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Decalogo di Ferran Adrià in 23 punti. Più uno

24. Le collaborazioni con l’industria rendono [link].

Per capire: “Contro Ferran Adrià” ]link]

[Il Mangione.it]

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feb  06
28
alle 10:22
da massimo

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Niente male Andrea. Cioè, il genere di cose che ti aspetti da un interno :-)


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3 Commenti to “Decalogo di Ferran Adrià in 23 punti. Più uno”

  1. Sararlo dice:

    Dipende dove vogliamo andare a parare.
    * Gualtiero Marchesi c’ha provato con la grande industria, ma non mi pare gli sia andata molto bene, o almeno non per le sue tasche.
    * Credo che a Moreno Cedroni non dispiacerebbe se qualcuno si accorgesse di quello che fa nel suo Laboratorio
    * Nel 2003 ho provato il famoso “Espesso”, ibericizzazione di un prodotto di casa nostra, sponsorizzato dalla Lavazza. In pratica Adrià faceva da testimonial di un progetto che prevedeva il rilascio di patentini ai quei volonterosi barman che avrebbero poi riproposto l’”adriàta” nei loro bar.
    L’Espesso era una provocazione divertente, ma credo che Adrià sia ricordato nel mondo per qualcos’altro e nei bar di via della Spiga o del Circolo del Twist si continui a richiedere l’Illy per sentirsi à la page.
    Non so se la Lavazza sia ritornata del suo investimento. Forse avrebbe fatto meglio nel continuare a produrre i suoi bei calendari, un po’ glamour e un po’ b/n.
    Certo Adrià non ci ha rimesso, nè di money, nè tantomeno di faccia.
    * El Bulli lavora qualche mese all’anno e solo di sera. Mi pare che il pieno ai suoi tavoli non sia dato tanto da palati trendy alla George Clooney o alla Angelina Jolie, ma siano per la maggior parte ristoratori (a parte i loro amici Gourmet incalliti), non so se europei in generale, ma italiani molti, di sicuro.
    Non credo che gli Chef siano trendy, almeno nello sedersi a tavola dopo essersi mappati un po’ d’ore di aereo.
    * Ergo Adrià ha tutto un anno a disposizione (salvo le parentesi lavorative in Costa Brava)per girare il mondo, testare il suo talento, confrontarlo con chiunque lo voglia o lo desideri, senza l’angoscia di far quadrare i conti di un locale dove il desinare (d’alto bordo) è a prezzi quasi popolari.
    * E’ noto che, sopratutto quelli che vogliono fare Cucina d’Autore, devono spesso far quadrare in bilanci in altro modo: catering, rapporti di buon vicinato con le aziende del territorio. Molti l’hanno capita subito (leggi Cerea a Bergamo), altri si stanno organizzando.
    * Ferran è più bravo e/o sveglio di altri? Può darsi, ma dov’è il problema?
    Sararlo.

  2. Anonimo dice:

    Niente male Andrea. Cioè, il genere di cose che ti aspetti da un interno :-)

  3. Andrea Bezzecchi dice:

    che storia!! anch’io sono stato Losanna dalla Nestle’, divisione Nespresso, perche’ volevano i dei cioccolatini “particolari” (anche questo e’ uno di quei termini che andrebbe utilizzato solo con la lincenza di caccia :-) da inserire nella loro linea…non li hanno presi, costavano troppo.

    ciao
    andrea

    ps: certo che cioccolatini al Balsamico da abbinare al loro caffe’…solo loro eh!

    pps: Massimo questo scoop me lo paghi a peso d’oro :-P

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