A pranzo da Oldani: ci si prepara all’autunno
Siamo tornati a pranzo da Oldani. In tempo per essere testimoni oculari di una trasferta milanese inedita. Quella dello staff del Gambero Rosso, di solito rintanato presso la romana Città del Gusto. Arringato dal direttore Stefano Bonilli, il folto gruppo, che occupava i tavoli 28 e 25 defilati in fondo alla sala, ha discusso a lungo di editoria elettronica: di blog in particolare. Dello staff e dei blog ancora più in particolare.
Al tavolo 23, vicino agli ex compagni di ventura del Gambero Rosso, Carlo Petrini, gran capo di Slow Food e Gigi Piumatti, presidente di Slow Food Editore. Parlavano fitto fitto di editoria, una vera ossessione di questi tempi. Ma niente blog, piuttosto la rivista Slow, rinnovata e integrata dal supplemento Slowine.
Aria da chi la sa lunga, sottili occhiali calcati sul naso, il tavolo n. 15 era occupato dal gastronomo e giornalista freelance Saverio Paffumi. Con i suoi ospiti, tutti di Erre A Edizioni, società milanese che si occupa di marketing, e comunicazione, discuteva di ristoranti milanesi, e nuovi giornali. All’improvviso qualcuno ha alzato la voce: Ristorarte!
Il tavolo n.5, riservato a Franco Ricci che guida l’AIS [Associazione Italiana Sommeliers] e a Stefano Di Carlo, responsabile relazioni esterne dell’Hotel Hilton di Roma, è rimasto tristemente vuoto. Chissà perchè.
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da massimo
Ultimo commento:
di simone il 01/1/70
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settembre 15th, 2005 at 08:53
Più che un commento è un complimento a Davide Oldani che riesce a riunire spesse volte ,anche se a tavoli separati,grosse personalità di spicco dell’enogastronomia italiana!!!Sarà proprio vero tutto ciò??Da Oldan i si mangia davvero bene…ma questi signori ci fanno solo per quello o anche e soprattutto per risparmiare qualche bel soldone?
Speriamo che anche nel ristorante che gestirò riesca ad avere questo parterre de roi!!!!
e speriamo che oltre alla solita sfilza di addetti ai lavori nei ristoranti ci finisca anche la gente normale!!!!
Un saluto a tutti
settembre 15th, 2005 at 16:06
Simone, “A pranzo da Oldani” è pura finzione. Il ristorante in cui è ambientato in realtà non esiste. Richiama quello di Davide Oldani [che però si chiama D'O] per via della nostra ben nota ossessione. Non sappiamo se le persone citate nelle varie edizioni della rubrica frequentino il vero D’O, noi le mettiamo allo stesso tavolo perchè qualcuno ci ha suggerito che a pranzo ci sono andate davvero, per discutere alcuni progetti. Così i lettori, se credono, possono sbizzarrirsi con le congetture. A proposito, come si chiamerà il tuo ristorante?
settembre 15th, 2005 at 16:10
caspita allora ho fatto proprio una bella figura di……..a te indovinarlo!!!!!
settembre 15th, 2005 at 16:11
essendo un nuovo bloggista,se così si dice, mi sono proprio fatto infinocchiare!!!
settembre 15th, 2005 at 16:15
il “mio” ristorante…..nn è mio,ma sarò il responsabile di sala di un risto che si aprirà prossimamente all’interno di un hotel a 5 stelle lusso in provincia di Torino.
Alle prossime puntate per maggiori info…..