“Viavai” giustificato, sentenzia Alberto Cauzzi
Trattoria ViaVai
Bolzone di Ripalta Cremasca (CR)
Tel. 0373.268232
Trattoriaviavai.it
Visitato Domenica 13 novembre 2005
Come Giano bifronte, sublime testa visibile al museo etrusco di Villa Giulia [Roma], Stefano Fagioli, chef e patron della trattoria Viavai, è doppio. Attrezzato di show televisivo, come si conviene allo chef di successo [è il mattatore di Casa Alice, trasmesso dal canale satellitare omonimo] eppure poco a suo agio nel ruolo di star che tanto piace ai suoi colleghi. La cucina no, non è bifronte, anzi. Diretta, concreta, privilegia la materia prima, scelta con oculatezza se non addirittura auto-prodotta. La mano è lieve, capace di alleggerire le preparazioni tradizionali senza togliere spessore, con punte di eccellenza nella lavorazione dell’oca. I prezzi, decisamente sotto controllo [antipasto, primo, secondo e dolce: 35/40 Euro] aumentano il piacere di trovarsi in un ambiente semplice eppure caldo, suggerendo di sorvolare sul servizio, anche troppo informale. La scelta delle etichette che compongono la carta dei vini è originale [non capita spesso], si può sperimentare senza impoverirsi. Noi abbiamo assaggiato:

- Petto d’oca affumicato con il nostro patè – Nell'insistito viavai tra ristoranti mai mangiato patè migliore di questo, probabilmente. Accompagnava un gustoso petto d'oca affumicato.

- Terrina di fegato grasso d’oca – Pure qui superlativo assoluto: buonissima. Servita con un velo di sale grosso integrale e coadiuvata da una delicata confettura di melanzana.

- Tortelli Cremaschi – Un sottile involucro di pasta che non prevede l'impiego di uova, puntella il ripieno fatto con amaretti scuri, grana padano, cedro candito, uva sultanina. Condimento minimalista secondo tradizione: burro fuso e spolverata di grana padano. Gradevoli.

- Anatra intera ripiena – Piatto epitome del cuoco: selezione intransigente della materia prima, mestiere - la cottura è da manuale - e il sapore del ripieno, vivace ma ben dosato, che segnala la aggraziata mano. Ottimo.
Una trattoria moderna il Viavai, che non sarà l’avventura gastronomica della vostra vita. Ma la vicinanza a Milano [all'incirca 50 km, siamo nei pressi di Crema], il borgo seducente, le squisite preparzioni a base di oca o anatra, ne fanno un indirizzo da mettere in agenda. Anche per conoscere un cuoco davvero capace, e decidere da voi dove sta meglio, dietro alle telecamere o dietro ai fornelli. O tutti e due, Giano bifronte.
Alberto Cauzzi
da massimo
Ultimo commento:
di riccardo ferri il 01/1/70
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novembre 21st, 2005 at 13:44
caro alberto……sono attento alle tue recensioni ma non mi oso profferir parola sul Via vai visto che non lo conosco perr nulla…..ora mi segnero l’indirizzo e non manchero di provarlo appena sarò da quelle parti……..
P:S: Boglione è stato “provato”……ci dovresti andare anche tu……
novembre 21st, 2005 at 14:32
il problema è che essere dalle parti sdi Stefano “per caso” è praticamente impossibile…
Vale il viaggio comunque. Anche per la cantina
novembre 21st, 2005 at 15:22
Viavai posto dove andare, bello hai ragione. E Stefano Fagioli è bravissimo.
LÃ ho mangiato il miglior filetto di fassona della mia vita.
Portca miseria ci sarei venuto anch’io!
L.
novembre 24th, 2005 at 21:34
Che dire di più…. la prima volta ci sono stato assieme a Michele e Lorenzo ed è stata una felice esperienza, tanto che ci sono tornato diverse volte, ma per far capire a chi non l’avesse ancora provato, cito per tutte il pranzo di Pasqua di quest’anno.
Penso tutti abbiamo avuto la nostra esperienza più o meno negativa andando al ristorante a Natale, Pasqua o ferragosto, beh… così non è stato, almeno per me e la mia famiglia, al Viavai dove abbiamo mangiato BENISSIMO!!! dall’antipasto al dolce, a proposito, complimenti alla moglie di Stefano che fa dei dolci da perderci la testa.
Come dice giustamente Michele, vale il viaggio!
gennaio 16th, 2006 at 11:05
tra i tanti ristoranti ristoranti visitati segnalati, non ne vedo mai uno degno veramente di nota, dove si possa mangiare bene senza spendere uno sproposito e dove l’ambiente sia particolare. eppure qualcuno c’è. io vorrei segnalare un posticino veramente unico nel suo genere, si chiama RENOIR CAFE, di pogliano milanese, un ristorantino a lume di candela con pochi coperti con cucina italiana curatissima, ad esempio ho mangiato un branzino in crosta con patate cotto al forno a legna divino. eppure questo locale meritevole di essere segnalato viene ingnorato dalle guide di grido, forse manca la solita raccomandazione . chi sa darmi una risposta seria in merito????