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Piccolo compendio a Dire Fare Mangiare. Parte seconda: i cuochi dentro la cucina

Altro che telecamere, i cuochi stanno bene in cucina, date retta a noi.

Al Gambero Rosso lo sanno bene, ma dal momento che ci sono sempre le città, i giornali, le televisioni, i libri, le guide, fingono di dimenticarsene. Così come all’improvviso, dimenticano pure la congenita funzione di guida, lasciando decidere ai cuochi il piatto da cucinare alla cena delle 3 Forchette. Scelta farlocca. Madre di un menù incomprensibile [a un certo punto ops... mancavano i dolci]. Che ha un po’ sciupato, insieme a piccoli incidenti e inevitabili, l’esito finale.

Dai… non è possibile servire al massimo 3 ottimi piatti avendo a disposizione 22 tra i migliori cuochi italiani! Tra l’altro esponendone alcuni, mostri sacri come Vissani e cuochi consolidati come Cracco a delle brutte figure. Mettiamoci d’accordo, o cene come queste servono alle paparazzate del TG5 [che non guastano] oppure si ripromettono di organizzare le idee, di sollecitare gli stimoli, o anche solo di interpretare le tendenze. Già ma il Gambero ha scelto l’accompagnamento.

Poi ci sono le cose fatte bene. La padronanza, la naturalezza, lo stile di Bonilli. L’entusiasmo della premiazione. Parole e musica [a-hem... testi e immagini] del dvd allegato alla guida Ristoranti d’Italia 2006, la nouvelle-vague del Gambero: giovani, carini, preparati.

E la guida ai ristoranti? Discorso a parte.

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ott  05
17
alle 04:41
da massimo


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