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Delle differenze nella prosa del vino

Di vino se ne può parlare in tanti modi. Si può arrivare persino a essere lisergicamente creativi come i sommelier del “TG5 Gusto”, per dire. Epperò è interessante notare come tra le varie prose, a volte, ci siano stridenti differenze. Date un’occhiata:

Il vino Bricco dell’Uccellone prodotto da Giacomo Bologna recensito dal critico gastronomico Paolo Massobrio su Giudizio Universale “Il colore del Bricco aveva un che di nebbioleggiante, rosso rubino con riflessi aranciati, come le chiese rinascimentali. Ma il colore era vivido. Al naso dapprima era sottobosco, spezie, sentore di pelliccia animale, poi, come quando scavi un tartufo o cerchi di funghi, ecco venire fuori la viola, madida di umori spinti dall’alcool”.
La notizia di una nuova presunta frode del vino riportata da Wine News “Secondo i carabinieri del Nas di Padova le aziende coinvolte nella frode da 5 milioni di euro sono le Cantine Poli di Gambellara, Grappolo Trading di Bigarello (Mantova), Eurovini di Portogruaro (Venezia), Italvini di Arcole (Verona), Azienda Agricola Fattori di San Bonifacio, Eredi Bartolini di Basigliano (Udine) e EuroComm di Vicenza. Il vino da tavola, che costa 10 mila euro a cisterna, veniva venduto come Igt a 60 mila euro, con un guadagno netto di 50 mila euro”.

[Papero Giallo, Wine News]

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mag  05
2
alle 06:24
da massimo


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