Senza categoria

Le guide dalla A alla Zagat

null

Se siete aspiranti golosi lo sapete, per le avventure newyorkesi ci vuole la Zagat. La smilza rossa, sì insomma, la celebre guida ai ristoranti compilata dai lettori, sarà negli scaffali americani tra pochi giorni. Si nota, dicono, dagli adesivi “mentioned in Zagat” esibiti all’ingresso dei ristoranti. Non sono mai stati così lucidi come in questo periodo.

Qualche novità? Mmm… pochine, a parte l’aumento delle segnalazioni per i ristoranti dislocati nei sobborghi di Manhattan, 256 su un totale di 2003. Nella classifica dei ristoranti più popolari, ottenuta sommando le cinque preferenze espresse da ogni lettore, per il secondo anno di fila il n.1 è occupato dalla Gramercy Tavern, e il n.2 dallo Union Square Cafè. Anche nel 2004 i ristoranti, che hanno in comune la gestione di Danny Meyer, detenevano il primato. Ma a posti invertiti. Un po’ i Vissani e Pierangelini newyorkesi, entrambi gestiti da Vissani. O da Pierangelini.

[Zagat Survey, NYSun]

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  05
19
alle 08:26
da massimo

Ultimo commento:

di alberto cauzzi il 01/1/70

Danny Meyer. Dovremmo imparare molto da questo signore che ha, secondo me, applicato un modello v...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


Un Commento to “Le guide dalla A alla Zagat”

  1. alberto cauzzi dice:

    Danny Meyer. Dovremmo imparare molto da questo signore che ha, secondo me, applicato un modello vincente per l’alta ristorazione. Riesce probabilmente a fare gruppo di acquisto ed a sostenere economicamente i suoi ristoranti con una logica vicina alla GDO ma nel contempo rende ogniuno dei suoi ristoranti unico, irripetibile. Una specie di alta moda nella grande distribuzione organizzata. I pregi dell’una (la sartoria) e dell’altra (competitività per effetto di maggior massa critica in gestione )

Lascia un Commento