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Corsi di cucina: W il ristorante do-it-yourself

Scoprire l’e-commerce di Academia Barilla, e compulsarlo ossessivamente è stata una cosa sola. Fino a quando abbiamo scoperto i corsi di cucina. 3 ore e mezzo di “lezioni private” [fa più figo, vuoi mettere?] a Parma, 312 euro. Come: 312 euro??? Di sicuro non insegna Vissani, se spiega lui, in un’ora abbiamo capito si e no come si accende il gas! Ma hey, 312 euro sono troppi per cavarsela con una battuta, anche se il pranzo è compreso [in un corso di cucina?]. Di che morte deve morire il volenteroso gastro-apprendista? Siamo andati a vedere. Nel sito del Gambero Rosso, naturalmente [Slow Food nemmeno pubblica i prezzi]. Corso basic, otto incontri da 3 ore: 680 euro. 85 cadauno. Meglio, ma per rimanere a Vissani, in 8 incontri si spiegherebbe pure lui. E Milano? Quella-da-bere resiste nello snobbissimo “Club Congusto” di Via Manzoni. Dove l’ABC della cucina è organizzato in due lezioni [Corso Giugno 2005] da 4 ore e mezzo. 140 euro, 70 a lezione. Dotazione: più o meno la stessa. Che al nostro amateur, convenga vivere a Metanopoli? Non sappiamo, ci sfugge però la ragione che proibisce ai cuochi di fare da sè, o al massimo con qualche collega, utilizzando le proprie cucine. Non sarebbe più conveniente per tutti?

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giu  05
10
alle 04:40
da massimo

Ultimo commento:

di io il 01/1/70

ovvio


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18 Commenti to “Corsi di cucina: W il ristorante do-it-yourself”

  1. io dice:

    se vieni da me, non so che cosa ti posso insegnare… ma se tip iace puoi venire e spooprarmi per qualche settimana… ovviamente scalo 2 euro ogni fanculo che mi mandi mi sa che se non andiamo a pari me ne devi dare tu …

    anyway….

  2. Anonimo dice:

    Invece di fare CRASSI [direbbe Tommy Farina] commenti da cuochi, perchè non ci spiegate come mai non esistono corsi di cucina direttamente organizzati da VOI, nelle cucine dei VOSTRI ristoranti?

  3. miogo dice:

    A Bologna e dintorni qualcuno che li fa (o li faceva, non so piu’) nel suo locale c’e':
    - Marco Fadiga nel suo bistrot;
    - l’800 ad Argelato.
    Chiedero’ info sui costi.

    ciao

  4. liloniadriano dice:

    tieni corsi tristram?…..

  5. tristram dice:

    No, non sarebbe più conveniente per tutti: solo per gli allievi…

  6. liloniadriano dice:

    se vieni da me non paghi nulla e non impari nulla…pero’ passi una bella serata….a parte scherzi avevo gia’ letto, come sa bernandi anche degli accostamenti vino….bah!…..devo imparare a cuocere la pasta a quei prezzi?….
    :-)

  7. Giampiero alias Aristide dice:

    Bravo Peperosso.
    Quella dei costi dei corsi di cucina è un altro scandalo. Per non parlare delle metodologie didattiche utilizzate e dell’approssimazione di molti chef ed organizzatori di tali corsi.
    Hai fatto bene a pubblicarne gli importi. Qui a Verona non si riesce a partecipare ad un corso di cucina per meno di 350-400 euro per quattro o cinque serate.

  8. liloniadriano dice:

    per un semplice motivo : io non ho la brigata che permetterebbe al mio cheffino (che poi e’ ancora molto giovane)di farlo, la mia cucina non e’ chilometrica …diciamo che non ho l’arte dell’insegnamento nel sangue, preferisco come gia’ fatto interazioni fra colleghi e qualche riunione dove ci facciamo goliardicamente sane risate vedendo semplici clienti preparare per una giuria di appassionati i loro piatti!
    non sara’ molto educativo pero’ ci divertiamo un sacco, io sono dell’idea che molte volte sarebbe meglio prendersi meno sul serio….
    ha presente i mostri con tognazzi e gassman?…..:-) saluti dal crasso adriano

  9. gianna ferretti dice:

    A Villa Amalia (Falconara Marittima, AN) una mia amica ha organizzato un corso di cucina (max 10 persone), si svolgeva nel giorno di chiusura nella cucina del ristorante. sono andata un paio di volte…non era molto costoso..credo che si ripeterà..

  10. io dice:

    semplicemente perche dentro i Crassi 18,5 metri di cucina di goodfeelings, non ci entreremo….

    as simple as that

  11. io dice:

    happycook se avete un posto per farlo lo fa for free

  12. liloniadriano dice:

    …..davvero? :-)

  13. Anonimo dice:

    Notevole Happycook. Ma andando con ordine, per un corso da, diciamo… 10 persone, cosa serve oltre al cuoco e al posto? E poi, che tipo di corso?

  14. magda dice:

    Il Comune di Verona organizza una volta l’anno (sigh) un corso base di cucina in 10/12 lezioni presso l’Istituto Alberghiero cittadino. Gli insegnanti sono i professori stessi dei corsi diurni, il corso si svolge la sera, due volte a settimana, e il prezzo era decisamente contenuto (non vorrei spararla grossa ma mi sembra che si aggirasse intorno ai 150 euro). Peccato che per me, attualmente in trasferta a Milano per studio et lavoro, sia impossibile da seguire. E poi solo un corso all’anno… uffa!
    E allora mi domando e chiedo: perchè gli istituti alberghieri in genere non sfruttano le loro strutture per queste iniziative (anche senza l’appoggio e la convenzione del Comune)? Hanno il posto, hanno gli insegnanti, per loro sarebbe una fonte di guadagno ulteriore e noi poveri incapaci accorreremmo in massa! Bah, mi sembra davvero la scoperta dell’acqua calda.

  15. Pietro dice:

    happycook, accogli l’invito di Pepe, please!

  16. io dice:

    dunque, serve di sicuro uno spazio adeguato, dove poter dimostrare le ricette che si decidono di mettere in pratica. poi serve uno spazio dove le persone che hanno visto eseguire la ricetta dal relatore in questione abbiano lo spazio seguite dallo stesso relatore di mettere in pratica ciò che hanno visto fare.

    I corsi possono essere di qualsiasi tipo, un buon cuoco credo possa tenere dei corsi che vanno dalla panificazione di base e via via per antipasti crudi e cotti di carne o di pesce. Lo spazio è dunque fondamentale.
    ogni persona con almeno due fuochi a disposizione o meglio ancora di flaptop in modo che possano avere piu possibilità, un picciolo frigo un tragliere e un bancone

  17. Anonimo dice:

    Serve uno spazio attrezzato, ho capito. E magari pure gli ingredienti per cucinare, giusto? Il corso, potrebbe essere per appassionati semi-principianti. E blogger, perchè no.

  18. io dice:

    ovvio

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