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	<title>Commenti a: Il rosso e il nero &#8212; 40 anni di Doc: difenderle o rottamarle ?</title>
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		<title>Di: Alececco</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2006/title_338/comment-page-1/#comment-25744</link>
		<dc:creator>Alececco</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Non penso che le DOC &amp; DOCG italiane siano da rottamare, questo no, ma da ripensare, rivedere, correggere, e finalmente comunicare in modo decente, questo sì. Alcune non vengono prodotte o non lo sono mai state (ricordo la Pentro d&#039;Isernia DOC, chissà se esiste ancora?), altre hanno contenuti quasi ridicoli in quanto a rese per ettaro e confini (tipo Vermentino di Sardegna DOC, confini, tutta l&#039;Isola).&lt;br /&gt;
Bisognerebbe cominciare col far rispettare quelle già esistenti, già questo sarebbe un grande successo, poi si potrebbe iniziare ad introdurre ulteriori specificazioni all&#039;interno di alcune DOCG che hanno una grande infinità di terroir, diversi tra loro, forse le De.Co di Veronelli sarebbero un bel passo avanti, ma soprattutto a me piacerebbe vedere, come sul modello francese, una classificazione di merito dei vari terroir...ma questo, per adesso, credo sia utopia. &lt;br /&gt;
Quello che però emerge è che alla grande massa, dopo 40 anni, non è ancora chiaro cosa siano esattamente le denominazioni di origine: o non interessano e quindi non vengono percepite come un valore aggiunto o non sono state comunicate nel modo migliore. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non penso che le DOC &amp; DOCG italiane siano da rottamare, questo no, ma da ripensare, rivedere, correggere, e finalmente comunicare in modo decente, questo sì. Alcune non vengono prodotte o non lo sono mai state (ricordo la Pentro d&#8217;Isernia DOC, chissà se esiste ancora?), altre hanno contenuti quasi ridicoli in quanto a rese per ettaro e confini (tipo Vermentino di Sardegna DOC, confini, tutta l&#8217;Isola).<br />
Bisognerebbe cominciare col far rispettare quelle già esistenti, già questo sarebbe un grande successo, poi si potrebbe iniziare ad introdurre ulteriori specificazioni all&#8217;interno di alcune DOCG che hanno una grande infinità di terroir, diversi tra loro, forse le De.Co di Veronelli sarebbero un bel passo avanti, ma soprattutto a me piacerebbe vedere, come sul modello francese, una classificazione di merito dei vari terroir&#8230;ma questo, per adesso, credo sia utopia. <br />
Quello che però emerge è che alla grande massa, dopo 40 anni, non è ancora chiaro cosa siano esattamente le denominazioni di origine: o non interessano e quindi non vengono percepite come un valore aggiunto o non sono state comunicate nel modo migliore.</p>
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		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2006/title_338/comment-page-1/#comment-25745</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Prima di tutto, complimenti per la nuova rubrica :-)&lt;br /&gt;
Sul tema sono d&#039;accordo con Ale quando afferma che non sono state comunicate nel modo migliore, ma mi viene anche il dubbio che NON si vogliano comunicare, perchè quando i consumatori sono più informati sono anche più esigenti...&lt;br /&gt;
Ciao,&lt;br /&gt;
max</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto, complimenti per la nuova rubrica <img src='http://www.peperosso.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> <br />
Sul tema sono d&#8217;accordo con Ale quando afferma che non sono state comunicate nel modo migliore, ma mi viene anche il dubbio che NON si vogliano comunicare, perchè quando i consumatori sono più informati sono anche più esigenti&#8230;<br />
Ciao,<br />
max</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Filippo Ronco</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2006/title_338/comment-page-1/#comment-25746</link>
		<dc:creator>Filippo Ronco</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Con riferimento all&#039;editoriale di Ricci sull&#039;ultimo numero di Bibenda appreso via Franco Tiratore : domanda.&lt;br /&gt;
Perché per forza lo strumento doc - docg deve essere considerato avulso da implicazioni relative alla qualità ? Almeno questo sembra di capire da parte di quanto scrive Ricci. Ho sempre pensato, molto probabilmente sbagliando ma mettendomi dalla parte del consumatore, che più che stravolgere la mentalità di chi compra (spesso docg = qualità), sarebbe molto più semplice assecondarla facendo sì che le denominazioni, oltre che strumento a garanzia dell&#039;orgine divenissero - con poco sforzo - anche strumento per la garanzia di qualità (per esempio con commissioni di degustazione più rigide, serie, selettive). Attualmente siamo anni luce da questo purtroppo. Posto lo stesso commento anche su Peperosso dove apprendo della nascita di un&#039;interessante nuova rubrica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con riferimento all&#8217;editoriale di Ricci sull&#8217;ultimo numero di Bibenda appreso via Franco Tiratore : domanda.<br />
Perché per forza lo strumento doc &#8211; docg deve essere considerato avulso da implicazioni relative alla qualità ? Almeno questo sembra di capire da parte di quanto scrive Ricci. Ho sempre pensato, molto probabilmente sbagliando ma mettendomi dalla parte del consumatore, che più che stravolgere la mentalità di chi compra (spesso docg = qualità), sarebbe molto più semplice assecondarla facendo sì che le denominazioni, oltre che strumento a garanzia dell&#8217;orgine divenissero &#8211; con poco sforzo &#8211; anche strumento per la garanzia di qualità (per esempio con commissioni di degustazione più rigide, serie, selettive). Attualmente siamo anni luce da questo purtroppo. Posto lo stesso commento anche su Peperosso dove apprendo della nascita di un&#8217;interessante nuova rubrica.</p>
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		<title>Di: Giampiero alias Aristide</title>
		<link>http://www.peperosso.info/2006/title_338/comment-page-1/#comment-25747</link>
		<dc:creator>Giampiero alias Aristide</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">#comment-25747</guid>
		<description>Il problema della comunicazione delle DOC appartiene alla sfera dell&#039;incapacità di fare marketing e quindi comunicazione sul vino. La DOC andrebbe vista come il complesso di requisiti che costituiscono il valore (qualità) di un marchio identificabile dal consumatore con un territorio (che poi si incrocerà con il marchio dell&#039;azienda). Va rovesciata la logica di costruzione della DOC, partendo da come essa è percepita e compresa dal mercato e organizzando al meglio l&#039;offerta dei produttori del territorio. In questo, come dice giustamente Franco Ziliani, la DOC funziona quando rappresenta l&#039;origine vera del vino: territorio e vitigni. Il consumatore e gli operatori non vogliono sapere altro.&lt;br /&gt;
Complimenti per la rubrica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema della comunicazione delle DOC appartiene alla sfera dell&#8217;incapacità di fare marketing e quindi comunicazione sul vino. La DOC andrebbe vista come il complesso di requisiti che costituiscono il valore (qualità) di un marchio identificabile dal consumatore con un territorio (che poi si incrocerà con il marchio dell&#8217;azienda). Va rovesciata la logica di costruzione della DOC, partendo da come essa è percepita e compresa dal mercato e organizzando al meglio l&#8217;offerta dei produttori del territorio. In questo, come dice giustamente Franco Ziliani, la DOC funziona quando rappresenta l&#8217;origine vera del vino: territorio e vitigni. Il consumatore e gli operatori non vogliono sapere altro.<br />
Complimenti per la rubrica.</p>
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