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07.09.05 — Lettera aperta ad Alberto Cauzzi sopra i criteri di valutazione dei ristoranti

Niente blog per noi fino al 9 Gennaio. Nel frattempo vogliate gradire “Peperorosso Greatest Hits”, distillato [per rimanere in tema] degli ultimi mesi di deliranti messaggi.

Caro Alberto… e non solo,

Ho molto apprezzato la pubblicazione della ricevuta fiscale accanto alla tua recensione del ristorante Apicius di Parigi. Come raccomanda Raspelli. E in generale, il puntiglio burocratico del tuo rendiconto. Ben fatto: con i soldi non si gioca oggi, tantomeno con i nostri. Ho anche letto [ma è stato faticoso] i criteri adottati per la valutazione dei ristoranti. Posso dirtelo? Per quanto impostati correttamente non li condivido: sono, all’ingrosso, quelli utilizzati da tutte le guide. Invece a me pare che serva uno sforzo maggiore: i criteri di valutazione dei ristoranti vanno RIFORMATI. Sapresti spiegarmi perchè, ad esempio, dovrei sopravvalutare il ristorante dotato di faraonica cantina? Non sarebbe meglio una decente lista di vini per il cui stoccaggio il ristoratore non spenda una fortuna, fortuna che ha sostanziose ricadute sul mio conto? Se poi si vuole per forza sbalordire davanti a pareti di Chateaux Petrus, allora si vada in un museo. Premierei casomai la buona disposizione nei confronti del vino portato dai clienti. Questo si.

Mi risulta che Paolo Massobrio non valuti il ristorante l’Ambasciata di Quistello, in provincia di Mantova, per il tono eccessivamente confidenziale del servizio. E la comunicazione? A Camilla Baresani è capitato di leggere nel menù di un ristorante di qualche pretesa, alla voce lasagna: “Le dolcezze della terra. Sottili vibrazioni interne“. Pensi che un fulmineo pregiudizio nei confronti del [non a caso] defunto “Aimo e Nadia, L’altro luogo” di Milano, non fosse giustificato? A proposito, per deformazione professionale non escluderei dalla valutazione i siti internet. Sai quante nobili stroncature con tutto quell’uso della tecnologia Flash.

Tra il detto e il non detto prospera la leggenda che l’assegnazione della stella Michelin dipenda dalla presenza in carta di un piatto di pesce. Smentita per altro dal D’O di Cornaredo [e se fosse l'eccezione che conferma la regola?]. Sono più volte capitato in ristoranti che dividevano la proposta tra le voci: “Terra” e “Mare”, dove tra i terragni c’erano piatti buonissimi, mentre quelli di pesce erano almeno opinabili, quando proprio non puzzavano! Etticredo, mi trovavo a Piacenza, o a Perugia, addirittura tra solenni montagne. Credimi, a volte sarei tentato di imporre menù i cui ingredienti provengono al massimo da 50 km di distanza. Sto esagerando, al solito, ma è per rendere l’idea.

E a proposito di ambiente, se insieme, tu ed io, avessimo deciso di aprire un ristorante a Milano

dove lo ha fatto Peck, pensi che ce lo avrebbero permesso? No, vero? Perchè allora prima di magnificare le doti dell’[ex ormai] Cracco-Peck, non si precisa mai che in un posto del genere un ristorante non si apre, che può essere pericoloso assai?

Ancora, non so se ti è mai capitato di frequentare un ristorante dove non si mangia granché, ma almeno un piatto è formidabile. Che faccio, lo includo tra i migliori ristoranti? Non credo. Redigo una graduatoria dei singoli piatti? Potrebbe anche essere… Ma non è tutto qui, nel valutare la piacevolezza di un ambiente, cosa consideriamo, solo l’armonia degli interni, la pulizia, l’illuminazione e la distanza tra i tavoli? E perchè non già la musica, o massimo divertimento, le multiformi frequentazioni?

Un filo di sano brainstorming Alberto, sulla riforma dei criteri di valutazione dei ristoranti, credo possa giovare in vista di una futura… possibile… boh, chissà, guida ai ristoranti di Peperosso. Non trovi?

In fede, Massimo Bernardi

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Ciao Alberto è vero quello che dici ma vale per una percentuale di clientela molto limitata,inol...


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3 Commenti to “07.09.05 — Lettera aperta ad Alberto Cauzzi sopra i criteri di valutazione dei ristoranti”

  1. ugo dice:

    Concordo in larga parte con quello che dici Massimo mi permetto di far notare che però la carta dei vini anzi meglio il servizio dei vini al ristorante deve essere migliore e può non incidere sul prezzo.
    Innanzi tutto ci vogliono Sommelier diversi che assaggiano e comprano in base al loro gusto e non in base ai premi delle varie guide,in primis perchè devi “sentire” il vino che vendi e non ripetere il pistolotto della scheda della guida, in secondo luogo devi fare una proposta equilibrata dando la possibilità di scegliere tra un ampia gamma e in diverse fasce di prezzo, si può fare?
    Il mercato del vino in Italia è cambiato molto negli ultimi anni e appoggiarsi ai distributori può aiutare molto, fare ricarichi giusti risolve altri problemi tipo la rotazione.
    Infine non mi piace l’idea del portarsi la bottiglia da casa pagando il servizio stappatura, svilisce il ristoratore che si leva un problema ma perde un ottimo elemento per caratterizzare il suo locale,preferisco l’offerta al bicchiere di gran lunga.
    Invece portarsi via la bottiglia aperta mi sembra più corretto,non elegante ma corretto.

  2. Alberto Cauzzi dice:

    Ciao Ugo,

    Il BYOW la ritengo una grande idea. Consente di gustarti la migliore cucina con la tua bottiglia preferita senza doverti svenare. Non dimenticare che le tue, seppur rispettabili, scelte enologiche non sono infinite e sopratutto non coprono tutti i gusti desiderati. In questo modo risolviamo l’atavico problema della cantina, dei ricarichi sui vini e soprattutto “democraticamente” concediamo al cliente di scegliere al ristorante o di portarsi la bottiglia che più gli aggrada.
    In ultimo una curiosità … quando aprite il ristorante ? Fammi sapere mi raccomando

  3. ugo dice:

    Ciao Alberto è vero quello che dici ma vale per una percentuale di clientela molto limitata,inoltre non uscirebbe più nessun nome nuovo perchè il cliente medio beve una decina di etichette a lui note,i poveri giovani produttori farebbero ancora più fatica.
    Poi credo che si azzererebbe la figura mia e dei miei colleghi, che servirebbero solo a stappare e versare le bottiglie.
    Sui tempi della ns attività ti tengo informato non temere!!!!

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