Identità Golose: racconto illustrato delle invasioni barbariche.
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I nuovi barbari (due foodblogger e un cuoco stellato) invadono il congresso per cuochi. Identità Golose sotto tiro, nel racconto illustrato di 1) La Cuoca Petulante [link], 2) Un tocco di zenzero [link], 3) Nicola Batavia [link].
La cuoca petulante — Un desiderio non realizzato: la mia miglior definizione di Identità Golose. Non potevo perdere il n.2, malgrado auspici infaustissimi tipo 60 cm di neve a Milano (non accadeva dal 1985), treni e aerei fermi, spazzaneve in sciopero e tedofori in arrivo. Sandra (alias Tocco di zenzero) si è presentata sotto casa, armi, bagagli e cuoco stellato al seguito (Nicola Batavia, ristorante L’Birichin, di Torino, ndr.), in tempo per arrivare alla cena di gala del congresso solo con con 45 minuti di ritardo. Quando cioè, tutto era iniziato.
Nicola Batavia — Il richiamo dei colleghi? Irrinunciabile. Erano il doppio dello scorso anno. Peccato fermarsi solo lunedì ma le padelle chiamano.
La cuoca petulante — Dopo la cena di gala, la premiazione. La sala del Westin Palace (albergo milanese che ospita Identità Golose, ndr.) era enorme, ma l’angolo dei premiati affollatissimo. La statura non aiutava (non siamo altissime, neppure nane, che c’entra) così abbiamo preso a gironzolare tra i tavoli aggredendo a suon di cioccolatini di Gerla (nota pasticceria torinese) e di lieviti figli il povero Ciccio Sultano (cuoco del ristorante Il Duomo, di Ragusa Ibla, ndr.) terrorizzato all’idea di rivederci. Avvistati Pierangelini, Bottura, Dufresne, Barbot, Alajmo…. più una mandria di affamati che prendeva d’assalto il buffet con la voracità di chi non tocca cibo da giorni.
Un tocco di zenzero – Scusa, Petula, passi la statura (buona scusa per sfoggiare il tacco), ma più che ressa per la premiazione sembrava di stare all’Oktober Fest. Per non dire dell’assalto al buffet. Se penso alle cavallette che quest’estate hanno invaso Torino, mi vien da ridere: moscerini al confronto.
La cuoca petulante — Precipitosa ritirata verso un ristorante indiano per calmare i morsi della fame. Bizzarro: a Milano la domenica alle 22.30 è tutto chiusio, persino gli indiani ti danno poco da mangiare
Nicola Batavia — Mi aspettavo di più dalla serata di domenica. Meglio l’anno scorso, decisamente. Tutti seduti ad ascoltare Paolo Marchi e i premianti. E il mangiare? Non pervenuto, di sgomitare per il cibo ho smesso da un po’.
La cuoca petulante — Il rito dell’assalto si è ripetuto lunedì a pranzo, quando ai congressisti si sono uniti i visitatori degli stand di Palazzo Mezzanotte: una sorta di ordalia del “si mangia gratis”. Comunque, grazie all’accredito da blogger, il giorno dopo ci siamo presentate puntualissime. Gli altri però (non ce ne va mai bene una) erano tutti in ritardo. Fantastico il kit del congressista, anche se portarsi a casa 5 kg. di pasta, guide, libri e biscotti non è stato un gioco da ragazi.
Un tocco di zenzero — Anche perchè a trasportare quello di Petula per il centro di Milano è stato Terry Giacomello (cuoco del ristorante Antica Hosteria La Vicinia, di Grizzo Pordenone, ndr.) Una visione fantozziana: prima interprete del “maestro” Ferran Adrià , poi “Cavalier servente” della cuoca petulante. Un mito, il cuoco friulano!
La cuoca petulante — Barbot? (cuoco del ristorante Astrance di Parigi) cura e ricerca, Fusari (cuoco del ristorante Il Volto, di Iseo, Brescia, ndr.) affascinante. La creatività di Massimiliano Alajmo (cuoco del ristorante Le Calandre, di Sarmeola di Rubano, Padova, ndr.) non mi ha scaldata. Applausi da stadio, se avessi potuto, per Pierangelini prima (cuoco del ristorante Il Gambero Rosso di San Vincenzo, Livorno, ndr.) e Ferran Adrià dopo (cuoco del ristorante El Bulli di Cala Montjoi a Roses, in Spagna, ndr.): pura magia!
Nicola Batavia — Un po’ matto come tutti gli chef, Fulvio Pierangelini. Il suo piatto mi ha dato stimoli. Cosa dire di Ferran Adrià ? Un filosofo, un pensatore. Ho lavorato con Martin Berasetegui e… cazzarola sono forti ’sti spagnoli. In kermesse come queste si ricerca l’estremo, si vuole stupire, insomma. Non sempre ci si riesce, Massimiliano Alajmo, che è più bravo di quanto dimostrato qui, c’è comunque riuscito.
Un tocco di zenzero — Se non conoscessi bene la macrobiotica cuoca petulante, giurerei d’averla vista in abbondante salivazione di fronte alle “uova e lardo” di Pierangelini.
La cuoca petulante — Una giornata frenetica, emozionante con intermezzo di ostriche, champagne (grazie al distributore LONGINO & CARDENALS per l’ospitalità …hic!) il produttore’ d’olio Lorenzo Piccione di Pianogrillo, l’esperto di ristoranti di Peperosso Alberto Cauzzi e l’editore Gribaudo, con cui ho scoperto radici comuni (Novara è più frequentata di quel che credevo).
Nicola Batavia — Ottimo break con frutti di mare e bollicine. Niente male il Billecart Salomon riserva speciale blanc de blancs 1995! Sono stato con uno dei padri fondatori della mia cucina, Igles Corelli (cuoco del ristorante Locanda della Tamerice di Ostellato, Ferrara) da quando l’ho conosciuto è stato tutto un successo. Un saluto a Ciccio Sultano, nel 2002 non lo riconosceva nessuno, e ora! E’ arrivato Massimo Bottura (cuoco del ristorante La Francescana di Modena, ndr.) sembra più newyorkese che modenese, molto creativo comunque. Lorenzo Piccione è persona squisita, come il suo olio: Pianogrillo.
Un tocco di zenzero — dalle groupies, ragazze al seguito delle rockstar, alle cookies, ragazze che inseguono cuochi (devo aver bevuto un po’ troppo).
La cuoca petulante — Due appunti: Ferran Adria a inizio pomeriggio ha oscurato chi è venuto dopo, meglio forse se avesse chiuso la mattinata. I presentatori dalla cucina che si avventavano sui piatti prima che vengano mostrati al pubblico non sono stati un grande spettacolo. Ho rimpianto di non essere abbastanza alta da arrivare al cibo. Noi abbiamo quasi digiunato
Un tocco di zenzero — L’anno prossimo veniamo armate di zeppe. E saranno i blogger a gestire il catering di Identità Golose
Nicola Batavia — Magari un giorno anch’io…
da massimo
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febbraio 3rd, 2006 at 09:43
naaaa…. a me son arrivati tutti e due, mentre facevate le foto io ordinavo aceto balsamico tradizionale
))
febbraio 3rd, 2006 at 14:49
sai sono appassionato molto appassionato
ah massimo finalmente mi è arrivato il buono
febbraio 3rd, 2006 at 12:01
Happy ..correggi il tuo Url.. ti sei distratto con le foto…Eh eh eh!!!
E hai digitato la “e” al posto della “i” !!
febbraio 2nd, 2006 at 19:36
Massimo…ti si è rotta la macchina fotografica???;-)
Te lo detto che dovevi venire anche tu!!
febbraio 2nd, 2006 at 19:43
minchiaaa!…ragazze!
))
mi spiace non esserci stato…t’immagini se prendevo in braccio una chefstar?
ahahrghhh! avrebbe fatto marchi!
febbraio 2nd, 2006 at 19:48
Già Liloni!!!
Ti sei perso nelle valli???
E il 15?? Che si fa??
febbraio 2nd, 2006 at 23:05
lollissimo
le zeppe, siiiiii
e anche a cucinare, ci sono
Lorenzo, due ostriche per me???
febbraio 3rd, 2006 at 02:45
sorrisi e tette… hi hihi mi piace tutto.
febbraio 3rd, 2006 at 02:51
e poi torno a ripetere che il mio voucher per i prodotti di tombolini mai arrivò… sarà na sola : )
febbraio 3rd, 2006 at 09:56
p.s. Nicola, a me i “Tombolini’s products” sono arrivati proprio ieri…
febbraio 3rd, 2006 at 10:02
Nicola, ancora? Tutti hanno ordinato o addirittura ricevuto i prodotti, tranne te. Tombolini mi scrive di aver mandato il buono. Allora facciamo così: ti appiccico qui una delle sue mail, che tanto è pubblica:
antonio.t@antoniotombolini.com
Per cortesia, scrivigli e chiarite il dilemma. Ok?
Grazie.
febbraio 3rd, 2006 at 11:24
ohhh era ora : )
febbraio 3rd, 2006 at 11:08
a dire i vero la foto di sandra è vecchia visto che le ho mandte io…..merita sempre! ma lunedì girava con il girocollo
)
febbraio 4th, 2006 at 00:25
Mi hanno censurato…Eh eh eh…
Lol…;-)