Marconi, una bella scoperta!

Ristorante Marconi
Via Porrettana, 291
40037 Sasso Marconi (BO)
Tel 051 846216.
Chiusura domenica sera e lunedì
Conto medio euro 55,00
Visitato mercoledì 14 Dicembre 2005.
90-60-90-60-40, ecc… che non sono le misure del corpo di Aida Yespica, il migliore anche nel 2005, ma i limiti di velocità incontrati sulla famigerata Autostrada del Sole tratto Firenze-Bologna, denso di cantieri e cambi corsia. Ora di pranzo, meglio lasciar perdere autovelox, autogrill e auto-trattorie da “mangia e scappa”, e buttarsi a 2 km. dal casello di Sasso Marconi in questo attraente [all'interno], e un po’ anonimo [all’esterno] ristorante nei dintorni di Bologna, sull’antica strada Porrettana che da Pistoia portava al capoluogo emiliano quando non esisteva l’A1.
Prendiamo posto acccolti con gentilezza dal giovane patron. I coperti sono circa 30, altri 20 sono sistemati in una veranda coperta che dà sul giardino. Per fortuna chi ha architettato questi interni non soffriva di singolari tensioni creative, sicchè l’ambiente si rivela accogliente e caldo. I tavoli rotondi sono elegantemente apparecchiati e ben distanziati. Anche la cuoca, Aurora Mazzucchelli, è giovane oltreché brava e inopinatamente modesta. Una rarità, in pratica. L’associazione immediata è con Paola Budel [ancora niente dopo la Galleria del Principe di Savoia a Milano, possibile?], per lo stile, e perchè di alternative femminili al momento ce n’è davvero pochine. I menu variano con le stagioni e si dividono fra terra (4 portate = 48 euro) e mare (59 euro). Interessante la degustazione di sei portate a sorpresa e pregevole la carta dei vini, italiani e francesi: noi abbiamo bevuto un più che discreto Prosecco di Valdobbiadene Marsuret con le seguenti portate:

- Risotto al nero di seppia con cappero e gelato al pomodoro – Inno alla semplicità, e al gusto. Cottura ineccepibile.

- Rana pescatrice lardellata cotta al forno con variazione di patate – Le saporite carni della rana pescatrice valorizzate da una cottura di nuovo esemplare. Nel cui fondo intingiamo volentieri i diversi pani e grissini fatti in casa, soffocando l'entusiamo per la preparazione banale delle patate. Peccato.

- Gelato alla nocciola su crema di mango e quadrato di cioccolato fondente - Confinato al ruolo di pre-dessert, sarebbe il dolce di cartello in ben più blasonati menu. Squisito il gelato alla nocciola e rinfrescante l'abbinamento con una golosa crema di mango.
- Perfetto alle castagne con zabaione e nocino – Un attentato alla linea? Non diciamo di no, ma davanti a cose così, cioè alla migliore portata del pranzo, ci saremmo volentieri concessi il bis. Somma di sapori armoniosamente concepiti e ancor meglio assemblati. Vera prova d’autore di una cuoca che merita maggiore attenzione.
Un ottimo caffè (offerto) e qualche buon cioccolatino concludono un’esperienza da ripetere presto, in un locale da collocare ai vertici della ristorazione emiliana.
Leonardo Ciomei, Massimo Bernardi
da massimo
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dicembre 28th, 2005 at 12:04
Oh, Bernardi, che carini che siete su Peperosso. Il vostro amore mi lusinga e prometto ai miei fans che al prossimo Peperaduno farò di tutto pur di partecipare.
Ed ora, veniamo a noi due.
Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Evita di paragonarti inutilmente a John Lennon perché non lo sei. Evita anche di paragonarmi a Tariq Ali, se ti aspetti che io aderisca a qualsiasi tua forma di associazionismo in un mondo virtuale che si sta popolando di famiglie di blog e nani-editori, ti sbagli di grosso, il mio motto è: meglio soli che male accompagnati. Ti confido che hai qualche probabilità di diventare mio amico solo ed esclusivamente se mi dimostri di avere un conto a sei zeri e soprattutto, se mi presterai il tuo jet privato per andare a fare shopping a N.Y. altrimenti, scordati una ipotetica alleanza con il sottoscritto.
Mi son permesso di fare quell’osservazione perché ultimamente avevo notato la bi-firma con i quali venivano recensiti i ristoranti. La tua firma è comparsa dal ristorante Marino alla Scala in poi. Leggendo le recensioni e le relative firme, involontariamente si offre al lettore l’impressione che tu sia stato li assieme al volontario di turno, recensendo a 4 mani i ristoranti in oggetto. Se nella bi-firma avessi specificato il nome del recensore, distinguendolo da quello di chi fa un lavoro redazionale, non avrei avuto alcun dubbio sulla paternità della recensione, invece, noto una certa ambiguità che sicuramente lede la tua preziosissima immagine.
Tutti nel web conoscono le prodezze del tuo raffinato palato e sarebbe un vero peccato che qualcuno potesse sbadatamente pensare che la bi-firma serva per attribuirsi meriti che non si hanno, insomma tanto per dirla breve, preferisco chi sa mettersi in gioco con un blog senza camuffarsi per quello che non è.
Tutto qui, niente di particolare, trattasi di comuni sfumature che solo un lettore curioso e goloso può notare.
Ciao Ciao Ciccini Riluttanti,
Mucca
P.S.
Considerando la grande stima e l’amore dimostratomi da questa immensa e umana platea, sto prendendo in considerazione di premiare i tuoi lettori e i miei accanitissimi fans, conducendo gli oscar dei blog
dicembre 28th, 2005 at 10:15
Et voilà, dopo incazzature ai limiti della patologia, insulti plumbei espressi in italiota, idioma prossimo all’italiano ma diverso, deliri, pubblicazioni di altrui posta elettronica, annunci di improrogabili ritiri: in pratica un ricettacolo ben articolato di cose da cui tenersi lontani, eccoti qui a commentare come se nulla fosse.
Ma è per questo in fondo che ti amiamo.
In merito all’oggetto del commento per citare Tariq Ali, grande accusatore di John Lennon prima, suo personale amico dopo, diciamo che io faccio un po’ di “cucina redazionale”.
dicembre 28th, 2005 at 03:49
…Spinto dall’irresistibile desiderio di farmi amare da tutti mi sorge spontanea una domanda:
Ho visto che pubblichi le recensioni bi-firmate ma tu chi sei? L’autore, il commensale, il consulente dell’autore, il consulente del ristorante, quello che paga il conto o quello che si assume la responsabilità di quello che è stato scritto?
P.s.
Dopo questo post ti tremano le mutande?
A proposito, potresti lanciare un concorso:”Indovina la Mutanda” disegnando la scala richter della mutanda in questione…..
Mi divertirei da matti a giocare. Come premio potresti concedere una confezione regalo per lavare, inamidare e profumare le ambite mutande ed anche il vincitore finalmente potrà esclamare: “anch’io ho le mutande da gastronomo”
Mucca
dicembre 27th, 2005 at 23:40
La prossima volta vi portate anche un fotografo, vero?
ciao
dicembre 28th, 2005 at 01:04
Promesso!
dicembre 28th, 2005 at 12:58
Ma Mucca secondo voi, oltre a scriverlo in modo diciamo così, originale, lo legge l’italiano?
dicembre 28th, 2005 at 16:37
Caro Pietro, credo che Massimo abbia, seppur succintamente, spiegato il suo ruolo, assembla quanto gli arriva in posta elettronica, riconoscendo un risotto da una rana pescatrice e “cucendo” poi la recensione.
L’assenza di un moderatore su i.d.r. comporta talvolta spam clamorosi così come gratuiti insulti al lavoro altrui, la distratta presenza dell’ Admin del Gambero crea seri dubbi sull’involontarieta di lasciar continuare sterili e offensivi trend.
Qui l’Editor è Massimo…
ciao,guyciman
dicembre 28th, 2005 at 16:38
…dimenticavo bravo Leo
))
ciao,guyciman
dicembre 28th, 2005 at 18:54
Caro Guido,
Bernardi avrà più o meno spiegato il suo ruolo, ma se un comune lettore legge una delle tre recensioni concluse con la bi-firma si da l’impressione che il ristorante in questione sia stato visitato contemporaneamente da due attendibili palati piuttosto che uno, e se permetti, c’è una bella differenza. Torno a ripetere, se ci fosse maggior chiarezza tra chi sia il recensore e chi ha svolto un lavoro redazionale non si offrirebbe alcuna situazione di ambiguità, che se argomentata succintamente, diventa facile sospetto. Per una persona che legge quotidianamente Peperosso può essere una sottigliezza indifferente, ma se provi a metterti nei panni di uno sconosciuto che facendo una ricerca in internet capita su quella recensione essendo totalmente allo scuro di chi sia Bernardi, l’impressione che ne trarrebbe sarebbe totalmente diversa da quella da te ipotizzata.
E poi, scusami se mi permetto di fartelo notare, ma da quanto in qua chi svolge un lavoro redazionale compare in firma assieme all’autore? Non so quali siano le tue letture gastronomiche ma nelle mie non è mai accaduto di leggere il nome dell’autore dell’articolo assieme a chi ha svolto il lavoro redazionale. Prendi ad esempio il Gambero Rosso, ti immagini se ogni articolo fosse firmato dall’autore e da Stefano Bonilli che è il direttore editoriale?
Bernardi è splendido nel riconoscere un risotto da una rana pescatrice e per questo ammiro tantissimo le sue doti palatali ma non pensi che sia un pò pochino per pubblicare con serietà una recensione? I casi sono due, o ti fidi cecamente dei tuoi recensori, limitandoti ad adeguare il testo alle tue esigenze editoriali, oppure puoi evitare di pubblicare inutili stupidagini in cui rischi di rimetterci anche la faccia.
E poi non mi sono bevuto la tua singolare interpretazione dovuta alla succinta spiegazione di Bernardi, ci avrei creduto se si fossero tratti di casi isolati di bi-firma con autori ignoti e mai pubblicati prima su peperosso, ma nelle tre recensioni in oggetto due erano di Cauzzi, che in questo sito, se non sbaglio, era stato definito l’esperto di ristoranti, con tanto di foto/santino che lo ritraeva. Che l’esperto di ristoranti ad un certo punto abbia avuto bisogno di qualcuno che svolgesse un lavoro redazionale ai suoi scritti? Perché nelle altre recensioni non compare la bi-firma? Prima Bernardi non era l’editor di Peperosso?
Un ultima cosa, la recensione del Marconi conclude con un bel: “un locale da collocare ai vertici della ristorazione emiliana”. Io spero che l’autore della recensione ed il suo editor abbiano visistato almeno il 90% dei ristoranti collocati ai vertici nella ristorazione emiliana. Un affermazione del genere esalta l’aspettativa del lettore alle stelle correndo un bi-rischio: quello di far sembrare una “sola” quello che in realtà è una buona cucina che ha buone potenzialità di crescita ma che ancora di certo non si può collocare ai vertici della ristorazione EMILIANA e non da ultimo, quello di rendere inaffidabili le stesse recensioni di Peperosso.
Mucca
dicembre 28th, 2005 at 19:30
Mucca scusa, ma la tua patologia esattamente qual è? [certo, senza apostrofo]
dicembre 28th, 2005 at 19:57
Caro Bernardi, faccio prima a dirti di cosa non soffro: Riluttanza Gastronomica Congenita, Paraculite Acuta, Leccaculismo Cronico, Sgomitismo Webbico, inoltre non soffro di ginocchio della lavandaia e non ho la sindrome di Liloni.
Per il resto, vedi tu.
Mucca
dicembre 28th, 2005 at 22:32
mi sembrava una discussione fra voi due ultimamente io frequento chi cavolo mi pare e non ho bisogno di essere assegnato ad una sindrome caro mucca pazza te l’ho gia’ detto non ti prendo in causa, non ti cito onde per cui smettila di citarmi…mi sembra sia chiaro il tuo astio nei miei confronti, non me ne puo’ fregar di meno…risolviti i tuoi problemi interiori…io se voglio andare in giro a far bisboccia a te non te ne deve fregare una mazza….
mi sembra lapalissiano chiederti di stare in silenzio nei miei confronti…ignorami ma romp no i ball….
chiaro? senno’ mi chiamni privatamente e risolviamo una volta per tutte ste cose….
dicembre 29th, 2005 at 00:25
Caro Editor,
sembra la nemesi per chi ancora si ostina a coltivare un genere letterario come la recensione di ristoranti.
Bisogna fare qualcosa.
ciao
dicembre 29th, 2005 at 01:11
infatti….smettiamola con le rece e facciamoci un segnale di fumo sui telefonini di chi ci interessa contattare…a sto punto basta che entri una mucca impazzata….tiene lei banco….
snort….
dicembre 29th, 2005 at 14:23
X Piero- Mucca
Parliamo di cibo.
Conosci questo URL:
http://www.ilgastronomoriluttante.splinder.com/post/4457435#more-4457435
Bene, di seguito leggerai con quanta “sufficienza” tu parlasti del ristorante che e inizio a citarti[qui in peperosso] tu cosi lo definisci:
in realtà è una buona cucina che ha buone potenzialità di crescita ma che ancora di certo non si può collocare ai vertici della ristorazione EMILIANA
[e di là invece...]
… una profonda padronanza tecnica;
…Uno straordinario equilibrio;
…ancor più esaltato;
…si sgranano perfettamente in bocca;
…un nuovo piacere dell’espressività mediterranea;
…E così il mediterraneo fu servito in bocca;
…donando un tocco di classe
O hai sbagliato ad usare termini così altisonanti oppure ti và solo di intervenire acidamente in senso gratuito. Non ti azzecca il Massimo Bernardi, giuro che l’ho capito. Ma quando si parla di cibo, per cortesia, il massimo della coerenza.
Buone minestre.
ciao,guyciman
dicembre 29th, 2005 at 19:08
Ops, quell’URL mi sembra di averlo letto da qualche parte ma sono talmente sbadato che non ricordo dove.
Guido, il tuo esercizio di carpire aggettivi e significati da contesti più ampi è un esercizio davvero inutile e particolarmente riluttante. Forse ti sei perso l’introduzione del ristorante:
“Un forte legame con la tradizione e una profonda padronanza tecnica precedono lo studio di abbinamenti nuovi. Gli ingredienti del territorio sono reinterpretati ed accostati a sapori lontani, in particolar modo, a quella terra isolana chiamata Sicilia, ma non solo, considerando l’uso equilibrato e gentile delle spezie…Ecco cos’è il cibo al Ristorante Marconi. Una piccola esperienza gastronomica vissuta in un atmosfera sofisticata e serena, originale ma non invadente”.
Se pensi che avere profonda padronanza tecnica sia sufficente per collocare un ristorante ai vertici della ristorazione Emiliana, mi spiace ma ti sbagli di grosso. Se poi vuoi credere che questo ristorante si collochi già adesso ai vertici della ristorazione emiliana, bhe, libero di crederlo, non sarò io a farti cambiare idea.
Tra l’altro, ti copio e incollo anche due miei commenti fatti in quel post: “Non è caro, almeno per una città come Bologna. La materia prima è ottima, il servizio accurato, l’ambiente elegante ma non pomposo e non da ultimo, un ottima cantina dai ricarichi equilibrati. Direi che la ragazza ai fornelli ci sa fare.
Sicuramente con il tempo affinerà al sua cucina ma è già sulla maestra via, quella del gusto” e ” Non conosco personalmente la chef, anzi, mai vista. Nemmeno durante la mia visita si è materializzata al tavolo ed ho apprezzato molto questa usanza controtendenza rispetto a molti suoi colleghi. Però non è un autodidatta, anche se nei piatti c’è sicuramente qualcosa di suo, di personale, tutti i piatti raccontano la storia di qualcuno o qualcosa, se poi realizzati da donne……
:-) Comunque so solo che lei si chiama Aurora Mazzucchelli, 30enne, con passati lavorativi da Arnolfo a Colle Val d’Elsa e al Zur Rose di Herber Hinter a S. Michele Appiano.
E’ giovane ed ha una buona mano in cucina. Le premesse per emergere le ha tutte. E sono certo che emergerà….. E’ tre anni che seguo sporadicamente l’evolversi della sua cucina, ed ora è pronta per affrontare la platea di riluttanti. Le armi non le mancano”.
Come vedi il 7 aprile del 2005 non avevo un idea diversa da adesso.
Aurora è giovane, se non sbaglio ha 29 anni. Credo che a questa età uno chef abbia tutto il sacrosanto diritto di sperimentare assemblando, provando, riprovando e rimescolando nuovamente le carte fino a quando non avrà trovato la strada che riterrà più rappresentativa per la sua cucina ma per giungere a questo stadio è giusto che compia il suo percorso. Oggi è una promettente chef ma la sua cucina ancora non si colloca ai vertci della ristorazione Emiliana, anzi, sarei curioso di sapere quali sono i ristoranti che il recensore ha provato per giungere ad una tale conclusione.
Torno a ripetere: Sparare delle cazzate fa male alla chef in questione e all’incauto lettore gourmet che rischia di restare profondamente deluso nell’eventualità non trovasse una delle migliori cucine Emiliane e non da ultimo, danneggia l’immagine del recensore.
Lo scopo della mia recensione era quello di porre l’attenzione su Aurora per farla emergere non di certo per collocarla ai vertici della ristorazione Emiliana e spero di esser riuscito nel mio intento.
Vi do una news: Aurora Mazzucchelli comparirà su Monsieur nella lista dei giovani e PROMETTENTI chef Under 30 ma prima di collocarla ai vertci della ristorazione Emiliana, bhe, bisogna aspettare, com’è giusto che sia.
Come vedi caro guido quando intervengo non lo faccio per gratuita acidità nei confronti di Bernardi, se permetti, ho altro da fare.
Torno a ripeterti che: Bernardi è splendido nel riconoscere un risotto da una rana pescatrice e per questo ammiro tantissimo le sue doti palatali ma non pensi che sia un pò pochino per pubblicare con serietà una recensione? I casi sono due, o ti fidi cecamente dei tuoi recensori, limitandoti ad adeguare il testo alle tue esigenze editoriali, oppure puoi evitare di pubblicare inutili stupidagini in cui rischi di rimetterci anche la faccia.
Quindi, o ti mangi sta Minestra o ti butti dalla finestra.
Buon appetito,
Mucca
dicembre 29th, 2005 at 19:27
Vedo tanta cattiveria in alcuni commenti al punto che credo si tratti soprattutto di invidia nei confronti del successo di Peperosso.
dicembre 29th, 2005 at 19:29
Nella speranza di non dover comprare del pop corn per, eventualmente, continuare questo piacevole flam ti dico che quanto tu dici è l’esemplificazione di un qualunquistico cerchiobottismo.
-Li ho detto cosi, però,però la ho
detto cosa…
Con riferimento alle minestre: non le amo, nemmeno quelle asciutte e sopratutto se saltassi dalla finestra e scoprissi di saper volare? Con simpatia.
ciao,guyciman
dicembre 30th, 2005 at 01:42
Guido hai ragione te. Dalla mia recensione si evince immediatamente che volessi collocare questo ristorante ai vertici della cucina emiliana. Tanto è vero che a seguito della mia recensione a “scoprirlo” si sono precipitati il Talent Scout Bonilli, Clara Barrapazza28 e il divoratore di molecole gastronomiche Luigi Cremona e da ultimo, quel gran cane da trifola di Bernardi. Di tutti questi emeriti recensori l’unico che ha visto la luce è stato il bi-firmatario Bernardi-Ciomei. Contenti voi, contenti tutti. Si vede che nel qg di peperosso o fanno uso di sostanze psicadeliche o hanno gli occhialini in 3d.
Per Zaccaria,
Ti rispondo alla moda di Pierangelini (sempre che tu sappia di chi stia parlando): “Sono troppo presuntuoso per essere invidioso”.
Mucca
dicembre 30th, 2005 at 09:01
Tutte doti invidiabili le tue.