Influenza aviaria: anche oggi tutto chiaro [mentre i blog propongono la cena a base di pollo]
Mauro Moroni, infettivologo, professore dell’università degli Studi Ospedale Sacco di Milano — “In Italia la produzione di uova è autosufficiente, non abbiamo bisogno di importarle. E poiché nel nostro Paese il virus dell'influenza aviaria non esiste, perché al momento l'H5N1 non è mai stato isolato, fino a prova contraria il timore nel consumare sia le uova sia i polli nostrani è scientificamente immotivato” [TgCom].
Lettore di Speciale Kataweb: Risponde l’esperto — “Poichè nel comune dove vivo (TORTORA - CASERTA) è stata emessa un'ordinanza dal Sindaco in cui si invitano i cittadini che a carattere familiare allevano polli a SOPPRIMERLI, TUTTI, ENTRO CINQUE GIORNI a causa del paventato pericolo dell'infezione aviaria (Tale provvedimento è stato preso in merito ad altrettanto ordinanza emessa dall'A.S. N° 1 di Paola competente per il territorio), vorrei sapere se è fondato un tale provvedimento” [Kataweb.it].
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Stremato dal turbine di notizie, un giorno rassicuranti, l’altro catastrofiche, il giornalista Michele Marziani non ci sta, e indice LA CENA A BASE DI POLLO.
“Il metanolo ha fatto bene al vino, la Mucca pazza ha risollevato le sorti dei bravi allevatori, speriamo che anche l'aviaria aiuti i polli a tornare liberi e ruspanti. Io intanto ho voglia di polli e galline, di quelli buoni, di un tempo, da mangiare ora, in pieno clima di terrore. Questo è un appello: organizziamo una cena a base di polli buoni, saporiti, cresciuti come si deve. Solo pollo e altri volatili in tutte le portate. Sono concreto, propongo anche una data: venerdì 11 novembre. Fatevi sotto ristoratori o cuochi casalinghi di Milano o da Milano raggiungibili: chi cucina una cena a base di pollo e gallina ruspanti?" [Appunti di Viaggio].
da massimo
Ultimo commento:
di Tommaso Farina il 01/1/70
I polli ruspanti e allevati all'aperto, oltretutto, sono geneticamente più ...
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ottobre 29th, 2005 at 15:39
Michele Marziani ha ragione.
Forse è giunto il momento che i polli tornino ad essere liberi (a ruspare).
Se qualcuno pensa (come il sindaco di Tortora) di farmi sopprimere i miei quatto polli ruspanti si sbaglia di grosso.
I polli ruspanti, che stanno ai polli da supermercato come il Barolo di La Morra sta al vino nei cartoni del disconut (forse il paragone è sin troppo generoso), sono una specie in via di estinzione e soprattutto sono sani, perchè allevati in modo corretto. Forse sarebbe meglio sopprimere quelle piccole masse biologiche nutrite intensivamente a base di antibiotici e grassi di dubbia provenienza.
Io non ho mai smesso di mangiare pollo e uova, mangio però quelli miei, che sono ruspanti. I miei polli (ne avrò una dozzina) sono pronti per essere mangiati dopo 120 giorni passati a scorazzare nel loro recinto. I polli che tanti per farsi propaganda vorrebbero farci mangiare in piazza, sono pronti quando va bene dopo 50 giorni di agonia. La differenza si sente, quelli ruspanti sono come il Barolo.
Se interessa potrei anche mettere a disposizione di Peperosso un bel polletto ruspante, giusto per avere conferma di ciò che dico.
ottobre 29th, 2005 at 19:21
Quoto Carlo in toto.
I polli ruspanti e allevati all’aperto, oltretutto, sono geneticamente più solidi di quelli di razze commerciali cresciuti in aie sovraffollate.
Provate con le zampe: se azzardate a piegare quelle d’un pollo d’industria (già morto ovviamente), vi rimarranno in mano, perché si spezzeranno subito. Col ruspante tutto ciò non avviene.