Senza categoria

100 gelati d’Italia [beh... almeno 5]

Tutti pazzi per il gelato. Aumentano prezzi, gusti, guide, e illuminanti servizi nei TG d’Agosto. Di un’altra lista no, non se ne sente il bisogno. Ecco, al solito Peperosso è in controtendenza [ma si limita a 5 consigli].

nullGrom – Piazza Paleocapa – Torino.
SI: La gelateria di Slow Food, per farla breve. I limoni sono di Amalfi, la nocciola è la Tonda Gentile delle Langhe. Niente polveri, le basi sono homemade dall’inizio alla fine: acqua, latte, uova e zuccheri. Resistete alle stressanti code davanti al bancone, e quando tocca a voi assaggiate le due creme [di Grom e Come una volta] e il limone.
NO: 1) I prezzi. Slow Food giustifica tutto, vini formaggi gelati, con la qualità. Anche gli eccessi. La sfida vera è: comunque prezzi contenuti. Davide Oldani tutta-la-vita. 2) La tentazione egemonica: Grom ha aperto in altre 6 città raggiunte tre volte la settimana da miscele liquide successivamente mantecate. Detto così non suona benissimo. 3) Peccato manchino i tavolini.

nullSan Crispino Il Gelato – Via della Panetteria – Roma.
SI: Pasquale Alongi è lo scienziato del freddo. Lui con i mantecatori e gli abbattitori di temperatura, ci parla. Suo fratello Peppino, prima di Grom, per esempio, pretendeva che l’ananas provenisse dalla Costa D’Avorio, e che il marsala per lo zabaione fosse una riserva di De Bartoli. Banditi i preparati e gli emulsionanti chimici, rigettate persino le basi comuni [bianca per i gelati con la crema, cioccolato per gli altri], ogni gusto ha la sua. I classici di casa, meringa, zabaione, crema al miele, sono in effetti formidabili. Se si conclude la serata dalle parti di Via della Panetteria, contabilizzate almeno un paio di coppe a testa. Di meno, proprio, non ci si riesce.
NO: I prezzi sono alti [ma sopraffati dal gusto dimentichiamo in fretta]. Privare il gelato del cono è come togliere l’osso alla bistecca. In entrambi i casi le spiegazioni igieniche non convincono del tutto. Il tecnologico sorbetto da passeggio, che dovrebbe soddisfare le mire espansionistiche degli Alongi, tra bar e ristoranti romani, è tutto meno che pratico. Da rivedere.

nullVivoli – Via Isole delle Stinche 7 – Firenze.
SI: Oltre ad affannarsi sui libri quando erano universitari a Firenze, e ancora non facevano il migliore gelato di Roma, i fratelli Alongi di San Crispino studiavano da Piero Vivoli. Capita, a fare il gelato più buono d’Italia, del mondo, verosimilmente. Si dice che per recapitare qui messaggi da terre remote, basti un laconico VIVOLI, EUROPA, ma oggi c’è la posta elettronica, e l’immagine da cartolina nuoce al santuario fiorentino del gelato. Dove mai sono stati raggiunti i vertici tecnologici di San Crispino, e dove si fanno congetture sul moderato utilizzo di semi-lavorati [un falso problema, sostiene una scuola di pensiero]. Ma dove l’alchimia dei gusti scuri, Aranciotti al cioccolato, Gianduia, o delle creme, raggiunge la perfezione. Semplicemente.
NO: Piero Vivoli non c’è più, in osservanza a una legge minchiona che fa morti premature tra i grandi uomini. Ma le figlie Silvana e Patrizia, si, anche se continuano a bandire i coni, e pare, eccedano con gli zuccheri. Pranzare con un gelato, che non è una cattiva idea, preserva dalla starnazzante folla che stipa l’antro dei Vivoli dietro Santa Croce.

nullPasticceria Gelateria Costanzo – Via Spaventa 7 – Noto [SR].
SI: A proposito di grandi uomini a cui si dovrebbero risparmiare certe noiose pratiche tipo tirare le cuoia, ora sono i due figli del Cavalier Corrado [Uzzo] Costanzo a governare la gelateria di Noto, dove il mondo continua a sbalordire per la bontà dei gusti alla frutta. Che, pur riconoscendo agli agrumi della zona, limoni, mandarini, arance, considerevoli attributi [bassa acidità, scorza resistente, profumo inusitato], restano singolari. Le oculate ricette di Uzzo – solo succo, acqua, e zucchero da cucina – contano, insomma.
NO: I gusti cremosi non sono all’altezza della frutta. Ecchecivuoifare.

nullGelateria Fiordilatte – Via Cividale 53 – Udine.
SI: Tenace come un friulano, si dice. Come Giancarlo Timballo, che privo di connivenze mediatiche, casomai ostacolato dal decentramento [Udine], si è fatto gavetta e tutto quanto, riuscendo ad inserirsi nel compound del grande gelato italiano. Merito si dice, del Gambero Rosso, che anni fa lo elesse “maestro del brivido” riconoscendogli la testarda inclinazione a sperimentare. Nel suo gelato finivano i vini delle Grave, i distillati, gli infusi di fiori e le erbe aromatiche, con risultati singolari, di solito. E poi la mostarda di Cremona, i marroni di Cuneo, gli inevitabili pistacchi di Bronte. Con una preveggente attenzione nei confronti delle intolleranze alimentari. Innovatore!
NO: Chiamateci reazionari, ma quando non riescono gli esperimenti bisogna metterli da parte. Lasciamo pomodori, asparagi, sedano e finocchi dove sono. Di ficcarli nel gelato non se ne sente l’urgente necessità.

Per approfondire: Il gelato quello vero! [Gambero Rosso]

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
lug  05
13
alle 06:56
da massimo

Ultimo commento:

di Barbara Faccio il 01/1/70

LATTE FRESCO E FRUTTA FRESCA, ALTRO CHE BASI!!! COSA VUOI CHE CAMBI 30 GR DI EMULSIONANTI se poi ...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


12 Commenti to “100 gelati d’Italia [beh... almeno 5]”

  1. liloniadriano dice:

    i finocchi si ficcano la’….
    quanto costa il gelato torinese?…cosi’ per curio…..

  2. Anonimo dice:

    Si parte da 2 euro per coni e coppette. Al kg. 20 euro. Gelato formidabile, eh. Però…

  3. Poldo dice:

    Scusa, ma non mi citi l’attuale migliore gelateria di Roma??? Allora vai da “Fata Morgana” e poi mi dirai…Usano solo ingredienti naturali, nessun tipo di polveri, e i coni li preparano a mano…Tanto per fare un esempio: prova a fare il confronto tra il pistacchio di San Crispino e quello di Fata Morgana: Zucchero contro Pistacchi!
    Facci sapere.

  4. tristram dice:

    A Genova Grom parte da 2,50 €.
    Ciao

  5. paolo dice:

    Aggiungerei la Gelateria Castiglione di Bologna (via Castiglione)

  6. Anna dice:

    Il miglior gelato di Torino e’ quello di Silvano! Ma che Grom e Grom!!! E costa anche meno!!

  7. BigFromFlorence dice:

    Vivoli è caro da morire e di gelato te ne dà pochino pochino.
    A Firenze mille volte meglio Gelatando, gelato più buono (hanno vinto diversi premi) e quantità decisamente meglio rapportatat al prezzo.
    Solo che è fuori dal centro.

  8. Valter dice:

    Il gelato più buono che abbia mai assaggiato l’ho trovato all’Agrigelateria San Pè di Poirino… i prezzi sono allineati alla media della provincia di Torino

    ecco i riferimenti

    Cascina San Pietro, 29/A
    10046 Poirino (TO)
    Tel. e Fax: 011 9452651

    http://www.agrigelateria.it

  9. sebastiano dice:

    a torino 2 sole gelaterie: grom e agrigelateria di poirino, anche se la prima ha prodotti di frutta che la seconda non riesce ad avere (pesche di volpedo, meloni di pachino…) il resto non esiste, tantomeno silvano (latte condensato ovunque); a bologna? w la crema di castiglione (frutta scarsa qualità invece!)

  10. gattarandagia dice:

    concordo sulla magia della fata di roma.
    a prezzi adeguati e senza spocchia, ha scalzato anche la mitica mirella fiumanò del settimo gelo.

  11. Andrea Sorbi dice:

    Ma allora, avete provato il gelato di POZZETTO a Parigi? Provare per credere!! Finalmente qualcuno che ci fa sentire orgogliosi di essere Italiani.
    Sono sicuro che vi mettera tutti d’accordo per una volta, altro che finti bioecologismi impraticabili o insapori.
    Rue du Roi de Sicile vicino a l’hotel de ville, hanno i pozzetti ma il gelato, si che ha un gusto.

  12. Barbara Faccio dice:

    LATTE FRESCO E FRUTTA FRESCA, ALTRO CHE BASI!!! COSA VUOI CHE CAMBI 30 GR DI EMULSIONANTI se poi usi frutta insapore e latte cartonato uht o condensato.

    Ha ragione Andrea, anch’io ho provato Pozzetto, molto low profile ma si che il gusto si sente al di là delle denominazioni modaiole

Lascia un Commento