Yes, we love Jamie. Però…

Provateci a dire qualcosa contro Jamie Oliver. Se lo facevate con Simon Le Bon quando i Duran Duran contavano qualcosa vi andava meglio. E comunque, stessi effetti collaterali: eserciti di ragazzine a starnazzare sotto casa, e più o meno tutti i foodies del mondo contro di voi. Un momento, qui non si dicute l’istrione della tv, l’asso dei libri, il re mida dei ristoranti o il brillante riformatore delle mense scolastiche inglesi. Nemmeno lo si critica perchè, diciamo così… non è Pierangelini. Noi amiamo Jamie, ma ci limitavamo a far notare come lo spot che promuoveva Jamie’s Great Escape, show trasmesso dal canale inglese Channel Four e girato per buona parte in Italia, riciclasse l’abusato stereotipo Italia = Mafia [un'immagine qui sopra]. In apparente contraddizione con lo sbandierato amore per la penisola del cuoco-vip.
E a provarci a dire qualcosa contro Jamie Oliver sono stati 3 [pochi ma buoni] lettori di Peperosso. Decisamente interessante il commento di Claudio:
Vivo in Inghilterra, e la pubblicita' di Jamie's Great Italian Escape mi ha fatto inc***are la prima volta che l'ho vista. Alla seconda ho contattato Channel4, il canale per cui Jamie e' sotto contratto, e ho espresso loro il mio disappunto. Alla terza visione ho aperto una discussione in proposito sul sito di Jamie Oliver [consiglio; se masticate l'inglese non perdete la provocazione di Claudio, che spiega il suo disappunto elencando una serie di luoghi comuni sugli inglesi].
Il programma non e' stato per niente male (si e' concluso ieri, ho perso l'ultima puntata, girata intorno ad Amalfi). Per me è stato interessante notare con quanto stupore misto a rabbia, Jamie si scontrasse con la mentalità italiana: "Le fettuccine si cucinano come dici tu a X, ma qui siamo a Y, a dieci km da X, e le facciamo in tutt'altra maniera". Il cuoco ha concluso dicendo che gli italiani vogliono mangiare come insegnato dalle mamme, e che non sono interessati a provare cose diverse. Come spiegargli che la cucina italiana offre piu' varieta' di quanta se ne possa sperimentare durante le nostre esistenze? E che l'Italia dei comuni e dei mille confini non era solo una collezione di 'tin pot rulers'?
[Peperosso, Channel Four, JamieOliver.com]
da massimo
Ultimo commento:
di giovanna il 01/1/70
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novembre 25th, 2005 at 23:46
E l’idea di girare il servizio nelle Marche dove ha sgozzato in diretta un agnello? ne parlano sul suo forum..
novembre 27th, 2005 at 11:02
Jamie ha il grande merito di essere un divulgatore, lui insegna a cucinare alle massaie inglesi, che intuirete da voi medesimi, NON sono le nostre massaie, che di cucina (anche alta cucina) ne masticano e soprattutto la fanno. Dopo l’articolo dell’”economist” (Italia fanalino di coda ecc.ecc) vorrei aprire il dibattito del perché gli altri ci vedono SOLO cosi’. Non sappiamo “venderci” bene? siamo pessimi p.r.? cosa c’è che non va in noi? visto che siamo cosi’ bravi perche’ la nostra cucina non ha un grande ristorante rinomato all’estero? perche’ siamo sempre quelli “si mangia bene solo in Italia” e poi non abbiamo di contrappunto anche le stelle all’estero? Italia=mafia. Ragazzi svegliamoci, magari è proprio cosi’ e non vogliamo rendercene conto. Facciamo finta che tutto vada bene. NON va bene. Basta. Svoltiamo e facciamo qualcosa. Anche attaccare Jamie che fa un programma televisivo e mette humour inglese, mi sembra che nel suo forum qualcuno lo ha notare. Leggetevi bene le risposte date a Claudio, se masticate l’inglese. Con questo non si vuole dire che Jamie non ha descritto e parlato per stereotipi e luoghi comuni. Ma la televisione OVUNQUE parla in stereotipi e luoghi comuni. Li’ come qui.