A pranzo da Oldani: Ambrogino edition
Oggi, dopo un tot, siamo tornati A pranzo da Oldani. Impossibile non notare al tavolo 15, gli sfottò che un azzimato gruppo di collaboratori del sindaco di Milano, rivolgeva al cuoco “resident”. “Albertini – non – ti – ha – dato – l’ambrogino – Albertini – non – ti – ha dato – l’ambrogino”, ripetevano a mezza voce. Sembra sicuro infatti, che per meriti maturati in ambito lavorativo o qualche altra motivazione del genere, il sindaco Albertini, domani a Palazzo Marino, consegni l’ambito riconoscimento cittadino a un altro cuoco. Quale? Mah… dicono che non sia nato a Milano. E dicono pure che tanto non ci rimane a lungo.
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Nota Bene: A pranzo da Oldani altro non è che “gastro-fiction”. Dato che 9/su/10 in Italia le cose si decidono a tavola, ci pareva carino segnalare con chi pranzano i vips, e lasciarvi congetturare sui significati nascosti di simili incontri. Ne consegue che il ristorante dove la serie è ambientata non esiste, pure se ricorda quello di Davide Oldani [che però si chiama D'O].
da massimo
Ultimo commento:
di paolo marchi il 01/1/70
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gennaio 26th, 2006 at 17:43
Questa storia che Carlo Cracco se ne andrà via da Milano è stata smentita da Lui, dalla proprietà e da Paolo Marchi in più di un’occasione … è meglio così aggiungo io
gennaio 26th, 2006 at 20:51
sul tema Cracco con la valigia, Bernardi mi ricorda quel collega dello sci che un inverno di cinque lustri fa iniziò a scrivere che Stenmark era alla frutta fino a quando, una decina di anni dopo, lo svedese si ritirò per davvero e lui si vantò di averlo previsto prima di tutti…
gennaio 26th, 2006 at 21:35
effettivamente Massimo gli sta “tirando i piedi”…
gennaio 26th, 2006 at 23:16
forse desidera apra a due passi da casa sua…
gennaio 27th, 2006 at 09:25
…ma anche se fosse…poi ci andrebbe??
gennaio 27th, 2006 at 10:41
forse comincerebbe a scrivere che a fine mese chiuderà per tornare a milano