26.08.05 — Giovani e snelli… e forse coglionati: minerale vs potabile
Niente blog per noi fino al 9 Gennaio. Nel frattempo vogliate gradire “Peperorosso Greatest Hits”, distillato [per rimanere in tema] degli ultimi mesi di deliranti messaggi
Noi tutti confidiamo nel passerotto dello spot Acqua Uliveto, vero? Un giorno colpirà ossessivamente col becco la fronte di Alex Del Piero, liberandoci da un peso che tormenta il mondo. Nel frattempo siamo costretti a subire, ma la tentazione di mandare al diavolo Uliveto e tutte le minerali, per tornale all’acqua del rubinetto, si fa, a volte, insopprimibile.
E-P-P-U-R-E:
Gli italiani vantano il primato mondiale dei consumi di acqua minerale: 172 litri all'anno a testa [280 euro di spesa per famiglia]. Oltre 11 miliardi di litri imbottigliati a prezzi esorbitanti con oltre 280 marche: un metro cubo di acqua potabile costa 43 centesimi di euro, un metro cubo di minerale tra 300 e 500 euro [Indymedia].
E-P-P-U-R-E:
Per la legge italiana l'acqua del rubinetto deve rispondere a parametri di qualità superiori a quelli previsti per la minerale [200 circa contro 48]. Un esempio su tutti: quando nel 93 l'Organizzazione mondiale della sanità stabilisce che le acque non devono contenere più di 10 microgrammi di arsenico per litro, quelle potabili si adattano subito alla normativa, invece quelle minerali continuano per 10 anni a contenere arsenico fino a 50 microgrammi per litro. E lo stesso avviene con il manganese: la sua tolleranza per le acque minerali è fissata a 2000 microgrammi per litro. Per le acque potabili ci si deve fermare a 50 microgrammi. Dunque l'acqua di casa è più sicura. E più trasparente: sulle etichette non c'è traccia delle 19 sostanze che dovrebbero essere controllate molto attentamente, come arsenico, cadmio, nichel, cromo trivalente e nitrati [Frilli Editori].
E-P-P-U-R-E:
In un test effettuato da Legambiente in 6 città italiane (Milano, Roma, Napoli, Palermo, Foggia) nemmeno 2 italiani su 10 sono riusciti a individuare qual era l’acqua imbottigliata e quale quella uscita dalle tubature domestiche. A Roma più di 4 su 10 hanno confuso la minerale per l’acqua del Comune [La nuova ecologia].
Improvvisamente siamo colti da un dubbio, non è che qualcuno vuol darcela a bere? Nel 2002 per dire, gli investimenti pubblicitari del settore sono stati superiori a quelli di ogni altra bevanda [290 milioni di euro], mentre il fatturato, decisamente cospicuo, ha raggiunto i 5.500 miliardi del vecchio conio. Giovanie snelli… e coglionati?
da massimo
Ultimo commento:
di Lcr il 01/1/70
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gennaio 1st, 2006 at 20:07
A casa uno può scegliere, ma al ristorante? A me farebbe molto piacere poter avere una caraffa di acqua del rubinetto, come in qualsiasi altra nazione. Perché in Italia ti guardano spesso male e a volte non te la danno, fra l’altro con scuse veramente penose?
Anche le acque microfiltrate mi sembrano una presa in giro, e a volte lo sono veramente.