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Un mercoledì da leoni. Dove eravamo rimasti?

Sì, certo, alla mail con cui il responsabile relazioni esterne di Barilla, ci invitava ieri, mercoledì, a contattarlo. E contattiamo, allora. Sorpresa: troviamo misura e cortesia, cordialità e disponibilità al dialogo. Bene. Doti preziose specie nel mondo dei blog, dove di solito, si comunica con uno stile informale, diretto, [auto]ironico e d’accordo a volte un po’ irritante. Distante comunque da quello paludato degli uffici stampa. Cose che diciamo non per accademia, ma per precisare al Dott. Beltrami a-hem scusate… a Giorgio Beltrami, che ciò che conta qui molto più della forma, è la sostanza. Dunque, benvenuto Giorgio!

Parma, 28 settembre 2005, alla c.a. Editor Massimo Bernardi, OGGETTO: PRODOTTI MULINO BIANCO ED ASSENZA DI GRASSI IDROGENATI

Sul Vostro sito Web “PepeRosso” del 25.9.2005 abbiamo notato la presenza di diffusi articoli, rispettivamente dal titolo “OGNI PROMESSA E’ DEBITO: LA LISTA NERA DEL MULINO BIANCO” e “SE CI SI DOTA DI UN CODICE ETICO BISOGNA RISPETTARLO: IL CASO BARILLA-MULINO BIANCO”. Negli articoli si afferma che il Gruppo Barilla farebbe uso di grassi idrogenati, “nascondendone” la presenza attraverso la generica dizione “margarina vegetale”, mentre nell’etichettatura e pubblicità dei suoi prodotti della linea Mulino Bianco, Barilla ne enfatizzerebbe l’assenza. Ciò, si sostiene, sarebbe in contrasto con il nostro Codice Etico.

No Giorgio, scusaci. Peperosso non sostiene che Barilla utilizza grassi idrogenati “nascondendone” la presenza. Sostiene invece che il consumatore non trova nelle etichette della linea “Mulino Bianco” precise indicazioni sulla natura dei grassi vegetali utilizzati, ne’ sulla quantità. Che fa una bella differenza. Nonostante nel coraggioso “Codice Etico“, Barilla reputi i suoi clienti “persone che hanno il diritto di ricevere le informazioni necessarie per compiere una scelta consapevole al momento dell’acquisto“.

Quanto sopra non corrisponde a verità. Per maggior chiarezza vorrei segnalarvi quanto segue: le margarine sono, per definizione, una emulsione solida di acqua e grassi. Tali grassi possono essere, però, idrogenati o non idrogenati. Ed è qui, ritengo, che sia nato il clamoroso equivoco. Mulino Bianco, ribadisco con forza, in tutte le sue produzioni, non utilizza grassi idrogenati in quanto le margarine vegetali impiegate come ingredienti non ne contengono. Siamo pertanto stupiti che il Vostro sito formuli accuse così gravi, senza alcun presupposto e senza aver effettuato la benché minima indagine scientifica.

Non che non mi fidi di te, Giorgio, al contrario. Però, non pensi che il consumatore sarebbe, come dire… più rassicurato se trovasse scritte le cose che affermi, direttamente sulle etichette dei prodotti Mulino Bianco.

Capisco che non siate obbligati a farlo dall’attuale legislazione italiana, ma una maggiore attenzione verso i grassi idrogenati, tema quanto mai “caldo”, sarebbe auspicabile. Anche per consolidare l’immagine di Barilla, interessata alla salute dei propri clienti. Quanto all’indagine scientifica, non credo che quella svolta dal sito Arcimboldo, e ripresa da Peperosso, altra pratica diffusa tra i blog, sia tanto iniqua, e comunque, proprio per non correre il rischio di essere superficiali, l’abbiamo integrata con le opinioni di una nota docente universitaria.

Le nostre etichette e la nostra pubblicità, contrariamente a quanto da voi sostenuto, informano correttamente il consumatore in merito all’assenza di grassi idrogenati ed i nostri prodotti sono in piena coerenza con tale informazione in quanto, ribadisco, le nostre margarine vegetali non contengono grassi idrogenati. Quindi nessuna frode, nessun “trucco” ma solo tanta attenzione e corretta informazione al consumatore. Vi prego quindi di pubblicare integralmente questa nostra replica a salvaguardia dell’immagine della nostra azienda. Confido in tal senso nella Vostra collaborazione, ovviamente disponibile per qualsiasi approfondimento di Vostro interesse. Distinti saluti Giorgio Beltrami, Responsabile Relazioni Esterne Barilla.

Mai parlato di “trucchi” e tantomeno di “frodi, occhio che le parole sono importanti. Invece Giorgio, se, una volta letto questo messaggio e il precedente, avrai voglia di continuare il dialogo, in modo da spiegare ai lettori di Peperosso le tue ragioni [ma volendo si può pure ammettere che sì, forse Barilla può fare di più] troverai tutto lo spazio necessario. E grazie per l’invito a visitare il centro di produzione di Parma, cosa alla quale terrei particolarmente.

[Peperosso, BarillaGroup, Arcimboldo]

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da massimo

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di Roben il 01/1/70

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20 Commenti to “Un mercoledì da leoni. Dove eravamo rimasti?”

  1. Francesco Pasqualini dice:

    Cosa significa grasso idrogenato? Come si ottiene la margarina? La margarina è un grasso idrogenato?

    In attesa di notizie da MulinoBianco vi sottopongo la risposta di Galbusera.
    http://www.galbusera.it/jumpNews.asp?idLang=IT&idChannel=73&idUser=0&idNews=285

    A livello industriale le margarine possono essere ottenute tramite processo di idrogenazione o di frazionamento.
    L’idrogenazione è un processo chimico non naturale che, utilizzando composti chimici, permette la trasformazione di oli liquidi in grassi solidi. Oltre al cambiamento dello stato fisico del grasso, il processo determina anche una modifica parziale della struttura chimica, portando alla formazione di composti non naturali (acidi grassi trans), la cui presenza è stata associata all’aumento di malattie coronariche causate dall’aumento di colesterolo “cattivo” (LDL).
    Normalmente le margarine sono ottenute miscelando un olio vegetale con un grasso idrogenato o frazionato.

  2. muccapazza28 dice:

    Mi hanno acquistato tre confezioni di Galletti del Mulino Bianco per far colazione la mattina (erano in offerta all’Esselunga di Bologna) volevo sapere se posso cambiarli con le Nastrine :-)

    Personalmente non penso che Barilla si sputtani il suo marchio con così poco. Magari dopo l’entrata in vigore del codice etico potrebbero esser state date nuove informazioni sulle confezioni ma potrebbero non essere ancora in commercio dar tempo di smaltire le precedenti scorte prodotte. Potrebbe essere un ipotesi!
    Tanto qua si parla per ipotesi mi sembra di capire….

    Sul sito di Arcimboldo non c’è alcun riferimento ad aziende nello specifico.
    Magari aver fatto delle analisi di laboratorio nei confronti dei prodotti della Mulino Bianco avrebbe chiarito meglio la posizione della azienda e Bernardi avrebbe potuto utilizzare dei termini differenti per modulare una richiesta di migliore informazione nei confronti dei consumatori, più consona al codice etico della stessa Mulino Bianco.

    mmmmmmh! Quando si è alla ricerca disperata dello scoop bisogna stare attenti a come si dicono le cose, almeno quando non si ha la certezza a portata di mano.

    Mucca

  3. Francesco Pasqualini dice:

    Comunque la margarina vegetale non idrogenata e’ ricca di grassi saturi ed e’ più nociva del burro.
    “L’unico vantaggio che ha rispetto agli idrogenati è che non è trans se non nella misura in cui il processo chimico ne introduce una piccola quantità.”

    http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/margarina.htm#Margarinanoidro

    Questo il Barilla puo’ gentilmente smentirlo o confermarlo ?

  4. Anonimo dice:

    Le tue continue punzecchiature, oggi sulla disperata ricerca di scoop, mi stanno venendo a noia. Tanto per chiarirti che “qua non si parla per ipotesi” eccoti la lista dei prodotti che possono contenere grassi idrogenati redatta dal sito Arcimboldo.

    null

    Non ho voglia di rispiegarti che le finalità di Arcimboldo e quindi di Peperosso non erano quelle di lanciare accuse gratuite ma di segnalare la mancanza di una legge che in Italia obblighi i produttori a indicare se i grassi utilizzati sono o no idrigenati. Non ho voglia di rispiegarti che partendo dal “Codice Etico” così pieno di buone intenzioni, Peperosso intendeva chiedere a Barilla di fare uno sforzo maggiore e di “superare” la legge, indicandoli ’sti grassi idrogenati.

    Tanto non capiresti, e sì che qui non si sbaglia regolarmente le consecutio, e diresti che siamo alla ricerca di pubblicità. Proprio tu.

  5. muccapazza28 dice:

    Certo non metto in dubbio i tuoi buoni propositi ma converrai che è lo stle adottato nei tuoi post che lascia ampi margini di gratuiti sospetti.

    Ho già parlato dello stile adottato per fare l’inchiesta della bresaola della valtellina sulla rivista Buffet e sono del parere che alla fine lo stile che anche tu hai adottato non sia poi così diverso di quello di fare la stessa informazione di Rash-Pelli.

    Il rischio che si corre è quello di spaventare inutilmente i consumatori, compilare una lista nera è già di per se come terminologia e pensiero qualcosa di negativo.
    Tutto qui.

    Mi diresti in quali post ho dato l’impressione di essere alla ricerca disperata di pubblicità?

    Grazie,
    Mucca

  6. Anonimo dice:

    Riporto il messaggio ricevuto da Giorgio Beltrami, responsabile relazioni esterne Barilla.

    Egr. Dott. Bernardi, scusami, Massimo, la tempestività, i contenuti ed il tono utilizzati sono stati molto apprezzati.
    Ribadendo la piena disponibilità a qualsiasi eventuale ulteriore approfondimento, ti porgo i miei saluti
    Giorgio Beltrami

  7. Anonimo dice:

    Mi dici che: lo stile adottato nei miei post lascia ampi margini di gratuiti sospetti.
    Delle due una: o sono sospetti, o sono sospetti gratuiti. Non è che puoi mettere le parole a caso.

    Comunque, i messaggi che riguardano Barilla/Mulino Bianco non lasciano affatto ampi margini di sospetti. Si basano:
    1) su fatti verificati [nelle confezioni di tutti i prodotti Mulino Bianco ad eccezione delle "Nastrine" e dei "Saccottini" non esistono indicazioni specifiche sul contenuto di grassi idrogenati].

    2) Su informazioni desunte da un’ottima e completa inchiesta del sito Arcimboldo, nessuno dei quali è stato alterato.

    3) Sulla verifica delle suddette informazioni con una docente universitaria.

    In questo modo non si spaventa nessuno, casomai si informa.

    Sono un sostenitore di quello che ormai possiamo definire lo “stile internet della comunicazione”, che è diretto, informale, “outspoken” direbbero gli americani, e che è anche frutto della necessità, rispetto allo scibile umano che esiste in rete, di farsi notare, trovare. Come volevi che titolassi quel messaggio: “Forse c’è qualcuno ma non vi dico chi che utilizza i grassi idrogenati nei suoi prodotti e non lo fa sapere come gli consente la legge italiana?”.

  8. muccapazza28 dice:

    Rieccomi qua, mi sono ritagliato un pò di tempo per risponderti con maggiore novizia di particolari, quelli che tanto piacciono ai lettori di Peperosso.

    Iniziamo subito con il dire che tra le inchieste di Arcimboldo e quelle di Peperosso c’è una sottile differenza. Quando Arcimboldo decide di pubblicare delle interessanti e lodevoli inchieste non si spreca di informazioni pur di garantire ai consumatori una qualità d’informazione, seria, precisa e completa. Arcimboldo, non solo ha pubblicato una lista dei prodotti che potrebbero contenere grassi idrogenati ma stila anche una classifica di prodotti che invece si possono acquistare a colpo sicuro, leggi qua, di come, intelligentemente, pone la questione davanti ai consumatori:

    “In questo spazio segnaliamo gli alimenti in cui si possono trovare grassi trans. Sono quelli che contengono grassi/oli idrogenati e margarina di cui non si specifica la natura. In mancanza di una legge che imponga l’indicazione della quantità di grassi trans contenuta nei cibi non possiamo far altro che tener conto degli ingredienti. Nei supermercati esistono però anche prodotti da acquistare con tranquillità, alcuni offerti dalle stesse aziende che citiamo in questo elenco: Arcimboldo li consiglia nella rubrica Supermercati & Alimentari

    Ti puoi anche risparmiare questa frase: “Non ho voglia di rispiegarti che le finalità di Arcimboldo e quindi di Peperosso non erano quelle di lanciare accuse gratuite ma di segnalare la mancanza di una legge che in Italia obblighi i produttori a indicare se i grassi utilizzati sono o no idrigenati”
    Questa è stata una lodevole iniziativa di Arcimboldo e come tale resta sua, troppo bello farsi i grandi con le fatiche degli altri, non trovi?. Tu ti sei limitato a lurkare rimprendendo l’informazione e riproponendola nel peggiore dei modi o al massimo adeguandola esclusivamente al caso Mulino Bianco, per il resto: Stop, vuoto completo. Sentitrti parlare in ottica di mancanza di leggi adeguate ti assicuro che mi fa tremare la mutanda…..
    Quando dici: “Non ho voglia di rispiegarti che partendo dal “Codice Etico” così pieno di buone intenzioni, Peperosso intendeva chiedere a Barilla di fare uno sforzo maggiore e di “superare” la legge, indicandoli ’sti grassi idrogenati”.
    Sarebbe meglio che inveci lo spiegassi, ma non a me che non me ne frega nienta dell’equivoco, quanto al tuo caro amico Giorgio, perchè per quanto fosse lodevole il tuo intento ho l’impressione che hai beccato l’azienda sbagliata di cui parlare, insomma un bel buco nell’acqua. Ma non desistere, nella lista di Arcimboldo ci sono tante altre aziende a cui puoi chiedere di fare uno sforzo maggiore per “superare” la legge indicandoli ‘Sti grassi idrogenati….
    Buon Lavoro,
    Mucca

  9. muccapazza28 dice:

    Bene Bernardi, adesso rispondo al tuo ultimo post quello che hai pubblicato alle 21.05

    Per quanto riguarda gli ampi margini di sospetti confermo che si è trattato di sospetti gratuiti e ti spiego anche il perché:

    1) Bravo, davvero lodevole da parte tua aver verificato tutte le confezioni dei prodotti della Mulino Bianco, un vero giornalista sa dove cercare le fonti.
    2) Ci mancherebbe pure che alterassi i dati di Arcimboldo, non sarebbe nel tuo stile, il tuo di stile è quello di arraffare le informazioni.
    3) Ma che bravo, ti sei preso addirittura la briga di verificare le informazioni con una docente universitaria, insomma saresti un giornalista perfetto se non fosse che:

    Hai scomodato tutti tranne i diretti interessati, ovvero la Mulino Bianco. Per quanto non vedessi l’ora di pubblicare il tuo scoop di lista nera, mentre passavi in rassegna tutte le confezioni dei prodotti della Mulino Bianco l’occhio non è riuscito a caderti sul numero verde dedicato ai consumatori 800-862323. Ti sarebbe bastata una telefonata per sentire anche i diretti interessati ed avrei compreso il senso della tua lista nera solo se avessi ricevuto un due di picche.

    Vedi, hai riportato le voci di tutti, tranne quella dei diretti interessati limitandoti ad un giornalismo d’assalto, di quello che verificano le fonti a casaccio senza sentire l’altra faccia della medaglia e così facendo hai lasciato ampi margini di sospetti gratuiti in pasto ai lettori. Davvero un informazione corretta.

    Ti sei comportato come uno che sbircia dal buco della serratura ma si perde la visione dell’insieme. Arcimboldo ha posto il problema dei grassi idrogenati in ottica più completa e meno sensazionalistica.

    Se volevi pubblicare una lista nera, dovevi farla completa, e non prendendo come bersaglio una sola azienda. Se l’elenco fosse stato troppo lungo avresti potuto optare per un titolo diverso.

    Il dovere di informazione corretta al 100% è un obbligo che i blogger devono adottare se vogliono acquisire agli occhi di chi ci legge una credibilità alla pari della carta stampata, altrimenti resteremo sempre un canale snobbato e soprattutto poco attendibile.
    Mi auguro che questa lezione ti serva in futuro per le tue numerevoli e lodevoli iniziative.

    Mucca

  10. Carlo Zaccaria dice:

    Ho letto questo post ed i commenti con grande stupore. Se apprezzo l’inchiesta di Peperosso, non mi convincono affatto le precisazioni di Barilla e mi stupiscono gli interventi in sua difesa. Personalmente sono stanco di sentire le storielle che vengono raccontate dalla grande industria; nell’agroalimentare conta solo ciò che è scritto in etichetta. Visto l’allarme dell’OMS, chi vuole spacciarsi per la nonnina che ti prepara i dolci, il sugo o la pasta fatta in casa (quest’ultima l’ho vista in tv l’altro giorno), abbia almeno il coraggio di scrivere in etichetta che non utilizza grassi trans. La verità è che le grandi aziende più sono potenti e maggiore è il loro budget pubblicitario, più si nascondono dietro alle norme sull’etichettatura, lasciando il resto alla comunicazione ed alla pubblicità, che in molti casi non è seria e non rappresenta la realtà. A gran voce: ”Basta raccontare storielle, indicate ciò che fate e ciò che utilizzate realmente in etichetta!”. Galbusera, citata in un commento precedente, scrive in modo esplicito di non utilizzare grassi idrogenati, oltre a certificare (SGS) il non utilizzo di OGM. L’utilità di queste inchieste è notevole, e fa del Blog un’importante strumento di informazione, di discussione e in questo caso anche di educazione alimentare.

  11. Mirko dice:

    Questa ‘inchiesta’ scopiazzata pseudo-scoop mi sembra troppo rivolta al sensazionalismo e poco o per nulla all’informazione. PErchè si parla solo di un marchio?? Perchè si ‘esige’ una risposta senza avere prove?? PErchè non la si è chiesta prima di pubblicare?? Insomma, poco serio.

  12. Anton dice:

    Digitalcameras Store

  13. Dmitry dice:

    Cycling Online Store

  14. Leonid dice:

    Construction Tools Store

  15. Dobrinya dice:

    Housewares Online Store

  16. Bester dice:

    Photo Video Store

  17. Kolin dice:

    Accessories for Cameras

  18. Baliy dice:

    Lawn and Landscaping

  19. Alex dice:

    kalenarus

  20. Roben dice:

    Bingo

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