McDonald’s ristorante ufficiale dei giochi olimpici di Torino. Tutto tace, va bene così?

Facciamocene una ragione: McDonald’s è il ristorante ufficiale dei prossimi Giochi Olimpici Invernali. Sì certo, quelli di Torino. Migliaia di atleti, tecnici, giornalisti persino, saranno accolti in due ristoranti, allestiti uno nel Villaggio Olimpico, l’altro nel Centro Stampa del Lingotto. Che si aggiungeranno ai 13 [13?] fast food già attivi in città. Levata di scudi dei più cinici, perchè stupirsi? McDonald’s è uno dei top sponsor dei giochi Olimpici, dunque gli accordi per i servizi di catering sono da considerare alla stregua di una formalità.
Tutto giusto ci mancherebbe. Curioso però che a levare gli scudi siano unicamente i cinici. Gli altri, quelli da cui volevamo sentire accalorate apostrofe in nome dell’identità italiana, sabauda persino, rispettano la consegna del silenzio. Qualcuno che parla ci sarebbe, a dire il vero, il microcosmo piemontese dei lettori di Peperosso per esempio, che sconsolato commenta:
1) Che tristezza! Proprio il Piemonte, regione di grandi eccellenze enogastronomiche, luogo di nascita di Slow Food. [link]
2) McDonald's dopo che l'Italia e il Piemonte spendono miliardi in euro per pubblicizzare il comparto enogastronomico all'estero? [link]
3) Vorrà dire che invece di una bella Bistecca di pregiata razza bovina “piemontese” accompagnata da un buon Barbera e da una bella mica d’pan, gusteranno squisiti big mac con le patatine fritte all’acrilammide, sorseggiando coca cola (svitol, in Piemonte l’abbiamo soprannominata così). [link]
4) Non credo che sia una questione di destra o sinistra e una questione di buon gusto, dove magari sarebbe utile un intervento del Carlin nazionale. [link]
Già, a parlare dovrebbe essere soprattutto lui, Carlin Petrini, capintesta di Slow Food, se questo fosse un mondo migliore.
Rivendicando al Piemonte il diritto di esibire al mondo le tanto sbandierate eccellenze gastronomiche, magari sostenuto da governatori di destra e di sinistra, tanto per non fare distinzioni. Niente da fare, per simili quisquillie Petrini non trova il tempo. Ne trova invece per far rubricare sul sito di Slow Food l’ennesima adesione regionale [Emilia Romagna] a Slow Fish, il salone del pesce sostenibile, mostrando altro genere di sensibilità.
Intanto, come riportato da Dagospia, McDonald’s ha iniziato i festeggiamenti per i primi 20 anni [in Italia] con un workshop officiato provate a dire da chi? Dal paladino di ogni potere, il sempre-prono Bruno Vespa.
[Peperosso, Slow Food, Dagospia]
da massimo
Ultimo commento:
di ugo il 01/1/70
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novembre 5th, 2005 at 14:10
RASSEGNARCI ALLO STRAPOTERE DI QUESTI MERDAIOLI SPONSORIZZATI DA PERSONAGGI COME QUELLI SOPRA?…GIAMMAI!…
ALL’ARME!
oramai e’ tardi chiudere la stalla quando i porci son scappati….
pero’ un ideuzza provocatoria io l’avevo detta!….
novembre 5th, 2005 at 16:39
Se aspettate la “salvezza” da Petrini siete a posto… poteva farsi sentire prima per rivendicare al suo Piemonte in un’occasione importante come le Olimpiadi credenziali gastronomiche all’altezza, ma ha taciuto. Evidentemente non era interessato, oppure Slow Food e amici non avevano chance di aggiudicarsi in qualche modo incarichi e prebende…
novembre 5th, 2005 at 17:05
io posso noleggiare un camion con cucina da campo…
un gruppo di valorosi mi segue?…
sarebbe perlomeno un trave nell’occhio del ciclope….
liloni il sognatore….:-)
novembre 5th, 2005 at 17:30
Sem nasù per patì, patèm…
(vediamo chi traduce e riconosce).
L.
novembre 5th, 2005 at 17:33
siamo nati per patire patiamo!… dit da en teru’ non male!
vieni anche tu a torino con noi?
novembre 5th, 2005 at 18:05
Va bene, ma chi pronunciò la fatidica frase?
novembre 5th, 2005 at 18:22
carlo cattaneo o manzoni?
se ho indovinato vieni con noi a torino…:-))
novembre 5th, 2005 at 18:58
Ci sono anch’io per Torino. Se aspettiamo associazioni e sindacati….
L’idea del camion con cucina da campo non è male.
novembre 5th, 2005 at 19:27
Ma quale Carlo Cattaneo…era la Mabilia dei “Legnanesi”…Vabbè lasèm pèrdi.
A Torino a fare che?
Ieri sera quì a Palazzolo Acreide abbiamo mangiato in grazia di dio… in cucina: Carmelo Chiaramonte, Cuttaia, Peppe Barone, Sergio Mei,Adelio Sironi, Philippe Gobet…altri ne dimentico sicuro. (Mai visti tutti insieme in cucina con 40 ragazzi dell’alberghiero?) Che vuoi che m’importi di Mac-cosolàcomesichiama? Una serata commovente e indimenticabile.
E stò slowfood cos’è? Un circolo di conversazione per anziani?
novembre 5th, 2005 at 19:35
McD è Ristorante Ufficiale da 5 edizioni dei Giochi. Sevondo voi il il fatto che gli accordi con il Comitato Olimpico Internazionale prevedano che McD resti tale fino al 2012 sono ininfluenti per la gestione del catering di Torino 2006?
(sempre parlando di ruoli ufficiali, non di iniziative parallele a lato)
novembre 6th, 2005 at 18:15
slowfood non protesta perché ha un po’ di bella carnina al fuoco…
dal sito di torinointernazionale: Futuro “gastronomico” per il Palavela che diventerà forse un salone permanente del gusto, in collaborazione con Slow Food che lo eleggerà propria sede in Torino.
http://www.larchitetto.archiworld.it/stampa05/stampa/rep130105a.pdf
novembre 7th, 2005 at 10:20
Certo che siamo una bella regione!
Sono tentato di prendere la residenza a Trieste!Mi si dice che da 5 edizioni il MCD è il ristorante ufficiale,ed è vero ma come SPONSOR!!!!La ristorazione collettiva è stata sicuramente assegnata con gara d’appalto, come già detto in altro post,è un fenomeno ha anche detto che nella ristorazione verranno utilizzati i prodotti del paniere da lui creato(ci sono vittime morte dal ridere)immaginate l’arrivo del peperone di carmagnola nelle cucine pulitissime di MCD,pulite sopratutto perchè ad aprire sacchetti di congelati non si sporca molto.X liloniadriano non so come contattarti ma su quel camion potrei esserci e portare anche qualche sponsor: ne parliamo seriamente?
novembre 7th, 2005 at 10:50
Non so perchè Ugo è così sicuro che sia stata tramite gara d’appalto. Quallo che vedo io, La carica di Ristorante Ufficiale è assegnata direttamente dal Comitato Olimpico di quadriennio in quadriennio, come puoi vedere sul sito ufficiale delle olimpiadi http://www.olympic.org/uk/index_uk.asp, riportata poi da molti altri (il Washington Post, ad esempio).
novembre 7th, 2005 at 11:04
Integro il commento precedente: il Ristorante Ufficiale è l’unico autorizzato a fornire servizi catering nella zona olimpica.
Da cui deriva il mio dubbio sul fatto che qualche entità locale a qualunque livello potesse avere voce in capitolo.
Tra l’altro, non ho capito questa frase di Ugo:”è un fenomeno ha anche detto che nella ristorazione verranno utilizzati i prodotti del paniere da lui creato”. Chi/cosa è un fenomeno?
novembre 7th, 2005 at 12:15
Gumbo il fenomeno si chiama Marco Bellion che ha appunto creato i prodotti del paniere della provincia di Torino.
Non trovo più la news in cui si annunciava che il servizio di ristorazione collettiva veniva assegnato ad una cordata che oltre a McD vedeva impegnati anche Autogrill e altre due multinazionali della rist.collettiva.
Non voglio insegnare niente a nessuno ma un conto è essere il ristorante ufficiale sponsor delle olimpiadi, altro conto è vincere l’appalto(se appalto c’è stato)per la fornitura dei pasti pagato dall’organizzazione.
Serenità!!!
novembre 7th, 2005 at 12:34
(ANSA) – TORINO, 21 OTT – Oltre 700 quintali di cibo al giorno, 85 mila litri di bevande e 400 mila stoviglie. Sono i numeri ‘olimpici’ dei servizi di catering che il Toroc, il Comitato organizzatore di Torino 2006, ha affidato a tre importanti societa’ del settore: l’ Autogrill Italia, la Camst e la Cir. ”Il supporto di queste tre societa’ – scrive in una nota il Toroc – sara’ fondamentale per assicurare un efficace e gradevole servizio di catering e accontentare i gusti di persone provenienti da tutto il mondo”. Un compito, quest’ ultimo, a cui lavoreranno quasi 2 mila persone. Durante tutto il periodo delle gare a cinque cerchi saranno utilizzate ai fornelli di oltre 200 cucine da ristorante dove verranno montati 100 forni professionali ed altrettante lavastoviglie. ”I Giochi olimpici invernali di Torino 2006 – ricorda ancora il Toroc – sono una grande occasione per affiancare allo sport e ai suoi valori uno spettacolo di gusti e sapori”. Ad assicurarli saranno i prodotti tipici del Paniere della Provincia di Torino e McDonald’s, che e’ ristorante ufficiale e top sponsor dei Giochi. La ‘multinazionale del panino’, infatti, allestira’ due nuovi ristoranti nel villaggio olimpico e nel centro stampa principale di Torino, dove mangeranno i 2.500 atleti e gli oltre 10 mila giornalisti presenti all’ evento. (ANSA). KVD
Qui si evince che la gara d’appalto ci deve essere stata ma non l’ha vinta Mcd mi scuso ma in un’altra agenzia si parlava di collaborazione tra mdc e gli altri citati nell’ansa riportata.
Quello che voglio comunque ribadire è che visti i soldi che giustamente si investono nel promuovere la ns enogastronomia si poteva dico si poteva sondare altre strade
novembre 7th, 2005 at 12:38
per ugo 0365/372719
adriano…scusate ma non sapevo come contattarlo
novembre 7th, 2005 at 13:05
Qui ci sono due notizie diverse, direi.
Una legato al titolo del post che parlava di McD(a cui facevo riferimento io).
Poi c’è evidentemente un appalto aggiuntivo (a cui non facevo riferimento perchè non l’avevo letta, e non mi pare che ci fosse qui).
Questa è un’ALTRA questione, su cui si può tranquillamente polemizzare; solo che, diversamente, mi sembrava basata su presupposti sbagliati e quindi non particolarmente sensata…
novembre 7th, 2005 at 13:17
Adriano vengo anch’io…Porto due amici catanesi (potrebbero essere risolutivi a riguardo di alcuni problemi…no, non pensare male uno è un sostituto procuratore …Un magistrato, insomma, fuori giurisdizione si trasforma completamente, dovresti vederlo.)
MA quando? ( Quì siamo ancora in campagna olearia).
L.
novembre 7th, 2005 at 13:29
butto li’ …..venerdi’ 17 febbraio?
)
non sono scaramantico….
novembre 7th, 2005 at 13:29
butto li’ …..venerdi’ 17 febbraio?
)
non sono scaramantico….
novembre 7th, 2005 at 13:34
Gumbo non ero stato preciso io e me ne scuso
novembre 7th, 2005 at 13:47
Bè, Ugo, può capitare; dilemma chiarito!
Adesso posso passare a tormentare Adriano anche qui (oltre che sul Forum del GR), con le domande sul suo piano d’azione: già adesso i siti olimpici sono presidiati dell’esercito; tra loro e la “lobby dei chioschi” m’immagino una dolce accoglienza per un camion forsetiero con tanto di cucina da campo al seguito…
novembre 7th, 2005 at 13:58
cosa vuoi che chiami le riserve di un paio di squadre di rugby per difendermi?….certamente informeremo se si fara’ le autorita’ di competenza….
grazie per la “lobby dei chioschi”..se vuoi ti informo sulle iniziative…:-)
novembre 7th, 2005 at 14:08
Proposta:1panino rigorosamente piemontese, un calice di vino come sopra, a offerta libera,il ricavato a qualche buona causa.
Ci si piazza in posti strategici e poi si vedrà quel che succede.
Gumbo sei dei nostri?
novembre 7th, 2005 at 14:12
se volete passare anche ad un piatto di pasta alla ratatuia oppure un bel brasatone…..altrimenti una piccola riunione di formaggiai…..
novembre 7th, 2005 at 14:13
Per lobby dei chioschi intendevo i paninari/porchettari & C. già operanti a Torino che (immagino) si saranno contesi eventuali aree disponibili; per rifilare le moretti in bottiglia piccola a 5 euro e i soliti panini rinsecchiti…
novembre 7th, 2005 at 14:16
Io ho molti dubbi sul lato organizzativo dell’iniziativa!
Se saprete rispondere a tutte le mie domande sugli aspetti pratici in modo convincente…faccio un salto volentieri.
novembre 7th, 2005 at 14:17
Credo che dopo le uova di pasqua le arance e quantaltro un chioschetto di panini non dovrebbe incontrare resistenza!!
novembre 7th, 2005 at 14:27
solo panini?..sfida diretta ai mac?…:-)
novembre 7th, 2005 at 14:44
(mi sembra un po’ OT. Trasferirsi altrove?)
Uhmmm…non dovrebbe incontrare resistenza…da parte di chi?
novembre 7th, 2005 at 16:28
Ce ne fossero di petulanti come Gumbo [si tratta di attestato di stima, intesi? Se posso non mi perdo il tuo cavilloso incedere per nessuna ragione al mondo]. Che mi costringono a ricostruire l’affannoso lavorio dei neuroni. Affannoso ma ancora ispirato ai principi dalla logica
Dunque: prima è arrivata la segnalazione di un lettore: “Da Torino per informarvi che l’appalto per la ristorazione ai prossimi è stata assegnata [...] a McDonald’s”.
A cui è seguito il confronto tra la segnalazione del lettore e il comunicato stampa del Toroc [Comitato organizzatore dei XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006] dove si parla esplicitamente di accordo firmato per i servizi catering [basta guardare l'immagine].
Per poi arrivare al più organico commento, in cui, partendo dal presupposto che “McDonald’s è uno dei top sponsor dei giochi Olimpici, dunque gli accordi per i servizi di catering sono da considerare alla stregua di una formalità”, si lamenta la mancanza di prese di posizione da parte di organismi solitamente sensibili al valore, anche d’immagine, anche commerciale, delle famose “eccellenze gastronomiche” come espressioni dell’identità locale. Che si potesse o anche che non si potesse fare niente. Invece no, figurati, c’è Slow Fish da preparare!
Quindi anche senza l’intervento del lettore Ugo, non capisco come mai la tua coriacea assennatezza ti facesse apparire la polemica [se di polemica vogliamo parlare] “basata su presupposti sbagliati e quindi non particolarmente sensata”.
Con partecipazione, Massimo
novembre 7th, 2005 at 22:00
Devi essere un po’ masochista se mi istighi così a cavillare ulteriormente sul tema…
Dunque: prima è arrivata la notizia dell’appalto per la ristorazione a McDonald’s.
Non esattamente una novità, dato che era stato assegnato in epoca olimpiadi di Atene, dal Comitato Olimpico Internazionale.
Partono commenti pro e contro mangiare e lavorare da McDonald’s, OGM, comunismo anni 30-90 (!), TOROC (ladri) e il Piemonte che invece di promuovere la gastronomia locale scelgono cibo americano.
Per la mia comprensione dei fatti, nè il Piemonte, nè TOROC hanno avuto nulla a che fare con l’appalto. Qui la questione non era tanto che le istituzioni locali/TOROC hanno scelto McD (dato che non sono stati loro), ma che le istituzioni locali sono messe nelle condizioni di non poter scegliere alternative alle multinazionali immafiate con gli organizzatori dei grandi eventi.
A questo è seguito il comunicato stampa sull’accordo firmato per il catering; nell’immagine si vede la parte che riguarda McDonald’s (che era già previsto che ci fosse come Ristorante Ufficiale) ma non quella del vero e proprio accordo per il catering firmato quel giorno – di collaborazione con le 3 società citate poi da Ugo oggi; solo marginalmente viene citato Autogrill italia.
Partono i commenti, più o meno come quelli sul post precedente.
Qui secondo me il vero nocciolo della questione era che TOROC per riempire gli spazi “avanzati” nel catering abbia scelto tre mega-aziende non tanto meglio di McDonald’s quanto a qualità (e poi sbaglio o sono multinazionali anche quelle?); questa sì è responsabilità loro e…complimenti, bella scelta!
Contemporaneamente resta un dubbio: esistono “entità” legate all’enogastronomia di qualità in Italia in grado di competere in appalti del genere?
Chi nella ristorazione di qualità sarebbe stato in grado di firmare il 21 ottobre ed esser pronti per il 10 febbraio a fornire “2.000 persone (coordinatori, cuochi, camerieri, ecc.), 200 cucine da ristorante, 100 forni professionali ed altrettante lavastoviglie; saranno utilizzate 400 mila stoviglie al giorno (tra piatti, bicchieri e posate); serviranno 700 quintali al giorno di cibi e 85 mila litri di bevande” a prezzi concorrenziali?
E arriviamo al più organico commento in cui si lamenta la mancata presa di posizione da parte di organismi “di eccellenza gastronomica”.
Di nuovo il titolo riguarda prevalentemente McD, contro la cui presenza non c’era nulla da fare a livello locale.
Quindi mancata presa di posizione…su che cosa?
Su cosa e in che modo sarebbe stata determinante una presa di posizione di Slow Food?
Contro lo stile-McDonald’s, Slow Food (che hai citato tu per primo) mi pare abbia espresso il suo parere fin da quando è nata. Poteva ribadirlo, ma come direbbero gli ammmericanz…”no big deal”!
(bè….che dire…te la sei cercata, Massimo!)
)
Vivissime cordialità, Gisella
novembre 8th, 2005 at 09:55
Cara Gisella non so di cosa ti occupi nella vita, ma vorrei da piemontese che lavora nell’enogastronomia di qualità spiegarti il ns fervore:
a)da almeno 3 anni sulla provincia di Torino e nella città non è possibile circolare xchè dobbiamo recuperare il tempo perso x motivi vari e fare le opere non fatte in 20 anni(Se avete sostenuto Novelli, Castellani e Chiamparino pensateci X il prossimo sindaco)
sono opere ultrachiacchierate(La Torino-Pinerolo doveva essere finita per Italia 90 ma arrivo solo a Orbassano all’epoca sede degli allenamenti Juve,arrivò fino al cento operativo Fiat di None a metà degli anni 90.Oggi si sta finendo il collegamento tra None e Pinerolo.
Visto che gli espropri scadono qualcuno a preso 3 volte i soldi dell’esproprio sullo stesso quadro di terra.)
b)La ns regione spende un sacco di soldi x promuovere l’enogastronomia,poi fa un’accordo col miglior offerente(quindi risparmia)sulla ristorazione collettiva.
Sarebbe come se i telefoni interni della Motorola fossero Sony perchè costavano meno.
c)E ce n’è anche per il Petrini:quest’estate qualcuno propose di illuminare il Monviso di notte per il pediodo olimpico,considera che se da Torino alzi gli occhi trovi una corona di monti di cui il monviso è una perla indescrivibile,il Carlin intinge il pennino nel veleno e su La Stampa di Torino spara ad alzo zero sull’ipotesi con tesi codivisibili e qualche stupidata(sul dormire degli animali bisognerebbe abolire la luna piena xchè se andate da quelle parti con questo fenomeno penserete di essere sulla pista di un aeroporto,vista la luce presente).
Ma sulla ristorazione collettiva nulla,sulle vaccate che si servono nelle manifestazioni di Torino (comprese quelle slow food) SILENZIO
Allora posso essere in….to oppure no?
novembre 8th, 2005 at 09:55
Cara Gisella non so di cosa ti occupi nella vita, ma vorrei da piemontese che lavora nell’enogastronomia di qualità spiegarti il ns fervore:
a)da almeno 3 anni sulla provincia di Torino e nella città non è possibile circolare xchè dobbiamo recuperare il tempo perso x motivi vari e fare le opere non fatte in 20 anni(Se avete sostenuto Novelli, Castellani e Chiamparino pensateci X il prossimo sindaco)
sono opere ultrachiacchierate(La Torino-Pinerolo doveva essere finita per Italia 90 ma arrivo solo a Orbassano all’epoca sede degli allenamenti Juve,arrivò fino al cento operativo Fiat di None a metà degli anni 90.Oggi si sta finendo il collegamento tra None e Pinerolo.
Visto che gli espropri scadono qualcuno a preso 3 volte i soldi dell’esproprio sullo stesso quadro di terra.)
b)La ns regione spende un sacco di soldi x promuovere l’enogastronomia,poi fa un’accordo col miglior offerente(quindi risparmia)sulla ristorazione collettiva.
Sarebbe come se i telefoni interni della Motorola fossero Sony perchè costavano meno.
c)E ce n’è anche per il Petrini:quest’estate qualcuno propose di illuminare il Monviso di notte per il pediodo olimpico,considera che se da Torino alzi gli occhi trovi una corona di monti di cui il monviso è una perla indescrivibile,il Carlin intinge il pennino nel veleno e su La Stampa di Torino spara ad alzo zero sull’ipotesi con tesi codivisibili e qualche stupidata(sul dormire degli animali bisognerebbe abolire la luna piena xchè se andate da quelle parti con questo fenomeno penserete di essere sulla pista di un aeroporto,vista la luce presente).
Ma sulla ristorazione collettiva nulla,sulle vaccate che si servono nelle manifestazioni di Torino (comprese quelle slow food) SILENZIO
Allora posso essere in….to oppure no?
novembre 8th, 2005 at 11:02
Italia – 04/07/2005
Monviso illuminato per Torino 2006? No grazie, è uno spreco
Immaginate il Monviso, gigante di roccia e di ghiaccio, illuminato a giorno, ogni notte, per tutta la durata delle olimpiadi invernali. Nebbia e condizioni atmosferiche avverse permettendo, ad ogni calar del sole la montagna si mostrerebbe in tutto il suo splendore a una Torino gremita di turisti giunti da ogni parte del mondo per assistere ai giochi olimpici del 2006.
L’iniziativa è stata avanzata dalla Comunità Montana Valli Po, Bronda e Infernotto ma pare non aver trovato troppi sostenitori. Non si tiene conto del fatto che la montagna non è solo roccia e ghiaccio. È viva ed è abitata da uomini, animali e piante. Immaginate anche camosci e marmotte che non sanno più quando andare a dormire, gufi, pipistrelli e altri abitanti della notte svegliarsi confusi verso sera per scoprire, accecati da una luce abbagliante, che si sono sbagliati. Non è affatto ora di iniziare a vivere la notte in cerca di cibo, come invece credevano. Se poi riuscite anche ad immaginare quanto possa costare illuminare una montagna intera per svariate notti di seguito, con quello che durano le notti in inverno, l’idea del Monviso bianco di luce inizierà a sembrarvi sempre meno divertente. Non è un caso che la proposta di “accendere” la montagna non abbia raccolto grossi consensi. Al contrario, tutte le associazioni schierate a difesa dell’ambiente, e non solo loro, hanno espresso la loro manifesta contrarietà a un’idea assolutamente inutile e, per certi versi, anche dannosa. Basti pensare allo spreco di energia o all’inquinamento luminoso che già oggi ci impedisce di alzare gli occhi e guardare alle stelle con ammirazione. Non posso che associare, a tutte le voci che si stanno levando contro, anche la mia.
Con tutte le difficoltà che assediano le valli alpine quello di illuminare le cime è l’ultimo dei problemi. Non se ne sentiva la necessità. Non sarebbe meglio cercare di fare un po’ di luce sul futuro delle nostre montagne anziché perdersi in costose fantasie? Forse l’unico merito della proposta è stato quello di aver offerto l’occasione di parlare delle questioni vere che riguardano i monti che ci circondano. Tra tutte, ce n’è una più grave delle altre: lo spopolamento. Il progressivo abbandono delle terre alte è alla base di tutti i mali che affliggono l’arco alpino. Di fronte alla drammaticità del fenomeno bisognerebbe prendere delle decisioni nette e impiegare delle risorse che, anziché privilegiare il lato estetico di chi guarda dalla lontana città, vanno investite in modo da rendere il territorio godibile per chi lo vive.
Fino a poco più di un secolo fa le nostre valli erano densamente popolate. Ora resistono solo più pochi anziani e al crescere dell’altitudine cresce l’età media dei (pochi) abitanti. Questo significa che non c’è più nessuno che si prende cura dei pascoli alpini o dell’apicoltura in quota. Il bosco e il sottobosco sono lasciati al loro destino e i prati all’incuria. Così accade che, non appena piove sulle pendici dei monti abbandonati, a valle arrivano le alluvioni. I saperi tradizionali legati al lavoro in quota stanno svanendo e sarà difficile riappropriarsene una volta che anche l’ultimo contadino si sarà ritirato. Si perde, inoltre, una grossa opportunità di valorizzare un patrimonio che, anche da un punto di vista economico, potrebbe essere foriero di soddisfazioni.
La grande sfida è quella di rendere remunerativa l’agricoltura in montagna. Solo così si potrà fermare l’esodo. Una volta anche dalle colline di Langa si scappava lontano in cerca di fortuna. Quando invece la coltura della vite ha iniziato a essere redditizia i giovani hanno deciso che valeva la pena di continuare le attività dei padri. Ci vuole un aiuto che oggi manca. L’Unione europea, per esempio, distribuisce grandi risorse all’agricoltura ma lo fa sulla base del numero di capi allevati e degli ettari messi a coltura. Con questi criteri nessun incentivo arriverà mai nelle valli e non è giusto, anche perché la vita in montagna comporta fatica e impegno. Gli sforzi di chi per passione conserva le attività tradizionali andrebbero riconosciuti di più e incentivati meglio.
Non di idee illuminanti ha bisogno la montagna, ma di un’economia agricola sana e florida, capace di gratificare nella giusta misura chi è disposto a convivere con le difficoltà dell’altitudine e a presidiare il territorio con ampi benefici per tutti.
ecco l’articolo che vi citavo
ugo
novembre 8th, 2005 at 11:08
caro ugo succede la stessa cosa non solo in langa o nelle valli alpine….va piu’ di moda allevare intensivamente i maiali nella pianura od i pollantibiotici degli allevamenti….
novembre 8th, 2005 at 11:17
Ugo, più tardi leggerò il tuo post e l’articolo con calma.
Per ora vorrei solo chiarire il mio punto di vista che evidentemente non sono riuscita a spiegare: quello che mi sembra poco sensato non è il fervore, ma la direzione del fervore – che si era più che altro concentrato contro McDonald’s (su cui in generale si può sempre aver da ridire, ma qui c’era ben poco da fare), piuttosto che contro tutta un’eventuale serie di altre scelte (forse) sbagliate a cui (forse) c’erano alternative o a cui(forse) si potrebbero trovare alternative per il futuro…
novembre 8th, 2005 at 15:52
Ma vieni Gisella ero lì dall’inizio!!!Sponsor si scelgono in base alla pecunia e non ho nulla da eccepire sul resto…
Ugo