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Al ristorante il vino lo porto io

“Scusi, la mia wine-bag, per favore”. A fare certe richieste nei ristoranti italiani si passa per eccentrici, bene che vada. Con il risultato che la bottiglia non terminata rimane lì, sul tavolo, invece di seguirci a casa. Con quello che ci è costata! Ne parlava ieri il blog Pecora Nera, colpevolizzando, a ragione, il disagio che proviamo nel chiedere una cosa che pure ci appartiene. Iguaribili snob. E se fossero i ristoranti a toglierci dall’imbarazzo? “Prego, la sua wine bag, dentro, sigillata, c’è la bottiglia di Traminer che non ha terminato”. Suona bene, eh? Un po’ come nel caso di Buta Stupa [ma il sito non è più online]. E se invece, pagando una piccola royalty, un “diritto di tappo”, il ristorante ci autorizzasse a portare il vino da casa? E magari lo scrivesse chiaro sul menù, o all’ingresso, giusto per farci superare i turbamenti. Sospettiamo che, senza l’assillo dei super ricarichi, si berrebbe di più e meglio.

Ma hey, sapevate che in Italia si può fare. Dove? Al “Guido da Costigliole” di Santo Stefano Belbo [Cuneo], per dire, anche se il diritto di tappo è ancora alto [10 euro]. Ce ne sono altri? Segnalateli a Peperosso: cosevostre@peperosso.info , la citazione è obbligatoria.

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[Pecora Nera, WineCountry, GuidoRistorante, Piemonte-Emozioni]

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mag  05
11
alle 01:54
da massimo

Ultimo commento:

di giuseppe trisciuzzi il 01/1/70

Il problema del costo del vino al ristorante è un problema in tutto il mondo.
Larry Romano, che ...


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11 Commenti to “Al ristorante il vino lo porto io”

  1. Tommaso dice:

    Ma comprarsi la bottiglia al ristorante pare brutto?
    A me sembra ridicolo il diritto di tappo.

  2. pecoranera dice:

    Non sono così convinto che il diritto di tappo sia una grande cosa, o perlomeno non per tutti i ristoranti. Un conto è portarsi una bottiglia in una trattoria dove già si sa già più o meno cosa si mangia, ma in un ristorante con piatti ricercati sarebbe impossibile un abbinamento “alla cieca”. E poi 10 euro è una follia! Fino ad oggi i ristoratori ci hanno detto che il prezzo delle bottiglie rifletteva dei costi nascosti come quelli di tenere un certo assortimento, quello del sommelier di sala, il rischio connesso ad una bottiglia che sa di tappo, ecc. Che dobbiamo capire dal prezzo di questo diritto? Forse che in media, tolti tutti questi costi, un ristorante guadagna 10 euro netti per bottiglia?!?

  3. tirebouchon dice:

    Il ristorante Guido da Costigliole offre questo servizio perchè nelle sue immense cantine affitta degli spazi ben delimitati ad appassionati e clienti per custodire bottiglie di vino pregiate di loro proprietà nelle migliori condizioni climatiche di conservazione. E’ un’idea simpatica! Naturalmente il prezzo di 10 euro di diritto di tappo è rapportato al livello “altissimo” del locale (siamo in uno dei grandi ristoranti d’Italia!)

  4. Anonimo dice:

    Non so voi ma io sono stanco delle carte dei vini tutte uguali. Se vogliono essere sulla GUIDA AI RISTORANTI del Gambero, per dirne una, i ristoratori devono mettersi in cantina i vini che sono nella GUIDA AI VINI del Gambero. E così per gli altri editori, naturalmente. Siccome stringi-stringi, i vini sono quelli su tutte le guide, punto più punto meno, finisce che beviamo sempre le stesse cose.
    Vi trovate a Napoli e volete un bel Soave? Troverete in tutta Italia sempre e solo il Soave che ha vinto i tre bicchieri? Che noia!!!

    Dei ricarichi [di cui i ristoratori sono responsabili non più di grossisti, importatori, distributori, commercianti] nemmeno perdo tempo a parlare.

    Per questo vorrei segnalare su Peperosso i ristoranti disponibili a ospitare in cambio di un addebito equo, e di un servizio impeccabile, il ciente che si presenta con il suo vino.

  5. Tommaso dice:

    C’è però da dire che molti vini si riescono a trovare con facilità proprio al ristorante.
    Sull’omologazione sono con te, e ne approfitto per dichiarare che sarei ben felice se più ristoranti tenessero in carta un buon numero di vini della Valle d’Aosta e della Liguria.

  6. liloniadriano dice:

    e’ ridicolo mettere 10 euro di “balzello” ….su una bottiglia portata da un cliente!…..cose da pazzi…in 17 anni di attivita’ mai messo un centesimo in piu’ per questa cosa!….ho avuto una piccola riunione giorni fa mi han chiesto se potevano portare il loro vino….non ho chiesto nulla in piu’….solo a fine pranzo ho approffittato per un assaggio ed ho cosi’ iniziato una simpatica discussione con questo gruppo…..sul vino da loro portato!
    credo che a me non sia costato nulla anzi!….son rimasti contenti della possibilita’ a loro offerta…..
    fidelizzazione signori…finche’ continueremo cosi’ non potremo sicuramente pensare al ritorno del cliente…..10 euro rubati in questa maniera sono una sconcezza……

  7. Anonimo dice:

    Adriano scusa — potresti dirmi come si chiama il tuo ristorante?

  8. liloniadriano dice:

    se e’ possibile preferirei spedire per e.mail…grazie

  9. liloniadriano dice:

    riguardo a quanto detto che per entrare sulle guide bisogna avere i tre bicchieri segnalati dissento….io personalmente per questo motivo non ho comprato la guida gr dei vini…..amo sceglire i miei vini su altri parametri(gusto e piacere personale, perche’ no? anche se non sono sommellier… mi da fastidio quel pentolino appeso al collo….:-) )

  10. Epimenide dice:

    A livello di informazione, ci sono paesi (io l’ho visto in Nuova Zelanda, paese in cui il vino comincia ad avere una importanza notevole nell’esportazione) in cui portarsi le bevande, in particolare quelle alcoliche, da soli è normale, anzi certi ristoratori lo apprezzano perché gli evita di richiedere la licenza di vendere alcolici, con i costi e la responsabilità che comporta.

  11. giuseppe trisciuzzi dice:

    Il problema del costo del vino al ristorante è un problema in tutto il mondo.
    Larry Romano, che da 56 anni lavora in California nel mondo del vino, suggerisce ai suoi clienti ristoratori questa formula: costo del vino + ricarico del 50% + 10 dollari di corkage.
    Per cui un vino che il ristoratore paga 17 usd, lo rivende a 35,5 usd, ed un vino che paga 50 usd a 85 usd.
    Non mi sembra una cattiva idea.
    p.s. il termine “corkage” non ha una traduzione in italiano.

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