Trattoria Amerigo [con stella Michelin], il vino lo portiamo noi
Dice: un ristorante dove hai mangiato la sapa [o saba, mosto d'uva cotto, insomma]. Un paio, con molte controindicazioni. Aspetta… Amerigo serve una prodigiosa ricotta con la sapa, e non causa effetti indesiderati. E poi, non è lì che si mangia la mortadella di Pasquini? Amerigo è una trattoria, ma di mezzo ci sarebbe la stella Michelin. Ossimoro? Noi che siamo per la pulizia linguistica delle tabelle merceologiche, perdoniamo. Come la chiamereste una casa di campagna con l’ossessione dei prodotti locali, fatti come dio-comanda? Poi Trattoria aiuta a distinguere da Locanda [una manciata di camere] e da Dispensa [prodotti do-it-yourself venduti dal 1934, o giù di li]. Non basta? Sostengono i Bettini [seconda o terza generazione, mah?] che da Amerigo, in Via Marconi 14 a Savigno, sui colli bolognesi, il vino potete portarlo da casa [nel sito c'è pure apposita paginetta] SENZA PAGARE diritti di tappo. Anche se tutto, dalla temperatura di servizio alla scelta dei bicchieri, dalla caraffatura alla mescita, è… da stella Michelin, ça va sans dire.
Trattoria Amerigo, tel. 051 670.83.26
PS: Continuate a segnalare ristoranti che in cambio di addebito equo, e servizio impeccabile, consentono ai clienti di portare il vino da casa. Citazione obbligatoria. Scrivete a cosevostre@peperosso.info
I ristoranti che hanno già scritto a Peperosso sono:
Ai Molini di Mirano [Venezia]
Dall’Amelia di Mestre
Novecento di Casarsa dela Delizia [Pordenone]
AMA di Milano
Pegaso di Gavardo [Brescia]
Guido da Costigliole di San Stefano Balbo [Cuneo]
da massimo
Ultimo commento:
di blu il 01/1/70
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giugno 13th, 2005 at 17:08
Sono stato ieri a cena da Amerigo a Savigno….
Se vi capita di andare non perdetevi il capretto al forno, il prosciutto di mora romagnola stagionato 30 mesi, il salame e la coppa di testa.
Tra poco scompariranno anche gli asparagi e forse non farete in tempo ad assaggiare la lasagna ripiena d’asparagi ma quella sfoglia ancora mi fa venire i brividi.
Assaggiate anche i passatelli con i gamberi d’acqua dolce e non perdetevi come antipasto la trota affumicata in casa su trucioli di ciliegio….slurp, slurp.
Tra i secondi ci sarebbe anche da non perdervi il maialino di mora romagnola cotto a bassa temperatura, boia, si scioglieva in bocca e la cotenna era semplicemente fantastica. Purtroppo avendo mangiato anche un kg di tigelline non avevo più lo spazio per un dolcino, nemmeno per il pre dessert, un sorbetto al lambrusco, peccato, tornerò per assaggiarlo.
Mucca
giugno 13th, 2005 at 17:15
… mi son dimenticato di ricordare un altro antipasto che ho mangiato.
Il finto riso con il primo tartufo estivo….
Probabilmente (considerando i tempi biblici che passano per aggiornare il mio blog) lo recensirò verso i primi di settembre… prima ho dei locali visitati a marzo da pubblicare.
Intanto mi tiro avanti il materiale fotografico spiluccando cibo…..
Mucca
giugno 13th, 2005 at 21:00
Mi chiedevo, non sarebbe il caso che pure tu consentissi ai clienti di portarsi il vino?
giugno 14th, 2005 at 00:23
….Mha! Io non capisco dove stia il problema, non ho mai negato a nessuno il piacere di portarsi la propria bottiglia di vino, compreso un tetrapak di Tavernello.
Se non rendo nota la notizia sul web é perchè non amo fare promozione della mia attività professionale in questi spazi pubblici.
A Oxford ci hanno insegnato il valore dell’understement.
Visto che mi chiami in causa su questi schermi ti racconto un simpatico quanto delizioso anedoto che ti può far capire qual’è il profilo di alcuni personaggi che viaggiano con la sporta del vino di ristorante in ristorante.
Arriva una distinta coppia e chiede se può pasteggiare con il vino che si sono portati dietro, un Cristal ‘95. Nessun problema esclamo, prelevo due Adina magnum soffiati a bocca Spigelau e raffreddo la bottiglia, allo stappo, per altro rigorosamente gratuito, mi accorgo che la preziosa bottiglia si è trasformata in Marsala d’annata rigorosamente ‘95 con grande rammarico degli avventori.
A quel punto gioco il jolly tentando la fortuna e faccio presente che in carta c’è un simpatico Cristal proprio del ‘95 gelosamente e amorevolmente custodito per soddisfare due palati esigenti, peccato che difronte al prezzo, comunque equo £300.000 i due esigenti gourmet hanno preferito ripiegare su di un prosecco Foss Marai dove è scattato immediatamente il diritto di stappo, rintappo, ricarico, rinfaccio, rabocco, mescio, rimescio, rabbuffo e ridacchio…
Sapevate che muoiono più persone per via dello stappo di una bottiglia di champagne rispetto al morso di un ragno velenoso?
Mucca
giugno 14th, 2005 at 11:54
io con l’understetment ci bazzico poco …sai sono un rude valligiano ….lo faccio a piccoli passi …faro’ il salto di qualita’ quando mi chiameranno a “gusto”…ciao pietro…..
ah ah ah ah ah
giugno 14th, 2005 at 14:58
A occhio, tu e l’understatement non frequentate la stessa parrocchia
Ad ogni modo, i tuoi clienti possono portarsi il vino da casa? E il diritto di tappo, quanto costerebe?
giugno 14th, 2005 at 15:26
….No la parrocchia è diversa per il semplice fatto che dispongo di una Cappella privata in stile rococò coordinata con le mie mise domenicali….
Mucca
giugno 14th, 2005 at 18:02
mise en place?……:-)
giugno 19th, 2005 at 16:09
Vi prego, basta con questo utilizzo smodato di “ça va sans dire”, non se ne può più !, è ovunque !
Per il resto, bel sito davvero, complimenti !