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	<title>Commenti a: Niente sesso, siamo italiani</title>
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		<title>Di: Gumbo Chicken</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2006/italiani_e_sensi_di_colpa/comment-page-1/#comment-24828</link>
		<dc:creator>Gumbo Chicken</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Se l&#039;indagine è stata fatta fra lettori della rivista non mi stupirei più di tanto. Almeno sul fatto che siano mediamente un po&#039; cibo-fobici. Sul fatto che in compenso trombino allegramente in giro...non so che dire!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;indagine è stata fatta fra lettori della rivista non mi stupirei più di tanto. Almeno sul fatto che siano mediamente un po&#8217; cibo-fobici. Sul fatto che in compenso trombino allegramente in giro&#8230;non so che dire!</p>
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		<title>Di: veronica</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2006/italiani_e_sensi_di_colpa/comment-page-1/#comment-24829</link>
		<dc:creator>veronica</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Dura denuncia di Legambiente sulla vendita di carne di pollo gonfiata. L&#039;associazione ambientalista denuncia il metodo del cosiddetto &quot;tumbling&quot;, meglio dire la carne di pollo, cruda o surgelata, che viene infilata in una sorta di grande betoniera dove poi è trattata con proteine di mucche e addirittura maiali e risulta così in grado di assorbire poi fino al 40 per cento di acqua in più. Il risultato è ovviamente che quella carne di pollo aumenta sostanziosamente di peso, e dunque sul mercato vale di più perchè il consumatore paga di più. E c&#039;è il rischio che queste carni siano sulle tavole degli italiani. &lt;br /&gt;
Legambiente chiede alle autorità competenti e alle aziende di distribuzione quali siano le garanzie e lo stato di controllo attuato nel nostro Paese. La pratica del &quot;tumbling&quot; è infatti molto diffusa - stando ad una inchiesta condotta dal quotidiano inglese The Guardian e riportata da Legambiente - nei Paesi Bassi, dove da almeno cinque anni petti di pollo provenienti da allevamenti thailandesi o brasiliani sono stati introdotti e trattati in questo modo, per poi esportarli nel Regno Unito. &lt;br /&gt;
Solo ora le autorità locali per la sicurezza alimentare hanno sviluppato un test del Dna abbastanza sofisticato per provare questa adulterazione. La domanda che i responsabili di Legambiente si pongono è se questo metodo non sia già approdato anche in Italia, ovvero sulle tavole dei consumatori italiani. L&#039;associazione sottolinea inoltre che sono a rischio le stesse carni alle quali vengono aggiunti questi additivi assorbenti (si tratta di proteine liofilizzate estratte ad alte temperature o per idrolisi chimica da vecchi animali o parti non commestibili di bestie macellate). Centinaia di migliaia di tonnellate di carne - denuncia Legambiente - vengono importate ogni anno in Europa da nazioni extracomunitarie, come appunto Brasile e Thailandia. Due Paesi, questi, dove le norme legislative al riguardo &quot;risultano ben lontane dalle norme comunitarie. Eppure una volta sdoganate, diventano carni nazionali, totalmente indistinguibili da quelle nostrane&quot;. &lt;br /&gt;
Il rischio principale - dice ancora Legambiente - riguarda l&#039;importazione di carni trattate con &quot;sostanze pericolose, quali cloramfenicolo, nitrofurani e prodotti contenenti questi principi attivi, vietati in Europa sin dal 1996 e utilizzati in Brasile almeno fino ad agosto 2002 e che, grazie a deroghe, tempi di produzione - sei mesi - e conservazione fino a 12 mesi possono aver contaminato i prodotti che saranno in ciroclazione ancora per lungo periodo&quot;. &lt;br /&gt;
Nell&#039;ultimo anno le importazioni extra-UE, in particolare da Brasile e Thailandia, sono cresciute di oltre il 100% rispetto all&#039;anno precedente, e circa il 35% della carne di taglio pregiato (petto di pollo e fesa di tacchino) consumata in comunità arriva quindi da quei due Paesi. &quot;Per i prossimi 9 mesi - sottolinea Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - potremmo continuare a trovare, al supermercato come a mensa, pollo e tacchino provenienti dal Brasile trattati con antibiotici vietati in quanto sospettati di causare patologie gravissime, come l&#039;anemia aplastica e il cancro&quot;. &lt;br /&gt;
Già da nove mesi Legambiente ha denunciato il fatto a governo italiano, Commissione e Consiglio Ue, &quot;e oggi chiediamo al mediatore europeo di intervenire a tutela della salute del consumatore europeo, bloccando l&#039;importazione dai Paesi extra-UE che non garantiscono gli stessi standard normativi comunitari in materia sanitaria&quot;. &lt;br /&gt;
da www.rainews24.rai.it </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dura denuncia di Legambiente sulla vendita di carne di pollo gonfiata. L&#8217;associazione ambientalista denuncia il metodo del cosiddetto &#8220;tumbling&#8221;, meglio dire la carne di pollo, cruda o surgelata, che viene infilata in una sorta di grande betoniera dove poi è trattata con proteine di mucche e addirittura maiali e risulta così in grado di assorbire poi fino al 40 per cento di acqua in più. Il risultato è ovviamente che quella carne di pollo aumenta sostanziosamente di peso, e dunque sul mercato vale di più perchè il consumatore paga di più. E c&#8217;è il rischio che queste carni siano sulle tavole degli italiani. <br />
Legambiente chiede alle autorità competenti e alle aziende di distribuzione quali siano le garanzie e lo stato di controllo attuato nel nostro Paese. La pratica del &#8220;tumbling&#8221; è infatti molto diffusa &#8211; stando ad una inchiesta condotta dal quotidiano inglese The Guardian e riportata da Legambiente &#8211; nei Paesi Bassi, dove da almeno cinque anni petti di pollo provenienti da allevamenti thailandesi o brasiliani sono stati introdotti e trattati in questo modo, per poi esportarli nel Regno Unito. <br />
Solo ora le autorità locali per la sicurezza alimentare hanno sviluppato un test del Dna abbastanza sofisticato per provare questa adulterazione. La domanda che i responsabili di Legambiente si pongono è se questo metodo non sia già approdato anche in Italia, ovvero sulle tavole dei consumatori italiani. L&#8217;associazione sottolinea inoltre che sono a rischio le stesse carni alle quali vengono aggiunti questi additivi assorbenti (si tratta di proteine liofilizzate estratte ad alte temperature o per idrolisi chimica da vecchi animali o parti non commestibili di bestie macellate). Centinaia di migliaia di tonnellate di carne &#8211; denuncia Legambiente &#8211; vengono importate ogni anno in Europa da nazioni extracomunitarie, come appunto Brasile e Thailandia. Due Paesi, questi, dove le norme legislative al riguardo &#8220;risultano ben lontane dalle norme comunitarie. Eppure una volta sdoganate, diventano carni nazionali, totalmente indistinguibili da quelle nostrane&#8221;. <br />
Il rischio principale &#8211; dice ancora Legambiente &#8211; riguarda l&#8217;importazione di carni trattate con &#8220;sostanze pericolose, quali cloramfenicolo, nitrofurani e prodotti contenenti questi principi attivi, vietati in Europa sin dal 1996 e utilizzati in Brasile almeno fino ad agosto 2002 e che, grazie a deroghe, tempi di produzione &#8211; sei mesi &#8211; e conservazione fino a 12 mesi possono aver contaminato i prodotti che saranno in ciroclazione ancora per lungo periodo&#8221;. <br />
Nell&#8217;ultimo anno le importazioni extra-UE, in particolare da Brasile e Thailandia, sono cresciute di oltre il 100% rispetto all&#8217;anno precedente, e circa il 35% della carne di taglio pregiato (petto di pollo e fesa di tacchino) consumata in comunità arriva quindi da quei due Paesi. &#8220;Per i prossimi 9 mesi &#8211; sottolinea Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente &#8211; potremmo continuare a trovare, al supermercato come a mensa, pollo e tacchino provenienti dal Brasile trattati con antibiotici vietati in quanto sospettati di causare patologie gravissime, come l&#8217;anemia aplastica e il cancro&#8221;. <br />
Già da nove mesi Legambiente ha denunciato il fatto a governo italiano, Commissione e Consiglio Ue, &#8220;e oggi chiediamo al mediatore europeo di intervenire a tutela della salute del consumatore europeo, bloccando l&#8217;importazione dai Paesi extra-UE che non garantiscono gli stessi standard normativi comunitari in materia sanitaria&#8221;. <br />
da <a href="http://www.rainews24.rai.it" rel="nofollow">http://www.rainews24.rai.it</a></p>
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		<title>Di: silvio</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2006/italiani_e_sensi_di_colpa/comment-page-1/#comment-24830</link>
		<dc:creator>silvio</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>ma quanto di volete allungare la vita media ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma quanto di volete allungare la vita media ?</p>
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