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da massimo
Niente sesso, siamo italiani
gen 06
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da massimo
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gennaio 10th, 2006 at 21:24
Se l’indagine è stata fatta fra lettori della rivista non mi stupirei più di tanto. Almeno sul fatto che siano mediamente un po’ cibo-fobici. Sul fatto che in compenso trombino allegramente in giro…non so che dire!
febbraio 25th, 2006 at 05:04
Dura denuncia di Legambiente sulla vendita di carne di pollo gonfiata. L’associazione ambientalista denuncia il metodo del cosiddetto “tumbling”, meglio dire la carne di pollo, cruda o surgelata, che viene infilata in una sorta di grande betoniera dove poi è trattata con proteine di mucche e addirittura maiali e risulta così in grado di assorbire poi fino al 40 per cento di acqua in più. Il risultato è ovviamente che quella carne di pollo aumenta sostanziosamente di peso, e dunque sul mercato vale di più perchè il consumatore paga di più. E c’è il rischio che queste carni siano sulle tavole degli italiani.
Legambiente chiede alle autorità competenti e alle aziende di distribuzione quali siano le garanzie e lo stato di controllo attuato nel nostro Paese. La pratica del “tumbling” è infatti molto diffusa – stando ad una inchiesta condotta dal quotidiano inglese The Guardian e riportata da Legambiente – nei Paesi Bassi, dove da almeno cinque anni petti di pollo provenienti da allevamenti thailandesi o brasiliani sono stati introdotti e trattati in questo modo, per poi esportarli nel Regno Unito.
Solo ora le autorità locali per la sicurezza alimentare hanno sviluppato un test del Dna abbastanza sofisticato per provare questa adulterazione. La domanda che i responsabili di Legambiente si pongono è se questo metodo non sia già approdato anche in Italia, ovvero sulle tavole dei consumatori italiani. L’associazione sottolinea inoltre che sono a rischio le stesse carni alle quali vengono aggiunti questi additivi assorbenti (si tratta di proteine liofilizzate estratte ad alte temperature o per idrolisi chimica da vecchi animali o parti non commestibili di bestie macellate). Centinaia di migliaia di tonnellate di carne – denuncia Legambiente – vengono importate ogni anno in Europa da nazioni extracomunitarie, come appunto Brasile e Thailandia. Due Paesi, questi, dove le norme legislative al riguardo “risultano ben lontane dalle norme comunitarie. Eppure una volta sdoganate, diventano carni nazionali, totalmente indistinguibili da quelle nostrane”.
Il rischio principale – dice ancora Legambiente – riguarda l’importazione di carni trattate con “sostanze pericolose, quali cloramfenicolo, nitrofurani e prodotti contenenti questi principi attivi, vietati in Europa sin dal 1996 e utilizzati in Brasile almeno fino ad agosto 2002 e che, grazie a deroghe, tempi di produzione – sei mesi – e conservazione fino a 12 mesi possono aver contaminato i prodotti che saranno in ciroclazione ancora per lungo periodo”.
Nell’ultimo anno le importazioni extra-UE, in particolare da Brasile e Thailandia, sono cresciute di oltre il 100% rispetto all’anno precedente, e circa il 35% della carne di taglio pregiato (petto di pollo e fesa di tacchino) consumata in comunità arriva quindi da quei due Paesi. “Per i prossimi 9 mesi – sottolinea Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – potremmo continuare a trovare, al supermercato come a mensa, pollo e tacchino provenienti dal Brasile trattati con antibiotici vietati in quanto sospettati di causare patologie gravissime, come l’anemia aplastica e il cancro”.
Già da nove mesi Legambiente ha denunciato il fatto a governo italiano, Commissione e Consiglio Ue, “e oggi chiediamo al mediatore europeo di intervenire a tutela della salute del consumatore europeo, bloccando l’importazione dai Paesi extra-UE che non garantiscono gli stessi standard normativi comunitari in materia sanitaria”.
da http://www.rainews24.rai.it
marzo 26th, 2006 at 01:58
ma quanto di volete allungare la vita media ?