Senza categoria

Esclusivo: Rivelàti — Uh uh, the BIG FISH

nullMolti italiani pensano che Edoardo Raspelli abbia inventato la critica gastronomica. Maledizione, è così popolare! Multinazionale, in pratica. Ma, incredibile, lo abbiamo al telefono. Noblesse oblige. Davvero pensavate che il Cecil B. DeMille della cucina italiana rispondesse alle domande di “Rivelàti” con una email?

ANAGRAFE:
1. Nome: Edoardo Raspelli
2. Età: 55
3. Residenza: Bresso [MI]
4: Occupazione: Giornalista

LAVORO:
Collaborazioni [giornali/radio/tv/libri]: State scherzando, vero? O stiliamo la lista, o facciamo Peperosso.

VARIE:
1. Dopo quale illuminante esperienza ha deciso di scrivere di cibo? Si metta nei panni del bambino goloso, che una ricca zia – temporaneamente caduta in disgrazia – invita spesso nella villa sul Lago di Garda, trasformata in piccolo albergo e ristorante di charme. Mozzarelle di bufala, olio ev. del Garda, Barolo e Chateau francesi… Fulminato! Tanto che a 16 anni, nel 65, raggiungo Parigi in autostop, per mangiare dal mitico “Lasserre” a Champs Elisées e la sera successiva alla celeberrima “Tour d’ Argent”.

2. Prima collaborazione e mmm… retribuzione? Un pezzo sugli ostelli della gioventù per il Corriere della Sera, gratis. Nel 71 invece, sono stato assunto come praticante in cronaca dal Corriere d’Informazione. L’anno dopo, il 17 maggio, sono stato il primo giornalista ad arrivare in via Cherubini dove venne ucciso il commissario Luigi Calabresi. Le recensioni dei ristoranti sono arrivate nel 75.

3. Critico gastronomico di riferimento: Pier Maria Paoletti, scrittore, giornalista, e – a fine anni 60 – inviato del “Giorno”, che pubblicava, in una rivoluzionaria prima pagina a colori, le sue recensioni dei ristoranti. Franco Tommaso Marchi, raffinato cronista gastronomico e sommelier ante-litteram. Non Paolo Marchi, che ogni tanto parla male di me per la stroncatura che ho riservato a Ferran Adrià nel 99 [22 portate di vergogna] al termine di un viaggio che Tullio Zamò – produttore di vino friulano – aveva offerto alla stampa.

4. Il giornale gastronomico che porterebbe sul Roma Milano? Chissà, forse il mio. [In che senso, scusi. Ci starà mica lavorando?] Chi può dirlo? Comunque, per uno che ha letto Divina Commedia e Promessi Sposi, e che compulsa almeno 8 quotidiani ogni giorno, gli specializzati sono noiosi. Notizie e critica… pochine. In compenso, molte marchette e autopromozione per fiere e manifestazioni. [E il suo, che tipo di giornale sarebbe?] Informazione, commenti, satira. Nessun legame con la grande distribuzione, vera padrona dei giornali di settore. E nessuno dovrebbe impedirmi di raccontare come è fatta la Nutella.

5. Ha 5 secondi per rispondere, se io dico: ristorante, lei dice… ? Mah… guardi, il grande ristorante francese unisce cucina, servizio, e cantina di altissimo livello. Però mangiarci costa 500 euro. In questo senso in Italia non abbiamo grandi ristoranti, esclusa forse l’”Enoteca Pinchiorri” di Firenze, e anche “Al Pescatore” di Canneto sull’Olio, o “La Pergola” di Roma. Però mangiarci costa meno. Vissani è volenteroso, la sua cucina è formidabile, ma il resto…

6. La cosa più buona mai mangiata? Un crudo di gamberoni rossi. La peggiore non le interessa [Certo! E molto] Sei mucchietti composti da semi di peperone su base gelatinosa, serviti in un piatto rettangolare. Da Ferran Adrià, naturalmente.

7. Le viene offerta una rubrica sui trend gastronomici. Tre illuminanti consigli che da ai suoi lettori? Gliene dico uno: La spesa si fa con con i prodotti del posto, bisogna valorizzare il territorio. In questo momento sono in Val d’Ossola, dove ho una piccola casa di montagna. Non mi sogno nemmeno di portare qualcosa da Milano. Come avrei fatto, per dire, a scoprire l’eccellente burro del posto? Invece ormai, ovunque: Milano, Dublino, Vienna, regna la nuova cucina internazionale, dove tutto è indistinguibile, malinconicamente omologato, e il fegato grasso con riduzione d’aceto balsamico, non manca mai.

8. Il cibo in tv, cosa le piace? Il cibo in tv ormai, o è macchietta o è marchetta. Pochi, grossolani minuti, dove un cuoco sgrammaticato, che pretende di essere chiamato maestro, non riesce a spiegare ciò di cui sta parlando. [Beh, le piacerà almeno il Gambero Rosso Channel?] Non l’ho mai visto. [Via Raspelli, possibile?] Mai visto. Pago il canone della Rai, figurarsi se regalo soldi alla televisione satellitare. [A proposito, secondo Aldo Grasso, critico televisisvo uber alles, il suo "Mela Verde" sarebbe meglio del Gambero Rosso Channel] Mi fa piacere. Ma Aldo Grasso cambia spesso idea. Di “Mela Verde” ha parlato altre tre volte. Per dire: 1) che fa schifo. 2) che Raspelli è presuntuoso, ma anche bravo. Della Carlucci invece, peste e corna, ed era da poco parlamentare. 3) che Raspelli è nell’ordine: VANITOSO, ACCONDISCENDENTE, e OSSEQUIOSO. Ci sono rimasto male, perchè sarò pure vanitoso, e va bene, ma sono le dinamiche della tv generalista, il suo pubblico indifferenziato, a consigliare certi modi di fare.

9. Con merito o meno, lei è il simbolo della critica gastronomica italiana, ritiene che il gruppo editoriale “L’Espresso”, abbia preso una decisione saggia, cacciandola anni fa, dalla direzione della guida ai ristoranti? Ho la massima disistima di un principe-editore come Carlo Caracciolo o di un amministratore delegato come Marco Benedetto, che mi hanno licenziato non perché fossi incapace, ma perché non ubbidivo alla richiesta di cambiamento di una ventina di voti. Oggi, non è il curatore che fa la guida, ma il principe. I giudizi negativi non ci sono più. Vengono premiati i ristoranti dei grandi produttori di vino, come dimostra il caso del ristorante “Duomo” di Alba. O quelli legati a nomi come Armani, leggi: recensione del ristorante “Nobu” di Milano nel 2001. [Come dovrebbe essere invece una guida?] Al ristorante si paga, e si dimostra pubblicando la ricevuta fiscale accanto alla recensione. E invece di stuoli di collaboratori, ne bastano una trentina, di quelli che non si fermano mai.

10. Per conoscerla meglio: 1) un libro, 2) un disco, 3) un film. Il libro: il copione di “Classe di Ferro“, una struggente commedia di Aldo Nicolaj, con Isa Barzizza, Piero Mazzarella e Paolo Ferrari. Il disco: tutti quelli di Enzo Jannacci. Il film: Qualcuno sta uccidendo i migliori cuochi d’Europa.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mag  05
27
alle 05:35
da massimo

Ultimo commento:

di liloniadriano il 01/1/70

:-) purtroppo mi piaccio molto.....e la mia era una risposta alla sua risposta sulle scemenze...i...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


26 Commenti to “Esclusivo: Rivelàti — Uh uh, the BIG FISH”

  1. liloniadriano dice:

    cavolo! ma la foto e’ di raspelli?…pensa! …mi son fermato perche’ pensavo un articolo sulla cinta senese…… :-) ))

  2. liloniadriano dice:

    stavo naturalmente scherzando…in realta’ raspelli el me pias!…..

  3. Tommaso dice:

    Sempre molto ficcanti e intelligenti i commenti di liloniadriano.

  4. liloniadriano dice:

    buondi signor farina…quale onore!…essere “risposto” da lei…..vedro’ di aver modo di leggere qualcosa di suo(non sto scherzando!) mi puo’ dare indicazioni? nei ritagli di tempo amo leggere …….

  5. Anonimo dice:

    Compulsare deve essere mio, credo.

  6. paolo marchi dice:

    tuo? Non credo proprio:

    ”4. Il giornale gastronomico che porterebbe sul Roma Milano? Chissà, forse il mio. [In che senso, scusi. Ci starà mica lavorando?] Chi può dirlo? Comunque, per uno che ha letto Divina Commedia e Promessi Sposi, e che compulsa almeno 8 quotidiani ogni giorno, gli specializzati sono noiosi. Notizie e critica… pochine. In compenso, molte marchette e autopromozione per fiere e manifestazioni. [E il suo, che tipo di giornale sarebbe?] Informazione, commenti, satira. Nessun legame con la grande distribuzione, vera padrona dei giornali di settore. E nessuno dovrebbe impedirmi di raccontare come è fatta la Nutella”.
    Anzi, colgo l’occasione: cosa impedisce al Simbolo di raccontarci come è fatta la Nutella?

  7. paolo marchi dice:

    Allora lei, caro liloniadriano, non si limita a compulsare otto quotidiani al giorno… Una curiosità: quanti ne legge senza limitarsi a sfogliarli?
    Certo però, non avrei mai immaginato che Dante e Manzoni partorissero il Cinto di Bresso…

  8. liloniadriano dice:

    oh…buon dio!…..anche lei mi risponde!…..io quotidiani ne leggo raramente…leggo mensili….oppure mi istruisco sui blog…. :-)
    il cinto di bresso non era un offesa per carita’….io allora cosa dovrei dire che secondo il ministro Sirchia non rientro nei parametri?…..saluti signor marchi a lei che fisiognomicamente mi sembra un bel personaggio(orso razza bruna alpina :-) ) )
    eh eh eh ..fatemi sorridere un po’ e non offendetevi per cosi’ poco!….in realta’ sono un bravo ragazzo….

  9. paolo marchi dice:

    scusi, perché dovrei offendermi? tra l’altro ho radici trentine. piuttosto potrebbero risentirsi gli orsi bruni così come i cinti…
    torno a compulsare i miei diciotto o diciannove quotidiani del sabato (è giornata di compulsazione estera oggi, il numero aumenta per via delle testate francesi e inglesi)
    scherzo, solo un analfabeta può vantarsi di compulsare otto giornali senza, immagino, deduco, desumo, leggerne uno. come quelli che scopano a parole, “compulsano” donne insomma…

  10. Anonimo dice:

    Volevo dire che “compulsa” potrei averlo aggiunto io. Sono chiacchiere raccolte al tel.

    Poi mi taccio.

  11. paolo marchi dice:

    Allora dovevi trattare tutti con lo stesso metro, risposte scritte o ciao ciao
    la prosssima volta pensaci bene prima di inventarti la serie A e la serie B, fermo restando il fatto che la compagnia è mille volte meglio tra i cadetti, assieme con Bruno, Marco, Paolo, Tommaso…

  12. liloniadriano dice:

    ? :-)

  13. paolo marchi dice:

    ? :-)
    mi sembra chiaro: meglio in B con Gambacorta, Gatti, Massobrio, Farina…, obbligati al compitino scritto, che in A con Raspelli sparolante a ruota libera
    E, ripeto, perché non ci ha ancora raccontato, lui che è il “solo” libero, vergine e puro, come è fatta la Nutella?

  14. paolo marchi dice:

    Ovviamente chiedo scusa a Edoardo se legge ogni giorno otto giornali, e non si limita a compulsarli, e cartellino rosso per Bernardi

  15. liloniadriano dice:

    dite la verita’…voi grandi giornalisti in fondo vi amate…quelle che leggo sono piccole scaramucce….in fondo vi desiderate profondamente…… :-) )

  16. patrizia dice:

    Che sia un momento di decadenza, estenuazione alla Andrea Sperelli (Dorian Gray si offenderebbe) per la critica enogastronomica?

    Parrebbe di sì.

    Che barba…

  17. Tommaso dice:

    Dai, state ‘bboni, non state a fa’ ‘a curva sud.

  18. paolo marchi dice:

    hai ragione, che palle, le mie comprese
    però per fartela crescere, la barba intendo, ti sei letta tutto…
    masochista?

  19. patrizia dice:

    no. interessata all’argomento.

  20. liloniadriano dice:

    argomento intende che le interessa raspelli?

  21. patrizia dice:

    no, alla critica gastronomica.
    ma la domanda non le sembra superflua?

  22. liloniadriano dice:

    :-) purtroppo mi piaccio molto…..e la mia era una risposta alla sua risposta sulle scemenze…io non son giornalista ma vivo quotidianamente cosa vuol dire vivere sulla pelle il piacere…..di incontrare tante tantissime persone che mi gratificano per la mia passione umilta’ e sensibilita’…stia tranquilla non era un attacco a lei ma al suo pensiero…..alleggerire il bagaglio di carico con apparenti cavolate serve molto…ci son momenti e momenti forse non c’era intendenza in quel momento…le assicuro che non offendo mai persone se non le guardo dritte negli occhi…la saluto liloni adriano

  23. liloniadriano dice:

    non come sembra……ho visto gente innamorarsi della ravaioli ed iniziare a cucinare(quale cucinare?) per questo…
    i canali sensoriali che attendono alla cucina ed alla sensualita’ sono paralleli se non convergenti….ed un raspelli magniloquente seppur non un adone potrebbe avere le sue fans….eh eh eh ….
    (adesso un fulmine gastronomico partente dall’olimpo culinario mi cancellera’ per sempre dal blog….. :-)

  24. patrizia dice:

    quale sarebbe questa verita’ che vive sulla sua pelle?
    o meglio: cosa avrebbe a che fare, di grazia, con la mia risposta ?

  25. patrizia dice:

    un po’ di misura a volte non guasterebbe, il bello e’ che, a furia di sparare scemenze, alla fine ci credete veramente, ma contenti voi…

  26. liloniadriano dice:

    cara patrizia…non ho usato termini volgari ho detto una verita’ che vivo quotidianamente sulla mia pelle…..
    l’arroganza della troppa serieta’ e’ maggior male della facezia vitale di alcuni….
    te salude…..
    liloni adriano

Lascia un Commento