Esclusivo: Rivelà ti — Camillo Langone

Li abbiamo presi e rivoltati come calzini. Poco abituati ai maltrattamenti, hanno finito col confessare. Peperosso orgogliosamente presenta: “Rivelà ti — Tutto quello che avreste voluto sapere dalle penne-di-punta ma non avete mai osato chiedere“.
ANAGRAFE:
1. Nome: Camillo Langone
2. Età : xx anni
3. Residenza: Parma
4: Occupazione: giornalista.
LAVORO:
Collaborazioni [giornali-radio-tv-libri]: Il Foglio (due rubriche: Preghiera e Maccheronica), Il Giornale, più alcune quisquilie. L’unico libro di cui vado orgoglioso è il seguente: Maccheronica. Guida reazionaria ai ristoranti italiani (Mondadori 2004).
RIVELAZIONI:
1. Dopo quale illuminante esperienza ti sei deciso a scrivere di cibo? Nessuna illuminante esperienza di tipo sensoriale. Piuttosto un bieco ragionamento: andavo già nei ristoranti di mezza Italia per conto mio e a un certo punto ho pensato di recuperare le spese facendomi pagare dai giornali.
2. Prima collaborazione e mmm… retribuzione? Per “Lo Stato”, settimanale (non più esistente) diretto da Marcello Veneziani.
3. Critico gastronomico di riferimento: Non ho, non ho mai avuto come modello nessun vivente e nessun professionista. Fra i dilettanti morti me ne vengono in mente parecchi. Costretto a fare un solo nome, Gianni Brera.
4. Il giornale gastronomico che ti porteresti sul Roma Milano? Non me ne porterei (e non me ne porto) nessuno.
5. Ti viene offerta una rubrica sui trend gastronomici. Tre previsioni che giri ai lettori? Piatti tondi, cibi non salati, vini rosati.
6. Hai 5 secondi per rispondere: se io dico: ristorante, tu dici… ? L’Ambasciata di Quistello.
7. La cosa più buona mai mangiata? Qualcosa che non sia contaminato da cuochi: molluschi crudi.
8. Il cibo in TV: cosa ti piace? Non mi piace la tv, figuriamoci il cibo in tv.
9. L’intervista della tua vita? Che ho fatto? Che ho rilasciato? Che ho letto? Che ho fatto: forse quella a Gualtiero Marchesi. Che ho rilasciato: quella che mi fatto Giuliano Di Tanna per il quotidiano “Il Centro” di Pescara. Che ho letto: quella di Carlo Petrini a Wendell Berry, un ecologista americano secondo il quale i ristoranti non dovrebbero usare materie prime provenienti da oltre cento chilometri, esattamente ciò che ho sempre pensato io.
10: Per conoscerti meglio, un libro, un disco, un film: Un libro e un film senza i quali io non sarei io: la Bibbia e Il Marchese del Grillo. I dischi li consumo, mi piacciono solo quelli che sto ascoltando al momento e quindi gli Interpol (”Slow hands”).
da massimo
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maggio 10th, 2005 at 13:43
Interessante la settima risposta. L’essenza del cibo è completamente centrata sulla materia prima offerta da madre natura.
In questo caso il ruolo dello chef è puramente marginale se non inutile….trovo che sia una curiosa provocazione…..
maggio 10th, 2005 at 15:09
Mo che succulento becchime per la visitor Patrizia!
maggio 13th, 2005 at 16:44
eccomi!…. il contaminatore folle…..se fossero tutti come il signore sopracitato…..io mucca &c…..andremmo a vendere i meloni sulla spiaggia….brutta provocazione…..
maggio 16th, 2005 at 14:42
Grandissimo Langone, come sempre…