1, 10, 100 Nigelle: la festa della donna
Artusi era uomo. Luigi Carnacina, Luigi Veronelli, Gianni Brera, Mario Soldati, James Beard erano uomini. Uomini pure: Carlo Petrini, Alastair Little, Edoardo Raspelli, Nigel Slater, Stefano Bonillli, Frank Bruni. Per tacere dei cuochi. Che vino-e-cucina siano fatalmente roba da uomini? Inaccettabile. Anzi, al grido di: “Oltre Nigella c’è di più”, oggi – 8 Marzo – festa della donna – ci siamo messi di buzzo buono. Abbiamo cercato e rubricato in rigoroso ordine sparso le madri di tutti i fornelli. Meglio del solito, urinoso mazzo di mimose, no?

• ANNA GOSETTI DELLA SALDA [link]: già direttora de La Cucina Italiana e autrice di Le ricette regionali italiane (miglior libro di settore mai pubblicato).
• RUTH REICHL [link]: già direttora della sezione “food” del New York Times, dal 99 direttora di Gourmet Magazine (forse la miglior rivista del mondo in tema di porn food).
• AVE NINCHI [link]: attrice e “donna gigante”, per gli italiani è stata l’angelo del focolare. Almeno negli anni di conduzione di A tavola alle 7, insieme a Luigi Veronelli. Insegnanti come lei non ce ne sono più. Adorabile persino quando reclamizzava i polli (AIA). Mica come qualsiasi Alemanno.
• NIGELLA LAWSON [link]: una wonderwoman, sicura, bella, sexy, professionale. Giornalista, autrice di bestseller culinari, star del food-show Nigella bites. Quando cucina la Nigella è come guardare un porno d’autore.
• MARCELLA HAZAN [link]: *LA* cucina italiana in lingua inglese. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti, è sinonimo di divulgazione e qualità della scrittura. Autrice di The Essentials of Classic Italian Food miglior libro “per stranieri” sulla cucina italiana.
• DARRA GOLDSTEIN [link]: direttora di Gastronomica (the journal of food and culture) ammirevole rivista accademica americana.
• RACHEL RAY [link]: sexy anchor di Food Channel (network tv e internet più esteso del mondo). Autrice di libri non fondamentali, come la maggior parte delle sue ricette. Sexy e sbarazzina quanto basta, però.
• CAMILLA BARESANI [link]: scrittrice, autrice di sottili reportage dai ristoranti. Dei quali mette a nudo lo “stylish style” che li rende simili a laboratori di analisi cliniche, o la cafoneria forzaitaliota. Fotografando benissimo la creme vischiosa dei politici e delle puttane di regime.
da massimo
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marzo 9th, 2006 at 13:02
la Pierangelini…
marzo 9th, 2006 at 11:13
Io avrei incluso anche Annie Feolde…
marzo 9th, 2006 at 09:41
TDZ(tocco di zenzero)sono stato qualche anno fa fornitore di suor Germana la conosco personalmente,molto più sensata di molti chef strombazzati….
…vorrei far notare che il virtuale da molta visibilità , ma esistono personaggi che promuovono il made in Italy alimentare da molti anni e lo fanno sul campo, ho visto e toccato con mano il lavoro di un grande personaggio che in Italia conoscono in pochi ma che in alcuni paesi è sinonimo di cucina italiana!!!
marzo 9th, 2006 at 10:01
E chi sarebbe, di grazia?
marzo 9th, 2006 at 17:28
Certo che se nessuno si è filato Annalisa Barbagli che con il GR ha pubblicato una decina di libri vuol dire che…
marzo 9th, 2006 at 18:09
Faith Willingher tira di più ;0))
marzo 9th, 2006 at 07:35
Leo, Aimo è di Pescia.
Massimo, tze, potevi anche inserirla, allora, Faith nella tua lista, tze, anche se non sarà smart come Nigella a far copertina ;0))
marzo 9th, 2006 at 08:05
Sararlo, che era nato nel comune di Pescia lo sapevo anch’io
, chiedigli la località precisa.
Ciao
Leo
marzo 9th, 2006 at 08:40
Vuoi sapere troppo da me che vivo nel Veneto e conosco Aimo pur da una dozzina d’anni, ma sempre frequentato a Milano.
Se vuoi ti posso dire che il babbo era carabiniere e la mamma cuoca in famiglia importante della zona.
Lui è venuto nella Gran Milan verso i 15 anni e ha cominciato a spignattare nell’allora ristorante di Piazza Mercanti.
Tu invece.
La Chef di cui parlavi era Nadia mantovana (anche se, invero vicentina di nascita) o Annie fiorentina (con iniziale passaporto svizzero)?
marzo 9th, 2006 at 09:15
Ciao Sararlo e buona giornata
La mia domanda su Aimo Moroni non era innata curiosità ma solo una conferma ad un’affermazione di un conoscente (ti spiego in pvt.
Per la mia domandina: ahi, ahi, signora Longari,lei mi è caduta sul gambero; ti ha tratto in inganno l’aver pensato che era una chef ma io ho scritto solo che era ai vertici della ristorazione, anche se in secondo piano (o terzo, visto il marito)rispetto al titolare…
marzo 8th, 2006 at 21:38
A volte la casualità : sai che la frase “dietro un Grande Uomo, lì, c’è una Donna” l’ho detta ieri pomeriggio a un’altra grande donna del settore ? te la lascio indovinare, è ai vertici della ristorazione italiana e, al contrario di quello che scrivono, è anche molto simpatica.
P.S. la prochaine fois que tu vas chez Moroni domanda ad Aimo dove è nato di preciso e poi fammelo sapere; sono curioso di sapere se quello che mi hanno detto è verità o leggenda.
marzo 8th, 2006 at 22:11
Ugooooooooooooo….Pss…non dirlo a nessuno…Il libro di suor germana è nella mia FOOD/libreria…
E poi la suora è di Torino…Vuoi che qualcuno degli amici non me ne regalasse una copia!!???:-)
marzo 8th, 2006 at 23:02
suor Germana è della val di chiampo in provincia di vicenza, pochi km distante da dove è nata Nadia Santini
marzo 9th, 2006 at 07:29
Ci ho mangiato pane burro e marmellata da Faith Willinger a Firenze, tze.
marzo 8th, 2006 at 21:01
Ok Leo, rilancio.
Una standing ovation a Nadia Moroni.
Come diceva un vecchio refrain (made in U.S.A., tra l’altro)
“dietro un Grande Uomo, lì, c’è una Donna”
E, se Aimo è quel che è per la Ristorazione Italiana (Michelin, fatti un esame di coscienza:=( ), quella fanciulla conosciuta …anta anni fa merita tanta gloria quanto il nostro caro, “vecchio” (si fa per dire) Zio Aimo.
Anzi, un bell’8 marzo a Te, Nadia Moroni!
Sararlo
marzo 8th, 2006 at 21:08
p.s.
non è Pegaso Syndrome, ma è tuttoggi che ho il PC zoppo, che sia Parkinson non so…
marzo 8th, 2006 at 20:56
Ok Leo, rilancio.
Una standing ovation a Nadia Moroni.
Come diceva un vecchio refrain (made in U.S.A., tra l’altro)
“dietro un Grande Uomo, lì, c’è una Donna”
E, se Aimo è quel che è per la Ristorazione Italiana (Michelin, fatti un esame di coscienza:=( ), quella fanciulla conosciuta …anta anni fa merita tanta gloria quanto il nostro caro, “vecchio” (si fa per dire) Zio Aimo.
Anzi, un bell’8 marzo a Te, Nadia Moroni!
Sararlo
marzo 8th, 2006 at 20:45
Accidenti Sararlo, non avrà l’immagine e il fisico delle due to…e citate (e con questo onoro anche l’8 marzo, amen) ma Faith Willinger è un vero monumento italo-USA e probably, nonostante sia ampiamente sponsorizzata, capisce di cibo italiano più di molti nostri “intenditori”; non a caso abita a Firenze…
Tempo fa ho visto il film “Sotto il sole della Toscana” (con Diane Lane, nulla di speciale) e mi ha ricordato in parte la sua storia.
Fra le donne meritevoli forse metterei anche Mirella Cantarelli, moglie e braccio destro del grande Peppino Cantarelli di Samboseto (sono troppo giovane per averlo frequentato ma qualcuno di noi forse c’è stato..)
marzo 8th, 2006 at 17:41
E la Moroni gracidante?
marzo 8th, 2006 at 16:28
Gesummaria, SUOR GERMANA!!!
marzo 8th, 2006 at 17:20
Non toccate suor Germana e la sua cucina degli angeli!!!
UN CULT
marzo 8th, 2006 at 17:27
e Antonellina Clerici nun ce stà ?
marzo 8th, 2006 at 15:40
Sant’Iddio, e Suor Germana ve la siete scordata???
marzo 8th, 2006 at 16:00
E Giada De Laurentis? dov ela mettiamo?
marzo 10th, 2006 at 16:26
Scusi professor Marchi..mi correggo..ma sa, la suora diceva di esser di torino… e viveva fino a poco tempo fa qui…
marzo 13th, 2006 at 00:45
però la definizione della cucina di Nigella come porno d’autore l’avevo usata prima io, ecco.
e proprio su Peperosso!
marzo 13th, 2006 at 09:38
scusa zenzero, ma se io un giorno scrivessi che beck è austriaco o colonna molisano e uno mi ricordasse da dove vengono veramente, io sarei contento e ringrazierei…
marzo 13th, 2006 at 14:53
bisognerebbe ricordare come minimo Lucia Paola Vissani (straordinaria!!! e nessuno ne parla mai!), Angela Ceriello di E’ Curti di Sant’Anastasia (NA), Anna Dente dell’Osteria di San Cesario a San Cesareo (RM), Giuliana Saragoni del Gambero Rosso di San Piero in Bagno (FC) ma ce ne sono tante altre…
marzo 13th, 2006 at 15:29
e perché fegatograsso? bernardi parlava di autrici di ricettari, non di cuoche
marzo 13th, 2006 at 16:14
Infatti il mio era un grazie sincero, caro Paolo…;-)
Non avendo idea di che quali origini avesse la Suor Germana…
marzo 13th, 2006 at 18:22
sorry zenzero, non volevo passare per un professore saccente
(non ci capisco niente delle faccine con virgole e quant’altro, non riesco ad andare oltre la parentesi in su o in giù)
luglio 27th, 2009 at 17:46
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