A chi non piace la Coca Cola in Piemonte? (No, non a Slow Food)
Che in Piemonte abbiano qualcosa di personale contro la Coca Cola?

Lo scorso Novembre, la giunta di Torino voleva togliere lattine e bottigliette dai distributori automatici degli edifici comunali [link].
Ora, il sindaco di Rifondazione Comunista del comune di Bussoleno (Torino) nega l’autorizzazione al passaggio della fiamma olimpica. Motivo? Sostiene [link] Giuseppe Joannas, sindaco incriminato:
“«La Coca Cola, in Colombia, India e nel resto del mondo è simbolo di violazione dei diritti umani, della libera associazione sindacale, della sopravvivenza delle comunità locali, contro la salute e un’ambiente pulito». A lui, a quanto pare, poco importano i 52 milioni di euro sborsati dalla multinazionale della bevanda con griffe biancorossa per sostenere il progetto di Torino 2006"
[Peperosso, La Stampa.it] Immagine: La Stampa.it
da massimo
Ultimo commento:
di NeoSullaLingua il 01/1/70
No alla Coca Cola!
E aggiungo, no alla Lacoste!
(...Benetton e altri 40 gruppi si so...
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gennaio 25th, 2006 at 14:48
mi vedrai se non saro’ da solo….
gennaio 25th, 2006 at 11:03
Provoca..provoca!!
Liloni…Ma ci si vede o no il 15???
gennaio 24th, 2006 at 14:40
massimo?…provochi?
gennaio 29th, 2006 at 12:57
Bravissimo!
No alla Coca Cola!
E aggiungo, no alla Lacoste!
(…Benetton e altri 40 gruppi si sono rifiutati di rivelare se hanno rapporti d’affari con la Birmania. Siccome ogni attività in quel Paese finanzia il brutale regime militare e le condizioni di lavoro sono pessime, The Burma Campaign ha compilato la lista «named and shamed», più o meno «nominate e svergognate». Nella lista compaiono anche HARRODS, CALVIN KLEIN e LACOSTE… da Diario.it)
Chiamiamola coerenza se ci pare.