“Latte all’inchiostro”: facciamo chiarezza mentre arrivano i nostri [ISS]
A lasciar fare all’informazione tradizionale si rischia, al solito, di non capirci più niente. Notizie, smentite, allarmi che puntualmente rientrano. Invece la vicenda del “latte all’inchiostro”, il latte per bambini contaminato dall’ITX, sostanza chimica migrata dall’esterno all’interno delle confezioni contaminate, è tutt’altro che risolta. Alla notizia del neonato di Rosolini [Siracusa] colpito da tossicosi alimentare dopo aver bevuto il latte Milupa Aptamil 2 riportata sabato dall’Ansa, ha fatto seguito in mattinata una nota dell’Istituto Superiore di Sanità, che sta effettuando analisi su un ampio ventaglio di alimenti e bevande in Tetra Pak per verificare l’eventuale presenza di ITX. "Si stanno effettuando delle analisi ma per il momento non è possibile fare alcuna dichiarazione", ha detto l’ufficio stampa dell’Iss.
Secondo cui non si può escludere che la presenza di ITX nel latte incriminato [Nesté e Milupa] sia stata provocata da un errore nel corso della stampa del packaging, attribuibile all’impiego durante il fissaggio della sostanza, di lampade a raggi ultra violetti esaurite. Dichiarazioni molto diverse da quelle di Numico, gruppo cui appartiene Milupa, secondo cui “il tipo di confezione responsabile della migrazione dell’ITX nel latte è stato utilizzato per oltre 20 anni dall’intera industria alimentare.
Intanto, gli investigatori del Corpo Forestale dello Stato si recheranno a Milano per interrogare i responsabili della sanità regionale, allo scopo di accertare perché le Regioni italiane – a partire proprio dalla Lombardia, dove c’è la sede italiana di Nestlé – non si siano attivate per ritirare i prodotti, nonostante l’allerta comunitaria.
Per capire di più: I precedenti.
[Ansa, Reuters, Peperosso]
da massimo
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