Cuochi a domicilio? Mai più senza se son questi
Dicono che no, meglio se non ci avviciniamo ai fornelli del Q(uartier) G(enerale) di Peperosso, che poi combiniamo guai, dicono. Ma se cucinassimo davvero – mica due spaghi e via andare – allora ci piacerebbe diventare “personal chef”, o cuochi a domicilio, per farla semplice. Nelle occasioni importanti tutti si rivolgerebbero a noi, lodando in seguito la maestria esibita, e il forte orientamento al problem-solving. Parole-parole-parole.
Se invece, a proporsi come cuochi cuoche a domicilio, sfoggiando un curriculum di grandi ricette fossero:
1) la maggior esperta italiana (circa) di PORN FOOD, intendendo con la colorita espressione la contemplazione estatica, quasi fossero donne nude appunto, di piatti da sogno benissimo fotografati. Guardare per credere la “Mela al foie gras” [link]

2) lo spot vivente della cucina macrobiotica, striminzita ma talmente detonante da farti credere che a mangiar macro anche tu potresti essere Braccio di Ferro. Vitaminizzatevi con il “Burger di lenticchie e sourcream” [link].

3) La contegnosa insegnante (anche se sotto-sotto…) al cospetto del cui vasto sapere si sosta incantati, chiedendosi per quale oscura ragione da noi la cucina non si insegna alle elementari. Con maestre del genere! Leggere per esempio (lei non fotografa) la Mousse di fondente all’olio d’oliva [link].
“Sciogliere 100 gr di cioccolato fondente al 99% di Michel Clouzel e aggiungervi 30 gr di olio ev Colle dei Frati Sabina dop. Montare tre tuorli con 60 gr di zucchero e aggiungerevi il composto di cioccolato e olio. Montare 4 albumi con una bella presa di fleur de sel e amalgamarlo al resto. Servire dopo un breve riposo in frigo con un velo d’olio e fleur de sel a guarnire.
Ecco, se tre come loro decidessero di diventare cuoche a domicilio, allora il nostro grido di battaglia sarebbe: MAI PIU’ SENZA!
[Cavoletto di Bruxelles, La cuoca petulante, Il cuore è una frattaglia]
da massimo
Ultimo commento:
di Elisa il 01/1/70
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febbraio 25th, 2006 at 20:48
Non riesco a capire se la “vena di idiozia del venerdi’” sia riferita al post di bernardi o al commento di marchi…a me sembra che abbiano semplicemente espresso pareri opposti…capita nella vita.
febbraio 24th, 2006 at 15:14
cmq, la meletta è ringrinzita perché è stata cotta poi raffreddata, perché così come si vede poi si mangia pure, e la stessa cosa non si può dire del (food) porn, dove, sissà , tutto è falso e non destinato al consumo (e non parlo solo di cibo). Del resto, vedo che non sono la sola in vena di idiozie il venerdì…:-)
febbraio 24th, 2006 at 14:15
scusa ma quella meletta ragrinzita un piatto da sogno?
un incubo piuttosto, perfettamente fotografato
meglio il porno cibo
febbraio 24th, 2006 at 12:03
Porn food… che è? si è persa una o?
febbraio 24th, 2006 at 12:36
PORN FOOD (non porno food) come spiegato nel messaggio, sarebbe la colorita espressione utilizzata in rete per definire la contemplazione estatica – quasi fossero donne nude – di piatti da sogno benissimo fotografati”.
febbraio 24th, 2006 at 10:57
Che è capitato a questa mela? Guglielmo Tell ha sbagliato un pò di volte?? :0