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Spiacenti, non abbiamo tavoli disponibili per San Valentino. A meno che…

Se voi siete come noi, allora non amate il giorno di San Valentino. Che c’entra la taccagneria, è solo che di festività mercantili ce n’erano abbastanza per imporne un’altra. Sull’amore, poi? Ma hey, possiamo mica ignorare che San Val oltre a quella dei fiorai, è la festa dei ristoratori. Parecchio attesa tra l’altro, tenendo conto degli spaventosi vuoti di molti stellati, vuoti che mai ammetteranno pubblicamente. Tanto che abbiamo immaginato, ora – su due piedi – di chiamarne alcuni azzardando la missione impossibile: un tavolo per questa sera (occhio, abbiamo detto: IMMAGINATO).

Enzo Vizzari (direttore della guida ai ristoranti dell’Espresso) e Licia Granello (giornalista di Repubblica).
Enoteca Pinchiorri, Firenze — Enzo Vizzari e Licia Granello vorrebbero venire da voi questa sera, avete ancora in carta il “doppio raviolo farcito con burrata”? “Si certo, ma temo che il ristorante sia al completo“. Potete fare un’eccezione per Enzo e Licia? “Possiamo riservare un tavolo, ma solo alle 22. Bene, avete un pianoforte, Enzo vorrebbe fare una serenata a Licia? “Dovreste prenotare una stanza, credo, comunque a-hem… non abbiamo un pianoforte. Un momento scusi… la signora Annie dice che possiamo noleggiarlo“.

Stefano Bonilli (direttore del Gambero Rosso) e Francesca Barberini (stella del programma di Rai2: Voilà).
Ambasciata, Quistello (Mantova) — Stefano Bonilli vorrebbe un tavolo coperto di rose. “Non accettiamo prenotazioni da molti giorni“. Possibile fare un’eccezione? “Non credo“. Nemmeno per Stefano e Francesca? “Guardi, per un tavolo da noi i clienti fanno la fila, ma mi faccia sapere a che ora pensano di venire, troveranno una persona a fare la fila per loro. E anche il tavolo ricoperto di rose“.

Massimo Bernardi (Peperosso) e Clara Barra (reporter dai ristoranti del Gambero Rosso).
Vissani, Baschi (Terni) — Possibile trovare un tavolo per Massimo Bernardi che finalmente è riuscito a convincere Clara Barra, e vorrebbe petali di rosa sparsi per tutto il ristorante? “Non abbiamo tavoli disponibili per questa sera, e non sono previste decorazioni speciali“. Ecco, non si potrebbe derogare, in fondo si tratta di Massimo Bernardi. “Scusi, Massimo chi?” Bernardi… Peperosso, sà. “Dispiace, nessuna eccezione“.

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feb  06
14
alle 11:21
da massimo

Ultimo commento:

di Sararlo il 01/1/70

Si, Giuliano, in effetti Giovanni, per i bolliti, è sempre stato una garanzia.
Purtroppo è dive...


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23 Commenti to “Spiacenti, non abbiamo tavoli disponibili per San Valentino. A meno che…”

  1. Sararlo dice:

    Massimo, hai sbagliato, dovevi presentarti come Alberto Cauzzi: C – A – U – Z – Z – I.
    Funziona, vedrai.
    Don’t worry, tray again.
    Mi dicono che Ducasse ha ancora una suite libera (ma quella piccola, da 80 mq.).
    Buona Fortuna.
    Sararlo.

  2. Alberto Cauzzi dice:

    Sararlo Mattacchione :-)
    Io proporrei al Bernardi di cenare al lume di candela all’Osteria del Povero Diavolo … è un paio di giorni che Agostini ha lasciato. Ci saranno tutti i tavoli liberi, nessuno vi disturberà :-) )

  3. Rob78 dice:

    Al Povero Diavolo c’è stato alcuni giorni fa un mio amico-palato fidato che non sapeva del cambio di chef…Dice di aver mangiato in modo ignobile! Penso almeno avrebbero dovuto avvertirlo al tel del cambio in cucina..

  4. leo dice:

    Dopo aver letto sopra ho provato per curiosità:
    1° telefonata a Cracco Peck: la gentilissima signora mi conferma il tutto esaurito (nemmeno un posto per Alberto Cauzzi !! ) e menù come al solito senza fronzoli e cuoricini
    2° telefonata all’Enoteca Pinchiorri: qui la signora alla reception dopo breve consultazione mi trova un tavolo da due e, udite udite, mi comunica che esiste un menù San Valentino !! dico che ci risentiamo e rimango dell’opinione che nelle feste è meglio rimanere a mangiare a casa.

    Ciao
    Leo

  5. giuseppe dice:

    Missione impossibile no. 4

    Piero Pompili (aka MuccaPazza, titolare del famoso blog GastronomoRiluttante)e Adriano Liloni (aka sonoio, titolare di famosa trattoria in quel di Gavardo BS)
    L’Albereta (Gualtiero Marchesi)Erbusco (BS): ci siamo riconciliati e vorremmo un tavolo da due per stasera, è possibile ?
    “ma va a dar via el cù, brutti culattoni, fora de qui”

  6. Sararlo dice:

    Comunque, dei tanti piccoli “privè” sparsi per enotria, il più divertente è alla Locanda Castelvecchio, in Verona (Corso Castelvecchio, 21 – Tel.045. 8030097).
    Microsaletta con tavolo per due.
    Tenda regolamentare, spessa e di colore scuro, che si può tirare a piacere.
    Il cameriere non busserà, per ovvi motivi, al momento di servire pietanza…ma basta mettersi d’accordo.
    Per chi, al Vinitaly, non sa dove sbattere … la testa.
    Sararlo.

    p.s.
    Ah, per i più prosaici.
    Ottimo il bollito, tra i migliori del nord.est.
    Letteralmente fantastici i tagliolini in brodo con i fegatini.

  7. chambertin dice:

    volevo anch’io prenotare un tavolo per tre-quattro (viste le riconciliazioni in serie con colleghi che mi vedono in questi giorni protagonista), ma Paolo Marchi é impegnato con le Olimpiadi, un altro é in Sicilia, un altro chissà dove. E quindi devo rinunciare, anche se una cena con i colleghi dal mitico Adriano-Troglo sarebbe stata il massimo!
    f.

  8. paolo marchi dice:

    in verità stanotte sarò impegnato pure, archiviata la combinata di Miller & Co., nella matrimoniale di un collega…

  9. Giulia Gavagnin dice:

    Locanda Castelvecchio? E chi ci pensa al privè dopo la pearà?? :0

  10. Sararlo dice:

    About Castelvecchio…
    C’è una collezione unica di Mouton Rotschild…
    Boiserie di fine ‘800 alle pareti…
    Alla Pearà puoi pensarci anche dentro il privè.
    Il Bollito è da … bollori vari.
    Da provare…da provare.
    Poi l’Armando è tutto un programma (per chi ama il genere, ovviamente).
    Sararlo.

  11. leo dice:

    Scusate, per i non autoctoni, cos’è il Pearà ? ;-) qualcosa di trasgressivo ? :-)

    quando leggo Giulia G. e Sararlo penso sempre a quella cosa lì…

  12. Alberto Cauzzi dice:

    Pearà : Ricetta

    Metti in una casseruola il pane, il midollo e il parmigiano grattugiato. Aggiungi brodo, mescolando il tutto, fino ad ottenere un composto cremoso.
    Fai cuocere a fuoco lentissimo per due o tre ore, facendo appena sobbollire, mescolando di tanto in tanto perchè la pearà non si attacchi troppo al fondo della casseruola.
    Se diventasse troppo densa, aggiungi ancora un po’ di brodo. Nel corso della cottura, aggiungi sale e una dose molto generosa di pepe.
    La caratteristica di questa salsa, infatti, è di essere molto pepata, tanto che dovrebbe far restare i commensali “a bocca aperta”.

    La pearà si serve subito, molto calda come accompagnamento del bollito misto (girello di manzo, lingua, gallina ruspante, testina di vitello, cotechino).

  13. Sararlo dice:

    Leo, io una volta con “zebare”, casual citazione vernacoliera, ‘nu poco c’avevo azzeccato, in innocente gioco di parole, ma era a proposito del Pinciaroli, Chef a te noto che sta nei dintorni tua.
    Mi sa che con il tuo voler vedere “pearà” anche quando non c’entra ‘na mazza…non mi resta alto che sommesso invito amichevole…zeba che ti passa.
    La notte e le stelle sono anche propizie ;0).
    Sararlo.

  14. liloniadriano dice:

    io mai dato del culattone a nessuno caro giuseppe(ma chi c…. sei?)
    :-) ) sono pieno …no di piu’…vado a lavorare…bacero’ le ragazze in sala per voi!…

  15. Sararlo dice:

    Lilo, non voglio entrare nel merito dei tuoi gusti, ma vuoi spiegare al mondo intero perchè i tuoi post sono sempre doppi?
    Devi farci lo scambio con qualcuno?
    Sei in corsa per un premio fidelity di “Petrus” (non l’amaro)a chi posta di più?
    Pensa che a me per il fatto di postar faccine ogni tanto m’han dato del parkinsoniano.
    Tuttalpiù, di te, potremmo dire che sei amante della “doppietta”…anche fuori stagione, naturalmente ;0) (acc. m’è scappata, la faccina, intendo).
    Sararlo.

  16. leo dice:

    “mi sa che con il tuo voler vedere “pearà” anche quando non c’entra ‘na mazza…non mi resta alto che sommesso invito amichevole…zeba che ti passa.
    La notte e le stelle sono anche propizie ;0).”

    allora secondo te stasera devo santificare ? ma non è ancora primavera e quella d’inverno l’ho già fatta… :-) )

  17. Sararlo dice:

    Per Lilo.
    Grazie dell’invito, vedrò cosa posso fare.

    Per Lilo.
    Grazie dell’invito, vedrò cosa posso fare.

    Per Giuliano.
    Non so di dove tu sia. Immagino Modena. Tuttavia, al di là delle battute e delle interpretazioni di cui non mancherà l’amico Leo, anch’io non vado pazzo per la Pearà. Tuttavia, non solo la ritengo deontologicamente interessante da provare, ma quella della Locanda Castelvecchio è veramente fuoriclassifica. Così come il Cren, ingentilito in maniera originale da una discretissima presenza di mela che ne attenua la potenziale grevità lunga al palato per ore a venire.
    Infine, nel suo carrello dei bolliti, manca la salsa verde, ma vi è una Mostarda di Pere…da farsi le pere, veramente e, ovviamente, gourmand.
    Ricordo che, in alcune zone del Veneto, approposito di “famolo strano”, il Cren può prevedere anche due gocce di… Assenzio.
    Un Cren alla van Gogh, forse, considerato anche il pressing che in tema di Impressionisti Marco Goldin ha impresso ad una intera stagione museale dalle nostre parti.

    Infine una piccola nota per il prox. S.Valentino, in tema di locali dall’angolo galeotto.
    A parte la stranota Saletta dell’ Imperatore di Cracco-Peck e alla forse inedita per molti garconniere di 2 mq. di Castelvecchio, anche Gaetano Trovato, in quel di Colle Val d’Elsa, nel suo Arnolfo, ha una piccola “grotta betlemmesca” ad usum Gourmet&Peynet.
    Non è “intima” come le altre due, ma si può provare.
    Anche perchè, dopo, basta fare un paio di scale per un’ calice della staffa e quant’altro venga in mente in appositi e degni locali.
    Sararlo.

    p.s.
    Massimo ti ho visto!
    Mezz’ora fa l’ultimo post di Lilo era ancora in ambo, ora è stato ripulito da ripetizione.

    p.s.
    Massimo ti ho visto!
    Mezz’ora fa l’ultimo post di Lilo
    era ancora in ambo, ora è stato ripulito da ripetizione.

  18. liloniadriano dice:

    sararlo ti invito ufficialmente fuori numero alla prossima giornata del riesling…la doppietta e’ un fraintendimento fra me e bernanrda…..massima….che ne so’ il perche’?….
    :0))

  19. Giuliano dice:

    Peccato che per S.Valentino la Locanda Castelvecchio fosse chiusa! E comunque la pearà ve la lascio tutta…
    Vuoi mettere il cren, una sana mostarda, la salsa verde come Dio comanda… Ricordo ancora quella del vecchio Fini il quale ne faceva una con il balsamico che era divina, brutta da vedere, ma esageratamente buona. Ogni esame che facevo a Modena mi autopremiavo con un lauto pranzo. Quelli erano BOLLITI…

  20. kitchenstories dice:

    facciamo che l’ape aveva le ali bagnate… che serata del c…. mammam mia

  21. liloniadriano dice:

    prova prova …..1 2

  22. Giuliano dice:

    Ok Sararlo, se vieni a Verona andiamo a provare il Torcolo che ha riaperto e propone il bollito e qualcos’altro. Non ti anticipo niente, ma vorrei un tuo spassionato parere. A proposito hai notizie di Giovanni alla Stanga a Padova? Era un posto da rabbrividire, ma che carni…

  23. Sararlo dice:

    Si, Giuliano, in effetti Giovanni, per i bolliti, è sempre stato una garanzia.
    Purtroppo è diversi anni che vi manco, ma palati amici mi riferiscono che, in tema, è sempre una garanzia.
    Mi incuriosisce questa Tua segnalazione scaligera.
    Au revoir. Sararlo.

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