto un vinello romeno, non distribuito in Italia, mi ha suscitato qualche interesse:”Feteasca Regala”, lasciamo perdere gli improbabili accenti, dell’Agricola Stirbey.

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