Non ci resta che piangere, mangiare e tirare due calci al pallone
"È il primo giorno del Forum di Davos, preminente appuntamento economico internazionale, e in una saletta di un albergo difeso come una fortezza, Jim O'Neill, Managing Director e capo della ricerca economia di Goldman Sachs International, sta illustrando a un piccolo gruppo di giornalisti l'agenda 2006 della grande banca d'affari americana“.
Hey, psss… entrate con noi nella saletta blindata, dà i. C’è un giornalista italiano che sta incalzando il manager americano. Vuole sapere a tutti i costi, quasi fosse al cospetto di Vanna Marchi, il futuro che attende l’Italia. Grr… fate silenzio però, altrimenti non sentiamo la risposta [link].

Wow… grazie Jim. Come se le buone notizie lì fuori non fossero già abbastanza…
[Corriere.it]
da massimo
Visualizza / Lascia un commento







gennaio 26th, 2006 at 10:42
…gli occhi per piangere e le mani per li minuti piaceri…
Voilà .
Serviti.
gennaio 26th, 2006 at 11:40
Molto divertente.
Anche perché dobbiamo ringraziare proprio la Goldman Sachs per lo sfacelo.
Informarsi per credere.
gennaio 26th, 2006 at 11:44
Francesco, Quoto.
Sararlo.
gennaio 26th, 2006 at 12:27
aggiornate Jim O’Neill che il calcio ce lo siamo giocati da un pezzo.
andiamo per uno, quindi.
gennaio 26th, 2006 at 12:35
sembra la solita “americanata” presuntuosa e arrogante, espressa con lo spirito dell’imperatore che giudica i suoi sudditi. Purtroppo, a parte il calcio, sul quale é troppo indulgente (non siamo né il Brasile né l’Argentina, e se fossimo tanto bravi come calciatori non continueremmo ad infarcire le nostre squadre, ad esempio la mia povera Inter, di giocatori di ogni provenienza tranne quella italiana…, temo che Jim O’Neill, Managing Director e capo della ricerca economia di Goldman Sachs International, abbia ragione. Ci restano meraviglie gastronomiche uniche e inimitabili, dal parmigiano reggiano al culatello, dal Bitto al miglior olio d’oliva, dal Bagoss a tutta una serie di formaggi, al prosciutto crudo, Parma o San Daniele o Sauris, e qualcosa che Mr. O’Neill ha dimenticato, ovvero qualche grande vino. Dal Barolo al Brunello, da un vero autentico Lambrusco ad un Vermentino dei Colli di Luni ad un grande Vin Santo. Cosa abbiamo altro da offrire, a parte l’italica intelligenza e intraprendenza, se non la nostra superiore cultura della tavola e della cantina, se riusciamo a non imbastardirla e rovinarla ?
gennaio 26th, 2006 at 14:32
Cibo e calcio non è che siano una brutta cosa…
gennaio 26th, 2006 at 15:15
sopratutto se mangi molto parmigiano—-
comunque ce lo meritiamo(non il parmigiano) ma la squalifica dallo squalo americano….
siamo un popolo di cialtroni …….
gennaio 26th, 2006 at 18:36
Se mi consola il fatto che più di una volta le loro previsioni non si siano avverate, mi preoccupa che ci abbiano restituito il Draghi alla Banca d’Italia…
gennaio 26th, 2006 at 18:58
ATTENZIONE!! quella meraviglia del parmigiano reggiano citata dal visitatore chambertin è a rischio di estinzione!!costo al kg 9 contro i 12 e più dello stracchino e fratelli:volete spiegare voi come fa un casaro a campare con 30 vacche?!(notare anche le quote latte!!…sob)
gennaio 30th, 2006 at 02:48
Francesco ha perfettamente ragione: La Goldman Sachs ha nel 92, sotto pressione del furbetto amichetto Soru, svalutati i bot. Questo ha svalutato la lira del 30%, creando enormi danni all’economia, di cui soffriamo ancora oggi.
Con la lira svalutata Draghi (allora vicedir. del Tesoro) e altri signori hanno svenduto, durante una riunione sul panfilo Britannia (di proprieta’ della Casa Reale Britannica) al largo di Civitavecchia, tutte le piu’ famose aziende Italiane di stato, quasi tutte del settore alimentare che facevano gola ai banchieri ed investitori anlo-americani presenti. La riunione, per la cronaca, era stata aperta dalla regina Elisabetta. Il tutto con tangentopoli che occupava la scena mediatica, cosi’ da far passare tutto in sordina. Poi, guardacaso, Draghi dove va a lavorare? alla Goldman Sacks, of course. E oggi ce lo ritroviamo alla Banca d’Italia: Tenetevi pronti ad una nuova svendita, magari di banche con i risparmi dei risparmiosi italiani, che fanno tanto gola alla finanza Anglo-Americana, vista la penuria di grana che hanno loro, essendo i loro cittadini-clienti indebitati con la “nutella” fino la collo.
gennaio 30th, 2006 at 16:02
Mi sembra una valutazione ingiusta. In Italia si producono molte belle cose. E c’è in giro parecchio buon gusto. E, poi, sto’ americano che parla poco prima delle elezioni? Che disegno avrà per pagarsi il suo aereo nuovo? Non gli basta sfruttare il terzo mondo? Viene a rompere a noi… Prosit, alla faccia sua.
febbraio 26th, 2006 at 22:49
MuZH iezKXqO
PAI1lnL
HQSJjfx
jfgKQXo
Xtuyg40
6R5Lm7d
BkhzpeR
LyBftIr
CsEZlds
QhSKoCf
qD3HxOs
pNLjm6e
Fypv3gZ
WpUd8EN
mpYSI5F
Hrb6fJb
lFtMeIb
8LOeUYc
ESZpAxP
dVawlmy
IgJMQGj
oLN5Bmt
tHwUv8L
gennaio 31st, 2006 at 03:32
Goldman really Sucks!
marzo 6th, 2006 at 21:46
pN02 yU73LEA
uS8lsSM
LMgHZ6f
XCMB8hC
Y09xS1B
26pyJCF
1QBwGHF
x0ZF9l1
IgUBdIS
wQydpi5
nFEOSvS
k1vHNiv
gzrNRll
k5HbKRW
pa8ZDyV
354KL8J
qBtvmwZ
kyP9h5A
74BBK36
DnANRW9
QctAnyA
fCh7sIW
V5sn71a
febbraio 21st, 2006 at 20:59
LCux5mfq1o lcn1pUNLEw g7o2XTfwONpw